


LA BHAGAVAD-GITA cos com'

da una serie di conferenze all'Hare Krsna Club di Brescia
di 

Sua Grazia Madhusevita Dasa Adikari


Benvenuti al corso di Bhagavad-Gita e grazie per aver deciso di partecipare.
Srila Prabhupada ki jaya!










INTRODUZIONE

In primo luogo vorrei spiegare perch abbiamo deciso di iniziare un corso sulla Bhagavad-Gita. L'abbiamo ritenuto necessario per dar modo a coloro che si avvicinano alla Coscienza di Krsna di avere un'idea generale.... globale..... potremmo chiamarla un'infarinatura del testo fondamentale della Coscienza di Krsna che  la Bhagavad-Gita.
Il corso si terr in 18 lezioni, tanti quanti sono i capitoli della Bhagavad-Gita, ogni lezione verter su un capitolo specifico. La Bhagavad-Gita sono circa 700 versi, si potrebbero dare 700 lezioni. Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, che  il maestro spirituale di Srila Prabhupada fondatore del nostro Movimento in Occidente, una volta diede per un mese di seguito svariate conferenze sullo stesso verso delle Scritture Vediche e ha detto che avrebbe potuto continuare tutta la vita perch ogni verso della Bhagavad-Gita, in effetti, contiene la Verit Assoluta e della Verit si pu parlare in eterno, senza stancarsi mai, ma.... Krsna ha parlato la Bhagavad-Gita ad Arjuna affinch noi potessimo avere una comprensione da molti angoli prospettici.... da molti punti di vista di quella che  la verit Assoluta, ed  per questo che non dobbiamo fermarci ad un verso, ma leggerla tutta.... per leggerla tutta, dovremmo prima averne un'idea generale, ed ecco questo corso che in 18 lezioni non pretende di poter dare un approfondimento della Bhagavad-Gita come quello che si potrebbe ottenere frequentando il Tempio di Krsna dove ogni giorno c' una lezione di Srimad-Bhagavatam e dove presto si stabilir, ogni sera, una lezione di Bhagavad-Gita.... cio per chi volesse approfondire ulteriormente, c' un invito aperto sempre a frequentarci e ad ascoltare la Bhagavad-Gita verso per verso come viene letta nel Tempio. Detto questo passiamo un attimo a comprendere cos' la Bhagavad-Gita.
Bhagavad-Gita significa: "Il canto del Signore", del Beato, del Signore Supremo, Bhagavan, Bhagavan significa il Signore Supremo e, il Signore  beato  felice; Gita significa: canto, perci, il Canto del Signore Beato, il Canto del Signore Supremo.
Perch questa Bhagavad-Gita? Cosa ha di speciale la Bhagavad-Gita degli Hare Krsna? La Bhagavad-Gita degli Hare Krsna si chiama: "La Bhagavad-Gita cos com'".
Prabhupada ha voluto aggiungere al titolo "cos com'" per indicare che questa Bhagavad-Gita, non  il frutto di una speculazione intellettuale da parte di studiosi che hanno deciso di scavare un significato, di trovare con scavi archeologici un significato oscuro o nato dalle loro menti, a quello che dice il Signore. No!
La Bhagavad-Gita cos com',  la Bhagavad-Gita che ripete esattamente quello che Krsna dice: "Da Me tutti i mondi provengono, Io sono l'origine di tutto", allora, alcuni leggono la Bhagavad-Gita e dicono che quando Lui dice "Me" non intende "Me, Krsna" ma intende un altro principio.... un altro concetto.... il principio del "Me" o il principio del "non nato.... dell'immanifesto o del non manifestato, ecc. ecc.. No! Bhagavad-Gita cos com', significa che quando Krsna dice: "Me.... Io dico.... Io sono la sorgente di...." Krsna intende Krsna, intende Se stesso.... ecco la "Bhagavad-Gita cos com'!".... per questo la "Bhagavad-Gita cos com'"  l'unica versione autentica della Bhagavad-Gita perch non traduce quello che Krsna dice in altri concetti diversi da quelli che Krsna vuole esporre. Krsna  Krsna, Arjuna  Arjuna, i Pandava sono i Pandava ecc. 
Questa  la "Bhagavad-Gita cos com'" ed  per questa ragione che noi proponiamo questa Bhagavad-gita e sotto il titolo c' scritto "cos com'"
Dovremmo perci accettare quello che Krsna dice, come proveniente dalla Persona Suprema; Questo  il modo di ascoltare la Bhagavad-Gita. Se uno ascolta la Bhagavad-Gita ma cerca di estrapolare dei significati astrusi o diversi.... di leggere tra le righe o tra le parole quello che Krsna dice, non riuscir a capire la Bhagavad-Gita veramente. L'attitudine di Arjuna, che  colui che ascolta la Bhagavad-Gita,  quella di ritenere Krsna, la Persona Suprema, "Quello che Krsna mi dice, perci,  perfetto perch Lui  la persona Suprema, Dio".
Prabhupada spiega, nell'introduzione alla Bhagavad-Gita, che uno dovrebbe almeno ipoteticamente accettare questo; cio quando ascolta la Bhagavad-Gita, dovrebbe almeno poter dire: "Ok accetto Krsna come Persona Suprema.... mi metto nella condizione di colui che accetta le parole del Signore come provenienti da Dio".... almeno per ipotesi!.... perch se non fa questo, con quale atteggiamento.... con quale attitudine ascolta la Bhagavad-Gita?
Cio se uno si siede qui e dice: "Va bene, ascolto la Bhagavad-Gita, ma penso che tutto quello che viene detto da Krsna non sia vero, non sia assoluto, non sia proveniente da Dio, ecc.. Allora quando Krsna dice: "Io sono la sorgente di tutti i mondi, Io controllo l'energia materiale e cos via, uno cosa pensa? Come prende le parole del Signore?
Non viene richiesto che uno dica: "Si, sono completamente, assolutamente, totalmente convinto che Krsna  la Persona Suprema; sono pronto a dare la mia vita immediatamente per la coscienza di Krsna, diventare devoto" No, uno non chiede questo, non  ci che  richiesto qui! Quello che si richiede e che, almeno, uno, una persona prenda, adotti l'attitudine di colui che umilmente vuole ascoltare e si pone nella condizione di chi dice: "E' detto qui che Krsna  Dio, che  il Signore sceso sul pianeta e ha parlato, ha detto questo parole, ha parlato ad Arjuna, bene! Io Lo ascolto come fosse il Signore in persona, se poi  veramente il Signore in persona, qualcosa accadr in me! Le parole di Dio agiranno nel mio cuore! Se poi Krsna non  la Persona Suprema, riuscir a capirlo, la mia intelligenza non verr sviata", perci ci vuole quell'attitudine con la quale uno ascolta in modo sottomesso, cio con accettazione. Krsna richiede questo nella Bhagavad-Gita, lo dice anche ad Arjuna: "Se vuoi che queste parole, che Io dico, abbiano effetto su di te, devi ascoltarle con uno spirito di accettazione, non aver paura, non perderai la tua individualit, il tuo libero arbitrio, anzi otterrai il frutto maturo del misticismo"
Detto questo, meglio andare a narrare quali sono i principali argomenti trattati nella Bhagavad-Gita.










PREFAZIONE



I principali argomenti trattati nella Bhagavad-Gita sono cinque:
 
Uno  Isvara, il Signore Supremo, il controllore di tutti gli esseri, Dio, La persona Suprema - isvara. Isvara significa controllore.

Il secondo argomento  Jiva. Jiva significa anima, noi siamo jive o anime infinitesimali. Krsna, Dio  Isvara il controllore di tutto perci: Isvara-jiva.

Poi Prakrti, Prakrti significa la natura. Questo  il terzo argomento trattato, natura. Noi parliamo sempre di natura, natura o energia. Questa energia  sempre soggetta al controllo del proprietario dell'energia, Isvara.

Quarto argomento trattato  Kala, il tempo, la durata della manifestazione energetica, della manifestazione di Prakrti. Anche il tempo  sotto il controllo dell'Isvara, del controllore supremo, Dio.

Quinto argomento  karma, karma significa azione, attivit o le manifestazioni, gli aspetti transitori di Prakrti. Questi corpi sono fatti di Karma praticamente, sono il frutto delle attivit delle anime in seno a Prakrti, controllate dal tempo e in ultima analisi da Isvara; questa  la Bhagavad-Gita.

La Bhagavad-Gita che risultati vuole ottenere parlando di questi cinque argomenti, cio di Isvara, Jiva, Prakrti, Kala e Karma? Controllore, anime, energia o natura, tempo, attivit, azioni, karma. Quali risultati vuole raggiungere?
Vuole raggiungere in primo luogo il risultato che l'anima si renda conto di essere differente da Prakrti, differente dalla natura in cui si trova al momento, perci che l'anima capisca la sua individualit, la sua originale individualit spirituale. Questo  il primo risultato che la Bhagavad-Gita vuole conseguire, cio far capire a un'anima che  diversa dal corpo in cui si trova; poi vuol farle capire qual'era la vera attivit che l'anima dovrebbe svolgere.
Qual  la vera attivit che l'anima dovrebbe svolgere? Quella di servire Isvara, servire il controllore Supremo, non identificarsi con Prakrti, la natura inferiore e andare avanti con le attivit karmiche, perci vuol farci capire, la Bhagavad-Gita, chi siamo spiritualmente, siamo anime spirituali, e vuol darci modo di agire per la soddisfazione di Isvara senza pi creare karma cio attivit che ci legano al transitorio, al transiente, all'illusorio. E cosa ottiene un'anima che si impegna in queste attivit per la soddisfazione dell'Isvara, di Dio? Ottiene l'amore per Dio, l'amore divino. Questi tre traguardi vengono conseguiti con l'ascolto della Bhagavad-Gita:
1) Sambhandha, il ristabilimento della propria identit spirituale e della propria relazione con Dio;
2) Il riscoprire le attivit spirituali dell'anima, il servizio devozionale;
3) L'ottenere l'amore per Dio.
Questa  un'idea generale di ci che la Bhagavad-Gita contiene. Uno dovrebbe ricordare questi cinque argomenti e tre aspetti o traguardi che la Bhagavad-Gita vuol farci conseguire.
Li enumero ancora una volta:

1) Isvara, il controllore, Dio, l'eterna Persona Suprema;
2) L'anima infinitesimale, eterna servitrice di Dio;
3) Prakrti, la natura materiale o l'energia materiale nella quale vivono le anime, anch'essa eterna, la natura  eterna.
4) Il tempo, Kala che determina la manifestazione o la non manifestazione del
5) Elemento che non  eterno e che si chiama Karma, cio le manifestazioni esteriori dell'attivit dell'anima in Prakrti.

Trattando questi cinque argomenti, tre traguardi si devono conseguire:
1) Sambhandha, riconoscimento della propria identit spirituale e il ristabilirsi della relazione con Dio.
2) Abhidheya, l'impegnarsi in attivit di servizio d'amore a Dio, servizio devozionale, attivit caratteristiche proprie naturali dell'anima.
3) Prayogena, il frutto di queste attivit spirituali proprie dell'anima che  il puro amore per Dio.










IL CONTESTO

E adesso un breve cenno su dove si svolge, in che contesto si svolge la Bhagavad-Gita. La Bhagavad-Gita si svolge su un campo di battaglia che si chiama Kuruksetra. Ci sono due fronti. Un fronte  quello capeggiato dai Pandava con Krsna come guidatore del carro di Arjuna che  il migliore tra i Pandava, l'altro campo di battaglia  capeggiato da Duryodhana e vi sono i Kurus che sono una famiglia molto vicina ai Pandava, sono in effetti i cugini dei Pandava.
Perch loro si stanno affrontando su un campo di battaglia? Perch Dhuryodhana, il cugino dei Pandava e figlio di Drtharastra che  il reggente dell'impero di Bharata-varsa, Duryodhana, come abbiamo detto, non vuole dare ai Pandava il trono. Il trono spetta ai Pandava. I pandava sono i figli di Pandu, da qui il nome Pandava. Essi sono cinque: Arjuna, Yudhisthira, Bhima, Nakula e Sahadeva, sono figli del re Pandu. Pandu era il re, ma muore molto giovane per una maledizione. Il fratello di Pandu era cieco, non poteva perci essere regnante, diventa reggente in attesa che i Pandava crescano e possano occuparsi del regno. Drtharastra non era cieco solo materialmente ma anche spiritualmente; non ha il distacco e la coscienza spirituale necessari a far si che possa trasmettere ai Pandava ci che  di loro diritto, invece Dhrtarastra si attacca al regno e di conseguenza vuole trasmetterlo ai propri figli. Sono i Kurus, sono cento figli di Dhrtarastra capeggiati da Dhuryodhana, un elemento indesiderabile potremmo dire. Fin da bambini i Kurus e i Pandava si affrontano e i Kurus tentano in ogni modo, addirittura, di uccidere i Pandava. Dhrtarastra che dovrebbe, per amore del fratello defunto, proteggere i suoi nipoti, organizza invece addirittura la loro morte, in certi casi, spinto da Duryodhana o per meglio dire, lascia fare a Dhuryodhana che  un grande mascalzone. Comunque i Pandava vengono protetti sempre da Krsna, vanno addirittura in esilio per molti, molti anni, truffati al gioco dallo zio dei Kurus che  Sakuna. Vanno in esilio per molto tempo, rimangono in esilio, vivono di stenti, alla fine della durata prescritta dell'esilio, tornano e chiedono, non chiedono neanche tutto il regno! Chiedono cinque villaggi, un villaggio per ognuno perch loro sono degli Ksatriya, sono dei re, hanno bisogno di un villaggio, ma la risposta di Dhuryodhana : "Neanche la punta di uno spillo!".
Allora questa guerra diventa inevitabile. Krsna determina questa guerra perch Krsna capisce che queste persone, i Kurus, non vogliono pi sentir parlare di religione e neanche di condotta morale, nulla, assolutamente nulla, sono diventati dei criminali in effetti e alcune grandi personalit si sono unite a loro, perci la guerra  l'unico modo per ritornare ai Pandava l'impero che giustamente spetta loro e per eliminare questi Kurus che sono ormai un ostacolo alla vita spirituale e religiosa di tutti gli abitanti del pianeta. Questo  il come si  arrivati alla Bhagavad-Gita, ad affrontarsi sul campo di battaglia.










I CAPITOLO

OSSERVANDO GLI ESERCITI 
SUL CAMPO DI BATTAGLIA DI KURUKSETRA


Ora parliamo del primo capitolo della Bhagavad-Gita. Il primo capitolo della Bhagavad-Gita  intitolato: Osservando gli eserciti sul campo di battaglia di Kuruksetra. Drtarastra abbiamo gi detto chi ,  lo zio cieco materialmente e spiritualmente dei Pandava, il padre dei Kurus, lui ha un servitore che si chiama Sanjaya, Sanjaya ha un potere mistico che gli viene dal suo essere un discepolo di Vyasa, Vyasadeva, colui che ha scritto tutta la letteratura vedica.
Sanjaya  un grande devoto e per misericordia del suo maestro spirituale pu, in meditazione, riuscire a vedere cosa accade sul campo di battaglia di Kuruksetra. Il primo verso infatti  una richiesta di Drtarastra a Sanjaya.



VERSO 1
drtarastra uvaca
dharma-ksetre kuru-ksetre
samaveta yuyutsavah
mamakah pandavas caiva
kim akurvata sanjaya

Lui chiede: "O Sanjaya dimmi, cosa hanno fatto i miei figli e i figli di Pandu sul campo di Kuruksetra?", lui chiede e specifica "Dharma-ksetra" e "Kuruksetra", campo di Kuruksetra che  un "Dharma-ksetra", "ksetra" significa campo o luogo, "dharma" significa religione. Drtarastra  inquieto, inquieto perch sa che quel luogo non  un luogo normale, "dharma-ksetra e Kuruksetra"  un "dharma-ksetra",  un luogo di religione,  un luogo dove si sono svolti tanti sacrifici in onore a Dio. Perci lui sa che il luogo favorir i Pandava, perch Krsna  dalla loro parte, lui lo sa, allora  inquieto,  preoccupato, chiede: "Che cosa fanno i miei figli e i figli di Pandu pronti a darsi battaglia sul campo di Kuruksetra?". Lui sa benissimo che sono l, lui  la causa della loro presenza sul campo di battaglia,  lui che ha determinato tutto questo, eppure chiede, perch lui chiede? Non  sicuro, malgrado la schiacciante superiorit numerica dei Kuru, non  sicuro dell'esito della battaglia. Sa che Krsna  dalla parte dei Pandava, sa che quello  un luogo religioso, un luogo spirituale. Il fatto del luogo  molto importante non sa quale sar l'esito della battaglia, e a quel punto Sanjaya comincia a rispondere, con la sua visione spirituale guarda sul campo di battaglia. 
Ci sono gli eserciti schierati, c' Krsna sul carro di Arjuna. Sanjaya vede subito Krsna ed Arjuna ma comincia a narrare per la soddisfazione di Drtarastra, lui  il suo servitore, dice che Dhuryodhana si sposta da Dronacarya. Dronacarya era l'insegnante d'armi, il maestro d'armi dei Pandava e dei Kurus, era un brahmana, i brahmana sono insegnanti, aveva insegnato a tutti a combattere, a tirare d'arco, (Arjuna era il migliore arciere insieme a Karna), aveva insegnato l'uso della mazza, aveva insegnato tante cose, era l'esperto, il condottiero militare esperto, lo stratega. 

Aveva insegnato anche a una persona che si chiamava Dhstadyumna, figlio di Draupada, che era nemico di Dronacarya, ma Dronacarya come brahmana era liberale, allora anche se un nemico veniva a imparare da lui, lui era disposto ad insegnare, questa  la mentalit di un brahmana, cio ha insegnato a questo figlio di Drupada che poi l'avrebbe ucciso.
Allora, Dhuryodhana va da Dronacarya e gli dice: "Guarda maestro! Vedi la l'esercito dei Pandava che  organizzato con perizia? Con grande perizia dal figlio di Drupada! Dhuryodhana dice cos, per ricordare a Dronacarya: "Vedi, tu gli hai insegnato tutti i segreti dell'arte militare, guarda come si sono organizzati i Pandava! Guarda che falangi, che esercito hanno organizzato!", e puntualizza questo anche per sapere: "Non  per caso che tu abbia ancora dei sentimenti per i Pandava che erano i tuoi allievi prediletti? Che erano persone alle quali tu hai insegnato? Chiede Duryodhana, e poi comincia a enumerare: "Guarda! Vedi quali guerrieri ci sono da quella parte?" E vede se il suo maestro che  dalla sua parte, ancora tende, se il suo cuore ancora tende verso di loro, vuole assaggiare e vuole anche ricordare: "Attento ai sentimentalismi! Non ti far prendere dai sentimentalismi!". E gli fa un lista di coloro che sono presenti sull'altro campo. Poi, dopo un attimo, richiama il proprio entusiasmo e come un buon condottiero, perch lui era esperto, Dhuryodhana, dice: "Adesso vediamo chi c' da noi! Quali sono i potenti condottieri che sono dalla nostra parte!", e menziona i condottieri che sono dalla parte dei Kurus, primi tra tutti Bhisma e Drona stesso, naturalmente anche Krpacarya, Karna, ecc., che sono condottieri che non hanno mai perso una battaglia, mai perso una guerra. Bhisma  il pi grande tra i condottieri, viene chiamato anche Bhismadeva, "deva" significa Dio, il Dio Bhisma, perch  praticamente un Dio della guerra Bhisma, Bhisma non era un umano normale, era nato da Dei, era disceso per una maledizione ed era venuto su questo pianeta, e aveva una benedizione da parte di suo padre che non sarebbe mai morto sul campo di battaglia se lui non l'avesse desiderato, se lui non l'avesse voluto, perci Bhisma era praticamente imbattibile era considerato il nonno di tutta la dinastia, il patriarca. Nonno non significa un nonno decrepito, Bhisma era un grandissimo condottiero.
Dhuryodhana  molto felice che Bhisma, Drona, Krpacarya, ecc., siano dalla sua parte,  molto felice, lui si sente rincuorato dal fatto che questi grandi condottieri siano dalla sua parte e comincia a voce alta a declamarli, a chiamarli. A quel punto Bhisma, che  un grande devoto del Signore, ma per circostanze (che, un po' lungo da spiegare), un po' di agio, un po' di supporto che aveva auto dai suoi nipoti, i Kurus, si era messo dalla loro parte, poi c'era una ragione molto pi profonda, essendo un grande devoto del Signore e avendo col Signore cavalleresca, di coraggio, di sfida, voleva fronteggiare Krsna sul campo di battaglia. Questo era il suo desiderio profondo da devoto, allora Bisma era dalla loro parte.
Bhisma quando sente Dhuryodhana che declama tutti questi nomi di grandi condottieri che sono i Kurus, si mette a suonare la sua conchiglia, fa un suono tumultuoso e tutti gli altri usano i loro corni, flicorni, conchiglie e tamburi, perch prima di una battaglia per dare coraggio, per rinforzare gli animi c'era questo suono di strumenti, anche nelle battaglie qui in Occidente suonavano le trombe, "suonate le vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane", non molto tempo fa.
Allora, loro suonano, dopo un po' c' la risposta da parte dei Pandava. E' detto che il suono da parte dei Kurus era tumultuoso, ma quando Krsna suona nella sua conchiglia, Pancajanya, Arjuna nella sua, Yudhisthira nella sua, Bhima nella sua, Nakula e Sahadeva nella loro, ecc. quel suono  trascendentale.
Il suono trascendentale della conchiglia di Krsna ed Arjuna, penetra nel cuore dei Kurus e loro sentono con il suono di queste conchiglie che il potere  dalla parte di Krsna, lo sentono, allora, tremano, nel profondo del cuore hanno paura, sentono che c' qualcosa che non va, che il vero potere non  dalla loro parte.
Dopo l'aver suonato le conchiglie, Arjuna chiede a Krsna: "Per favore, portami tra i due eserciti, voglio vedere bene chi  venuto ad affrontarmi per soddisfare i desideri malvagi di Dhuryodhana, chi ha acconsentito a tentare di ucciderci per soddisfare la malvagit di questa persona". 
Questa  la richiesta di Arjuna, e Krsna che si  posto nella posizione di "guidatore del carro di Arjuna", questa  una cosa molto bella che ci fa capire la natura del Signore.
Krsna  Dio, la Persona Suprema eppure gode nell'offrire un servizio umile al Suo devoto, perch questo godimento da parte del Signore? Perch i devoti sono molto cari al Signore e praticamente i Pandava vinceranno questa guerra perch sono devoti di Krsna, per nessuna altra ragione, Krsna poi  ansioso, Lui ha organizzato tutto, non si muove foglia che Dio non voglia, Krsna  ansioso di parlare la Bhagavad-Gita perch sa che quando parler la Bhagavad-Gita questo non dar sollievo solo ad Arjuna, ma questa Bhagavad-Gita rimarr per tutta la gente a venire, sa bene l'importanza della Bhagavad-Gita, vuole parlare la Bhagavad-Gita, il Suo canto supremo ad Arjuna, allora guida Arjuna tra i due eserciti. 
Quando arriva di fronte all'altro esercito Krsna guarda Arjuna e dice: "Arjuna, vedi chi c' dall'altra parte", lo dice in tono quasi scherzoso, "vedi chi c' dall'altra parte Arjuna? Ci sono i tuoi nonni, ci sono tutte queste persone" e Arjuna guarda, vede Bhismadeva, persone per le quali aveva un grandissimo affetto, Dronacarya, il suo maestro d'armi era un secondo padre per lui, Bhisma anche era come un secondo padre i Pandava, vede cugini, cognati e tante persone. Krsna in quel frangente  chiamato Hrisikesa, Hrisikesa significa il maestro dei sensi, il proprietario dei sensi, fra i sensi c' anche la mente che viene chiamata il sesto senso, perch viene chiamato Hrsikesa? Perch Lui sa cosa sta pensando Arjuna, Lui sa che Arjuna  titubante, che Arjuna vuole uccidere quelle persone, perch  una persona dolce di cuore. Arjuna  un devoto, non vuole uccidere quelle persone, non gli piace uccidere, non lo fa con piacere, perci Krsna dice: "Vedi chi c' l, dall'altra parte? Va tutto bene Arjuna? Lui sa che nel cuore Arjuna sente dolore alla prospettiva di uccidere tutte queste persone e allora lo invita a osservare e Arjuna guarda; Bhisma, Drona, Krpacarya, Karna, Karna  anche loro fratello, ma loro non lo sanno, Karna  fratello dei Pandava, ma ne i Pandava ne Karna lo sanno. A questo punto Arjuna si sente mancare, vede queste persone e questa inquietudine, questa mancanza di desiderio di combattere comincia a manifestarsi verbalmente.
Arjuna comincia a dire a Krsna: "Che significato ha questa guerra? Sono tutti qui per soddisfare Dhuryodhana, ma perch io dovrei mettermi al loro livello? Anche se li uccido tutti, potr mai godere del regno? Non sono una persona degradata se per ottenere un regno, uccido delle persone care?". Poi continua, filosofeggia Arjuna, si lamenta dicendo che quando si uccidono i capi-famiglia, le donne si degradano non c' nessuno che le protegge, diventano preda di persone che si uniscono a loro senza nessun criterio religioso e allora nasce una prole indesiderata, il mondo va in rovina, i principi della religione vengono perduti, questo  l'appello di Arjuna.
Arjuna  molto triste, molto triste, tanto che arriva al punto di dire: "In non combatter!". L'arco gli scivola tra le mani e desiste dalla battaglia.
Questa  la fine del primo capitolo della Bhagavad-Gita. Perci in questo primo capitolo c': La richiesta di Drtarastra. - La descrizione da parte di Sanjaya a Drtarastra di Dhuryodhana che va da Dronacarya. - La descrizione dei guerrieri presenti. - Krsna che guida Arjuna di fronte all'esercito avversario e il lamento di Arjuna.








RIFLESSIONI


Arjuna aveva chiamato Krsna "Govinda". "Govinda" significa "Colui che soddisfa i sensi". "Go" significa mucche o anche sensi. L'aveva chiamato in questo modo, pensando che Krsna, Dio, fosse l per soddisfare le sue aspirazioni materiali, questo  il fraintendimento di Arjuna, i suoi sentimenti da un punto di vista materiale, sono lodevoli, una persona compassionevole. Ma da un punto di vista spirituale, non sono lodevoli i sentimenti di Arjuna perch i veri sentimenti di un devoto, devono essere quelli di soddisfare Dio, soddisfare Dio. E' come se noi dobbiamo fare da assistenti a un chirurgo, non possiamo essere sentimentali nel vedere la malattia o la ciste o il tumore di qualcuno, lui deve tagliare, lui deve tagliare.
Se tu non ti conformi alle istruzioni o al desiderio o al piano di chi ha perfetta conoscenza di cos' il bene, di cos' il male, di cos' la vera soluzione ai problemi, di cos' la vera soluzione, se non ti conformi a chi sa questo, e chi meglio di Krsna sa cos' la realt e cos' l'illusione, cos' il vero benessere di qualcuno? Se non ti conformi ai Suoi piani, allora la tua compassione  fuori luogo,  fuori posto, non  pi utile, non serve a niente, pu essere anche deleteria.
Allora, lui chiama Krsna, "Govinda" e gli dice: "Ah! Per favore toglimi questo problema!", questo  quello che dice Arjuna, "non mi mettere in questa situazione!" Risolviamo, io me ne vado sulle montagne, vado sull'Himalaya, lascia che regnino loro! Perch dobbiamo risolvere questo problema?
Arjuna vuole eliminare il problema senza risolverlo, in un certo senso, Arjuna ci rappresenta perch c' in tutti noi la tendenza a eliminare un problema senza risolverlo, mna a saltarci sopra a pi pari e non trovare la soluzione reale al problema dell'esistenza, quando uno si trova in quel frangente, in quella situazione e come in quel frangente, in quella situazione, in qualsiasi altro frangente, altra situazione, uno deve obbedire a Krsna e conformarsi al desiderio del Signore e in questo modo sar protetto, in questo modo trover la vera soluzione ai problemi suoi e altrui.
Arjuna si trova in queste condizioni, ma Krsna  intelligente, la Persona Suprema, la Suprema intelligenza perci Lui quando Arjuna parla e gli narra di questo possibile sgretolamento della civilt, della societ umana con le donne che si degradano, con la prole indesiderata che si chiama "varna-sankarah" sono praticamente figli nati senza sacrifici, perch nelle scritture vediche  detto che prima della nascita quando uno fa un sacrificio per propiziare la nascita di un figlio, il figlio viene con una natura divina, con una natura superiore, se invece viene concepito come concepiscono i cani e i gatti magari con una bottiglia in pi di vino doc di una valle o una bottiglia di birra, il figlio non viene con delle caratteristiche divine, ma viene con altri tipi di caratteristiche, e la preponderanza di queste persone sul pianeta, causa problemi, causa grandi problemi. 
Arjuna, dice queste cose e in effetti non ha torto da un certo punto di vista, ma non capisce che non eliminando i Kurus, lui darebbe modo a questi "varna-sankarah" e alla irreligione di proliferare ancora di pi! Lui non se ne rende conto perch accecato dal sentimentalismo, allora Krsna nelle parti seguente della Bhagavad-Gita, parler ad Arjuna e lo sollever dentro, ma questo primo capitolo si conclude con lo sgomento di Arjuna, lo sgomento di una persona che si trova ad affrontare un dovere che gli  difficile affrontare.
Che insegnamento traiamo da questo capitolo? Dovremmo capire che lo sgomento o la perdita di entusiasmo, di desiderio nell'affrontare i problemi della vita viene dalla nostra dimenticanza della relazione che abbiamo con Krsna. Se noi potessimo capire in modo approfondito qual  la nostra relazione con Signore, che ruolo dobbiamo svolgere nel piano del Signore e la natura sublime del piano del Signore che include la felicit di tutti gli esseri, se potessimo comprendere sempre come rimanere strumenti di Krsna e perseguire lo stesso traguardo che Krsna persegue che  quello di liberare tutti gli esseri viventi dal ciclo di nascite e morti, dall'identificazione con questo mondo materiale, se potessimo essere coscienti di questo, non avremmo nessun problema nell'eseguire gli ordini del Signore sia che essi ci causassero apparente gioia o apparente dolore. Ma Arjuna in questo momento  sgomento perch ha dimenticato la posizione, non ricorda pi che relazione intercorre tra lui e Krsna, non capisce che Krsna  il Controllore Supremo "Isvara" "Isvara paramah Krsnah sac-cid-ananda-vigrahah". Lui  il Controllore Supremo, il Signore eterno al di l del passato, presente e futuro. Lui  la Persona che ha pianificato l'impegno eterno di tutti gli esseri in perfetta conoscenza e felicit. Arjuna, l'ha dimenticato perci ha perso la fede, ha perso la conoscenza. Non capisce pi perch deve combattere. Comincia ad avallare le proprie decisioni che ora sono indipendenti da Krsna, comincia a basarle su fattori morali, sociali, egoistici, per il proprio benessere personale. Comincia a basare tutte le proprie valutazioni su questi presupposti e non riesce perci a essere tranquillo. Chi cerca un modo autonomo di valutare il percorso da seguire nella vita, sar inquieto; chi invece accetta la direzione di Colui che ha fatto il piano dell'esistenza di tutti, Dio, Krsna, chi accetta la Sua istruzione, la Sua guida, non  pi inquieto,  calmo,  tranquillo, perch la direzione da prendere  quella prestabilita dal Signore e pu portare solo alla natura del Signore, alla felicit del Signore, alla conoscenza perfetta dell'anima, alla felicit perfetta dell'anima.
Arjuna dimentico della sua relazione con Krsna, non capisce che Krsna soltanto pu dirgli ci che deve fare nella vita, solo la Persona Suprema pu dirti ci che devi fare nella tua vita, nessun altro pu dirtelo. La tua mente non pu dirtelo perch non ha sufficienti informazioni per farti progredire, i tuoi amici non possono dirtelo, i tuoi parenti non possono dirtelo. Chi conosce dove andrai, dopo, quando finisce questo corpo? Chi conosce la tua vera natura, la tua vera identit? Quando lasci questo corpo, qual  la tua forma? Qual  il tuo nome? Qual  la tua natura? Quali sono il tuo nome, forma, natura, ora che vivi in questo corpo se tu sei diverso dal corpo? Solo chi ti conosce all'origine pu dirti questo, cio Dio, Krsna pu dirti questo perci uno deve seguire gli insegnamenti della Bhagavad-Gita se vuole risolvere i problemi dell'esistenza altrimenti si trover in condizioni di sgomento e difficolt.










II CAPITOLO

IL CONTENUTO DELLA BHAGAVAD-GITA


Questo  il secondo giorno che leggiamo la Bhagavad-Gita. La seconda conferenza che verter sul secondo capitolo. Nel primo incontro, abbiamo trattato dell'introduzione della Bhagavad-Gita, abbiamo trattato del luogo dove si svolge la Bhagavad-Gita o del contesto nel quale la Bhagavad-Gita viene narrata dal Signore, o parlata dal Signore, e abbiamo parlato del primo capitolo in se.
Avevamo lasciato Arjuna in uno stato confusionale. Arjuna era confuso a riguardo di ci che avrebbe dovuto fare o non fare.
Ricordiamo brevemente che la Bhagavad-Gita, che significa "Il canto del Signore", si svolge sul campo di battaglia di Kuruksetra.
Krsna  Dio, la Persona Suprema. Arjuna  il Suo devoto. Arjuna si trova di fronte dei contendenti che sono suoi familiari, suoi parenti, persone care. Al momento di iniziare la battaglia  scosso da un profondo turbamento e non se la sente di uccidere queste persone. La posta in palio  il regno che questi suoi parenti avevano usurpato e che spettava di diritto ad Arjuna e ai suoi fratelli. Arjuna  in uno stato confusionale perch non vede la necessit di ingaggiare una guerra fratricida solo per avere il trono, per vedere che il trono torni alla sua famiglia.
D una serie di ragioni, Arjuna, tra le quali quella delle donne che si degraderanno se i mariti verranno uccisi, degradandosi, daranno nascita a prole indesiderata, d una serie di ragioni morali, Arjuna.
A questo punto, Arjuna  sgomento e non vuole pi combattere, questa  la fine del primo capitolo della Bhagavad-Gita. Il secondo capitolo s'intitola:



"Il contenuto della Bhagavad-Gita"

Questo capitolo in sintesi, facciamo un viaggio introduttivo a questo capitolo. Questo capitolo narra ancora, nei primi versi, della confusione di Arjuna, del lamento di Arjuna, della sentenza che Krsna d di questo lamento, di questa confusione, gli dice che,  poco serio da parte sua, lamentarsi per dei corpi transitori, mutevoli e gli spiega, spiega ad Arjuna che c' una differenza tra corpo e anima. Quando Krsna sentenzia la immaturit di Arjuna, Arjuna immediatamente si arrende al Signore, dice: "si, ho capito, io sono confuso, non riesco a trovare la via d'uscita, per favore aiutami!". In quel momento Krsna comincia a spiegare la differenza tra corpo ed anima, cio che l'anima  differente dal corpo in cui vive, e dai sensi, che poi alla fine sono il corpo. Corpo significa sensi.
Dopo che Krsna ha spiegato questo, continua a spiegare ad Arjuna che lui  uno ksatriya, un difensore delle leggi e dei principi morali e della vita spirituale della societ e perci come tale, deve combattere.
Dopo aver spiegato questo ad Arjuna, sto dando un breve riassunto del secondo capitolo, dopo aver spiegato questo ad Arjuna, Krsna comincia a spiegare la differenza che esiste tra l'agire per egoismo, per ottenere dei frutti personali e invece cosa significa agire per soddisfare Dio, cio agire consapevoli della propria identit spirituale; 
cio qual  la differenza tra un'azione che viene chiamata karmica, tesa a ottenere un frutto che uno gode per s, personalmente e invece, l'azione che non  considerata karmica ma  servizio devozionale. 
L'azione che tende alla soddisfazione di Dio e alla purificazione dell'anima, la chiama Buddhi-yoga, il Signore, cio agire con una intelligenza fissa o stabilita nella propria identit originale.
Dopo di questo Arjuna chiede: "Allora come posso distinguere una persona che agisce per il proprio egoismo, per la propria soddisfazione personale e una persona che invece agisce gi situata nella propria identit spirituale?".
Krsna spiega, gli dice, gli narra quali sono i sintomi di una persona che si  posizionata nella propria identit spirituale, cio che ha capito di non essere questo corpo e di essere eternamente legata a Lui, eternamente legata a Dio, quali sono, come parla, cosa fa, come agisce, Krsna glielo spiega. Poi gli spiega anche che, poich queste persone hanno trovato un gusto superiore, cio il gusto dell'agire per Krsna in servizio devozionale  un gusto superiore all'agire egoisticamente. Poich queste persone provano questo gusto superiore, non si staccano mai dal servizio devozionale, cio non rischiano di cadere nella coscienza materiale. Questo  il secondo capitolo della Bhagavad-Gita a grandi linee.
I due temi trattati in questo capitolo sono: La distinzione tra l'anima e il corpo, che viene definita "Sankhya", l'anima e il corpo; e l'azione svolta senza attaccamento ai risultati, ma con il desiderio di soddisfare il Signore, Dio con un'intelligenza pura, con un intelligenza devozionale. Questi sono i due temi principali in questo capitolo.
Adesso leggeremo i versi di questo capitolo della Bhagavad-Gita e ci soffermeremo sui versi pi importanti, tutti i versi sono importanti nella Bhagavad-Gita ma alcuni contengono in modo sintetico verit essenziali.



VERSO 1

Sanjaya disse:
Vedendo Arjuna pieno di lacrime e molto triste, con le lacrime agli occhi Madhusudana, Krsna, si rivolge a lui.



VERSO 2

La Persona Suprema, Bhagavan, disse:
Mio caro Arjuna, come hai potuto lasciarti prendere da una tale debolezza? Non  affatto degna di un uomo che conosce i veri valori della vita. In questo modo non si raggiungono i pianeti superiori, ma si guadagna l'infamia.

Qui il Signore dice: "Anarya-justam asvargyam akirti-karam Arjuna", dice: "Non sei un Arya, non sei un ariano quando parli cos Arjuna, ti lamenti per il corpo! Significa che non ti ricordi che sei un'anima, che l'anima ha una destinazione, non deve rimanere in questo mondo, ma ha una destinazione, la destinazione  la Verit Assoluta".
Un arya, un ariano, conosce la verit Assoluta. Verit Assoluta significa: la Persona Suprema, Bhagavan, la Sua espansione plenaria che vive nel cuore di ogni essere, che si chiama Paramatma e il Suo aspetto impersonale che si chiama Brahman. Questa  la verit assoluta. Una persona civilizzata, un arya o ariano, conosce la Verit Assoluta in questi tre aspetti: Bhagavan  la Persona Suprema, il carattere, la personalit di Dio; Paramatma  il Signore che Si espande e che entra nel cuore di ogni essere, in quello di una formica, come in quello di un umano e guida le attivit dell'essere, il suo vagabondare, le sue peregrinazioni nelle diverse specie di vita. Paramatma, il compagno che vive ne cuore. 
Nelle Scritture Vediche  paragonato a un uccello che vive su un ramo di un albero con un altro uccello. Un uccello  l'atma e l'altro  il Paramatma, l'Anima Suprema. Un uccello siamo noi, cio l'anima individuale, noi mangiamo i frutti dell'albero che sono le gioie e i dolori, ma l'altro uccello, non mangia questi frutti, sta a guardare e aspetta che noi volgiamo la nostra attenzione verso di Lui, questo  il Paramatma, Dio nel cuore di tutti.
Brahman significa l'aspetto impersonale di Dio, cio la Sua manifestazione energetica diffusa ovunque.
Questi tre aspetti della verit Assoluta sono paragonati al sole. Il sole ha anch'esso tre aspetti, un aspetto  quello della luce solare, paragonato all'aspetto del Brahman, diffusione impersonale. Quando noi siamo in una stanza diciamo: "E' entrato il sole", ma non  entrato il sole, il globo solare! E' entrata la luce del sole! Quello  l'aspetto impersonale che inonda e pervade tutto. Poi c' l'aspetto del disco solare. Se uno esce dalla stanza vede il disco solare e se ci sono dei contenitori o degli specchi, il disco si riflette ovunque, quello  l'aspetto Paramatma del Signore. E se uno riuscisse ad entrare nel pianeta del sole e potesse conoscere il principio che genera l'energia, la forza solare, allora avrebbe conoscenza completa del sole; la sua luce irradiante, il suo disco e il principio che genera energia. Il principio che genera energia  Bhagavan, la Persona Suprema, la qualit inerente, le qualit originali dell'astro, le qualit originali di Dio che sono sei. 
Per cui Krsna dice ad Arjuna: "Tu non conosci la Verit Assoluta, non capisci che sei un'anima spirituale e che appartieni a questa Verit Assoluta per cui ti stai lamentando per dei corpi transitori".



VERSO 3

O figlio di Prtha, non cedere a una debolezza cos umiliante. Non ti si addice. Lascia questa meschina debolezza di cuore e alzati, o vincitore dei nemici.



VERSO 4

Arjuna disse:
O uccisore di Madhu, come potrei nel corso della battaglia respingere con le mie frecce uomini come Bhisma e Drona, degni della mia venerazione?

Arjuna  preoccupato di uccidere questi suoi familiari.



VERSO 5

Meglio vivere mendicando che vivere al prezzo della vita di grandi anime che sono i miei maestri. Anche se sono avidi, sono ancora i nostri superiori. Se li uccidiamo, la nostra vittoria sar macchiata di sangue.

Arjuna si sta lamentando perch dice, anche se vincessi il regno, poi con chi godo questo regno, con tutti i familiari morti, si sta chiedendo.



VERSO 6

Non so se  pi giusto vincerli o esserne vinti. Ecco i figli di Dhrtarastra, schierati davanti a noi su questo campo di battaglia: la loro morte ci toglierebbe la gioia di vivere.

Arjuna  confuso, perplesso e indebolito, ma  intelligente, capisce che questa sua debolezza non  giusta, non  appropriata. La chiama infatti debolezza meschina. 
Da un canto  una persona molto avanzata, da un punto di vista umano, perch  distaccato, non  una persona avida che combatte contenta di combattere per guadagnarsi un regno, non  una persona cos, Arjuna, ne  una persona che dimentica le proprie relazioni familiari, ecc. Non  una persona insensibile da quel punto di vista,  una persona molto sensibile, Arjuna, compassionevole, distaccata. Per capisce che questo distacco, questa compassione, questa sensibilit, non lo aiutano a fare del bene alle persone che gli sono davanti e non lo aiutano a fare del bene a se stesso. 
Da un punto di vista materiale, Arjuna  una persona molto qualificata, una persona compassionevole e sensibile; ma da un punto di vista spirituale queste qualit materiali diventano un ostacolo al vero, eterno bene dell'anima. Arjuna, lo capisce ed  per questo che la chiama, debolezza meschina, perch intuisce che la vera felicit e il vero benessere dell'anima sono in conflitto con queste qualit e considerazioni materiali che sta facendo; per questo chiede a Krsna: "sono confuso, sto anteponendo queste mie considerazioni materiali, queste qualit materiali come la compassione, la sensibilit, ecc., alla conoscenza dell'anima, al mio dovere, al mio impegno devozionale, perci istruiscimi" Fammi uscire dalla confusione!".
Se uno non si avvicina a un maestro spirituale, non chiede di essere istruito, questo, questo  il principio della Bhagavad-Gita, per questo ascoltiamo la Bhagavad-Gita. E' il colloquio tra il maestro Krsna e Arjuna che  il discepolo, se uno non si sottomette a questo principio di accettare istruzioni da un maestro spirituale, non pu fare avanzamento spirituale, non pu uscire dalla confusione.
Questo  l'insegnamento della Bhagavad-Gita e Arjuna l'ha capito.



VERSO 7

karpanya-dosopahata-svabhavah
prcchami tvam dharma-sammudha-cetah
yac chreyah syan niscitam bruhi tan me
sisyas te 'ham sadhi mam prapannam

"sisyas te 'ham sadhi mam prapannam", significa: sono un'anima sottomessa a Te, per favore istruiscimi. Arjuna continua:



VERSO 8

Non vedo ci che potrebbe allontanare il dolore che mi opprime. Non potr eliminarlo neanche se come un dio del cielo regnassi quaggi su un regno senza uguali.

Arjuna capisce che non ci sono soluzioni materiali al suo problema, non ci sono soluzioni materiali.



VERSO 9

Sanjaya disse:
Avendo cos parlato, Arjuna, vincitore dei nemici, dice a Krsna, Govinda: "Non combatter"; poi tace.

Sanjaya  colui che sta raccontando, lo diciamo per inciso, la Bhagavad-Gita a Drtarastra che  il padre dei Kurus nemici dei Pandava; lui ha una visione mistica del campo di battaglia e riesce cos a fare una radiocronaca, se cos si pu chiamare, della Bhagavad-Gita a Drtarastra.


VERSO 10

O discendente di Bharata, Krsna, tra i due eserciti, sorridendo Si rivolge all'infelice Arjuna.



VERSO 11

Il Signore Beato disse:
Sebbene tu dica sagge parole, ti affliggi senza ragione. Il saggio non si lamenta n per i vivi ne per i morti.

Qui Krsna prende il posto di maestro e comincia a istruire Arjuna. Adesso  molto serio, il Signore, e comincia ad istruirlo sulla differenza tra anima e corpo. Questa differenza tra anima e corpo  la base della vita spirituale. Se una persona non capisce la differenza tra anima e corpo, non pu iniziare realmente il suo progresso spirituale.



VERSO 12

Mai ci fu un tempo in cui non esistevamo, Io, tu e tutti questi re; e mai nessuno di noi cesser di esistere.

Qui il Signore sta instaurando una verit fondamentale, cio sta proponendo una verit fondamentale ad Arjuna; gli dice: "Io sono la Persona Suprema, esisto eternamente, tu anche, anche tu sei un essere eterno, un'anima eterna; non ci fu mai un tempo perci in cui noi non siamo mai esistiti, n Io come individuo Supremo, n tu come individuo subordinato a Me, n tutti questi re, siamo tutti esistiti eternamente". Il Signore si sta riferendo all'anima, non si riferisce al corpo, non sta dicendo che il corpo di Arjuna  esistito in eterno, che i corpi di quei re, sono esistiti in eterno, perch stanno per essere distrutti, ha appena detto che ci sono i morti e i vivi e uno saggio non si lamenta n per i morti, n per i vivi, si sta riferendo perci all'anima. "Tu come anima sei esistito eternamente, Io come Anima Suprema esisto eternamente". E' importante capire perch Krsna asserisce questo. Lo asserisce, per far capire ad Arjuna che anche la loro relazione  eterna, il legame che li unisce  eterno. "Io sono eternamente Dio, La Persona Suprema, tu sei un'anima eternamente legata a Me". E poi comincia a spiegare tutto il resto. Perch questa  la base "Sambhandha", la relazione che intercorre tra Dio e l'anima e Lui la stabilisce subito; cio il colloquio tra Krsna e Arjuna non  un colloquio tra due corpi o tra due anime che si identificano con il corpo. E' un colloquio tra l'Anima Suprema, la Persona Suprema, Dio e l'anima individuale arresa a Lui. 
Ecco, il Signore adesso comincia a spiegare la differenza tra anima e corpo.



VERSO 13

Come l'anima incarnata passa, in questo corpo dall'infanzia alla giovinezza e poi alla vecchiaia, cos l'anima passa in un altro corpo all'istante della morte. L'anima realizzata non  turbata da questo cambiamento.

Questo verso della Bhagavad-Gita  molto importante e tutti coloro che studiano la Bhagavad-Gita dovrebbero impararlo.

dehino 'smin yatha dehe
 kaumaram yauvanam jara
tatha dehantara-praptir
 dhiras tatra na muhyati

Significa che l'anima passa nel corpo e diversa dal corpo, osserva tutte le diverse fasi del corpo: la nascita, la crescita, l'et adulta, la vecchiaia e poi la morte, no?! 
Noi osserviamo questi cambiamenti del corpo, essi sono cos lenti, invisibili a occhio nudo, che uno non se ne rende conto, ma ogni istante il corpo invecchia e noi osserviamo questo cambiamento, ce ne rendiamo conto ogni lustro, ogni cinque anni, ogni dieci anni. Pi si  giovani e meno uno se ne rende conto, pi uno diventa anziano pi, quando passa un anno, se re rende conto, per il cambiamento c'. Il Signore spiega che noi rimaniamo lo stesso essere, lo stesso osservatore di questi mutamenti corporei. Come ho visto cambiare il mio corpo da bambino ad adolescente, cos vedo cambiare il mio corpo da adulto ad anziano, cos vedr il mio corpo cambiare da vivo a morto, in altre parole, cos uscir da questo corpo. Come sono entrato nell'infanzia, uscito dall'infanzia, entrato nell'adolescenza, uscito dall'adolescenza, entrato nell'et adulta, uscito dall'et adulta, entrato nella maturit, uscito dalla maturit, entrato nell'et anziana, uscir dall'et anziana e dove andr? Sono passato in tutti questi diversi aspetti corporei in tutta questa vita, entrer in un altro aspetto corporeo, dice Krsna, alla fine dell'esistenza di questo corpo.
Ha cominciato a spiegare chiaramente che l'anima  diversa dal corpo che cambia e che l'anima rimane anche quando il corpo se ne va. Scientificamente  spiegato che il corpo cambia ogni sette-nove anni, ricambia completamente le sue cellule, ci significa che ogni sette-nove anni abbiamo preso un altro corpo. Quanti corpi abbiamo preso? A settant'anni, abbiamo preso dieci corpi. Quando questo corpo, questa forma qui,  completamente lisa e inutile, si comincia con un altro corpo. Questo  il principio della trasmigrazione. Il Signore continua:



VERSO 14

Effimeri, gioie e dolori vanno e vengono come l'estate e l'inverno, o figlio di Kunti. Sono dovuti all'incontro dei sensi con la materia, o discendente di Bharata, e bisogna imparare a tollerarli senza esserne disturbati.

Se non siamo questo corpo, quello che accade al corpo dobbiamo vederlo come qualcosa di esterno a noi, non esserne troppo disturbati. Se uno fosse cosciente che fra pochi anni il corpo muore, le gioie e i dolori del corpo non sarebbero cos importanti!



VERSO 15

O migliore tra gli uomini (Arjuna), chi non  distratto ne dalle gioie ne dai dolori ma rimane sereno e risoluto in ogni circostanza,  degno della liberazione. 



VERSO 16

Coloro che vedono la verit hanno dedotto l'eternit del reale (l'anima) e temporaneit dell'illusorio (il corpo materiale) dallo studio delle loro rispettive nature.

Qui parla di persone sagge che hanno appunto discriminato tra corpo e anima; cio si sono rese conto, come abbiamo detto prima, che il corpo cambia costantemente, ma l'anima, l'osservatore dei cambiamenti del corpo,  sempre lo stesso ente,  sempre lo stesso essere, lo stesso osservatore, e perci vi  una differenza sostanziale fra essi, cio tra anima e corpo.



VERSO 17

Sappi che non pu essere annientato ci che pervade il corpo. Nulla pu distruggere l'anima eterna.

Questo verso, dice Srila Prabhupada, precisa la natura dell'anima, la cui influenza si diffonde in tutto il corpo. Tutti sanno che ci che pervade il corpo  la coscienza. Noi siamo coscienti delle gioie e dei dolori che prova il nostro corpo, ma la nostra coscienza non si estende al corpo degli altri esseri, i cui piaceri e sofferenze ci sono estranei. Ogni corpo  dunque l'involucro di un'anima individuale, e il sintomo della presenza dell'anima  la coscienza individuale.
Cio, uno pu rendersi conto della differenza tra anima e corpo e del fatto che l'anima  eterna e il corpo no, capendo la differenza tra chi  cosciente e ci di cui si  coscienti. Chi  cosciente  l'anima, ci di cui si  coscienti  il corpo.
La scienza medica non sa, non riesce a trovare l'origine della coscienza nel corpo. Nessuno pu isolare, in laboratorio, il principio della coscienza, significherebbe che hanno trovato l'anima, ma non riescono! Eppure ci che differenzia un corpo vivo da uno morto ,  proprio la coscienza. Un corpo morto  incosciente, completamente incosciente, mentre corpo vivo significa che c' una qualche forma di coscienza, soffre, si dimena. Corpo morto c' assenza di coscienza perch c' assenza di anima.
Poich l'anima  l'essere cosciente,  sostanzialmente o qualitativamente diversa da ci di cui  cosciente; ci di cui  cosciente  qualcosa di inerte o incosciente: la materia, il corpo. Ma l'anima  cosciente e resiste ai mutamenti del corpo per cui non  alienabile o mutevole come il corpo.



VERSO 18

L'anima  indistruttibile, eterna e senza dimensioni; soltanto i corpi materiali che assume sono soggetti alla distruzione. Perci, o discendente di Bharata, combatti.



VERSO 19

Ignorante  colui che crede che l'anima pu uccidere o essere uccisa; il saggio sa che l'anima non uccide ne muore.

Qui Krsna sta dicendo che anche se uccidi queste persone in effetti non le uccidi, togli di mezzo solo i loro corpi, loro come anime non moriranno mai, sono eterni. Certo questo non incoraggia un'uccisione capricciosa. Uccidere queste persone  giusto perch loro stanno negando l'esistenza dell'anima o stanno facendo del male ad altri esseri viventi in questo senso; per cui questa uccisione  autorizzata, voluta da Dio. Ma uccidere capricciosamente, fingendo di uccidere nel nome di Dio o uccidere per scopi personali  privare un'anima del corpo che la riveste, privarla perci anche delle possibilit che il corpo che la riveste le offre di realizzazione spirituale. 
Se uno uccide un bambino, abortisce, sta privando un'anima del corpo umano che le potr servire per comprendere la propria natura spirituale, la propria identit spirituale. 
Quello  un crimine, come anche uccidere un animale  un crimine, perch l'animale passa attraverso diverse specie di vita e arriva fino alla forma umana, viaggia attraverso diversi corpi, perci uno sta bloccandogli la strada, ostacolandogli questo sviluppo, questo progresso verso la forma umana dove capir se stesso.



VERSO 20

Per l'anima non c' ne la nascita ne la morte. Esiste e non smette mai di esistere. Non nasce, non muore,  eterna, originale, non ebbe mai inizio e non avr mai fine. Non muore quando il corpo muore.

Sta spiegando che l'anima  sostanzialmente differente dal corpo.



VERSO 21

O Partha, una persona che conosce che l'anima  indistruttibile, non nata, eterna e immutabile, come pu uccidere o far uccidere?



VERSO 22

Come una persona indossa vestiti nuovi e lascia quelli usati, cos l'anima si riveste di nuovi corpi materiali abbandonando quelli vecchi e inutili.

Il corpo qui  paragonato a un vestito. Uno mette un vestito, quando il vestito  vecchio, immettibile, lo cambia e ne mette un altro, cos l'anima cambia il corpo.



VERSO 23

Nessun'arma pu spezzare l'anima, ne il fuoco bruciarla; l'acqua non pu bagnarla, ne il vento seccarla.



VERSO 24

L'anima individuale  indivisibile e insolubile; non pu essere bruciata ne seccata. E' immortale, onnipresente, inalterabile, immobile ed eternamente la stessa.



VERSO 25

Si dice che l'anima  invisibile, inconcepibile e immutabile. Sapendo questo, non dovresti lamentarti per il corpo.



VERSO 26

E anche se tu credi che l'anima nasca e muoia infinite volte, non hai nessuna ragione di lamentarci, o Arjuna dalle braccia potenti.

Qui Krsna sta dicendo: "Queste sono le caratteristiche dell'anima". Lui  la Persona Suprema, la Suprema Autorit, il Signore; ha chiarito sin dall'inizio che Lui  eternamente esistito ed esister eternamente ed  l'individuo Supremo, il Maestro Supremo, Arjuna  Suo discepolo. Dio, la Persona Suprema, conosce bene la natura dell'anima. Noi possiamo dimenticarci che siamo anime e identificarci con i nostri corpi. 
Dimenticare che siamo eterni, ma il Signore non dimentica e sta spiegando questo ad Arjuna, per per chiarire meglio le cose gli dice: "Anche se tu credessi che l'anima non  eterna, che nasca e muoia infinite volte, non hai ugualmente nessuna ragione di lamentarti o Arjuna. 
Vuoi cos per fare un <pour parler>, vuoi dire che l'anima nasce e muore? Perch ti lamenti? Comunque non dovresti lamentarti!" e gli spiega perch.



VERSO 27

La morte  certa per chi nasce, e certa  la nascita per chi muore. Poich devi compiere il tuo dovere, non dovresti lamentarti cos.

"Ti lamenti per qualcuno che deve morire, ma deve morire comunque! Chi nasce deve morire e chi muore deve nascere, per cui qual  il problema? Se anche non credi nell'eternit dell'anima, un'anima" e glielo spiega nel verso seguente.



VERSO 28

Tutti gli esseri creati sono in origine non manifestati, si manifestano nel loro stato transitorio e una volta dissolti tornano a essere non manifestati. A che serve dunque lamentarsi?

Una persona non c', compare, rimane qualche anno poi scompare per sempre, anche se la devi uccidere, che problema c', le fai quasi un favore. Se uno vive solo per pochi anni in questa situazione transitoria, se vive, o muore che differenza fa nell'arco dell'eternit? Nell'eternit, cosa sono cinquanta, settanta anni? "Perch ti lamenti?". E' molto intelligente questa constatazione, per cui dice: "Vuoi fare il materialista Arjuna? Vuoi credere che l'anima sia materiale? Ma allora perch ti lamenti?". La domanda  molto, molto acuta! Perch Arjuna si lamenta? Si lamenta perch l'anima  eterna, ma identificandosi con il corpo materiale crede di morire,  per questo che si lamenta! Le dispiace morire! Perch fondamentalmente l'anima  eterna, o dispiace uccidere qualcuno perch pensa che questo qualcuno non vivr pi. Poich l'anima  eterna, ma si pensa di morire, allora c' il lamento, c' la disperazione. Questo  il punto.



VERSO 29

Alcuni vedono l'anima come una meraviglia, altri la descrivono come una meraviglia e altri ancora ne sentono parlare come una meraviglia, ma c' chi non riesce a concepirla neanche dopo averne sentito parlare.

Krsna sta dicendo ad Arjuna: "Se uno non conosce l'anima, sar sempre confuso, si lamenter e non capir in effetti come l'anima  situata nella sua posizione costituzionale, qual  la sua gloria". Infatti Prabhupada, d degli esempi, per esempio in un albero baniano, alberi baniani sono i Baobab o Sequoie, qualche volta li chiamiamo anche cos. Sono alberi giganteschi, i semi sono piccolissimi, da un seme cos piccolo, piccolo, infinitesimale, piantato nel terreno, viene fuori un albero gigantesco. Questa  una cosa incredibile  il potere di un'anima!
Poich in quel seme c' racchiusa un'anima, una vita e se il seme  fritto o bruciato lo metti nel terreno non esce nulla ma, se il seme  ancora vivo, tu lo metti nel terreno dopo un po' di tempo esce fuori un albero gigantesco con miriadi di altri semi. Potere inconcepibile, straordinario, meraviglioso, affascinante! Per questo Krsna dice: "Alcuni guardano l'anima, rimangono meravigliati dei poteri dell'anima e altri ne sentono parlare e c' anche chi dopo averla vista, non riesce a capire bene cos'". 
Per capire bene cos', bisogna discriminare tra anima e corpo, capire bene cos' l'anima sotto la guida di un maestro spirituale autentico; questo  l'unico modo.



VERSO 30

O discendente di Bharata, colui che risiede nel corpo  eterno e non pu mai essere ucciso. Non devi dunque piangere per nessuno.

Fin qui Krsna ha spiegato la differenza fra anima e corpo. Ha detto che l'anima ha come sintomo la coscienza, che l'anima  l'osservatore, che il corpo cambia, l'anima rimane sempre la stessa;  di natura o sostanza diversa dal corpo perch l'anima  osservatrice e il corpo  ci che  osservato e le sue caratteristiche sono: l'indistruttibilit, l'eternit, la insolubilit, ecc., e che una persona intelligente che ha capito che l'anima  eterna, indistruttibile, non dovrebbe lamentarsi per il corpo e se anche uno fosse un materialista il suo lamento non avrebbe senso. L'unica ragione per la quale il suo lamento  comprensibile, non giustificato, ma comprensibile  quella che l'anima si identifica con il corpo. Identificandosi con il corpo, crede di morire ed  per questo che soffre.
Questo capitolo  il pi lungo della Bhagavad-Gita, per cui, un po' di pazienza.
Adesso Krsna, parler ad Arjuna dei suoi doveri di ksatriya. Ci sono quattro varna e quattro asrama nella societ vedica. I quattro asrama sono ordini spirituali. Uno pu essere: uno studente celibe, che si chiama brahmacarya; pu essere uno sposato, che si chiama grhastha; pu essere una persona che lascia la propria famiglia o vive nella propria famiglia senza avere connessioni, rapporti sessuali, si chiama vanaprastha; o pu essere una persona che lascia la propria famiglia e si chiama sannyasa. Questi sono i quattro ordini spirituali. Quattro ordini sociali sono invece: i brahmana, la classe intellettuale, persone che hanno inclinazione o tendenza a svolgere lavoro intellettuale, i filosofi della societ; ksatriya, significa amministratori, persone che vogliono difendere i principi morali-etici-sociali e fondamentalmente spirituali della societ; vaisya  una classe produttiva, persone che commerciano, che producono; e sudra sono persone che lavorano e aiutano gli altri ordini della societ.
Appartenere a uno di questi ordini, non  una imposizione artificiale. Nella societ vedica uno pu collocarsi dove si sente situato pi appropriatamente ma deve dimostrare le qualit. Se vuole fare l'intellettuale, deve essere una persona che ha realmente comprensione, compassione, intelligenza, diverse qualit; vuole fare lo ksatriya, dev'essere valoroso, coraggioso, altruista, disinteressato, privo di egoismo, ecc., e deve mostrare queste qualit. Se uno  un vaisya deve mostrare anch'egli di saper accumulare ma per distribuire, non per fini egoistici. Una persona che produce per la societ, sudra deve dimostrare di essere umile e deve essere capace di aiutare gli altri.
Arjuna  uno ksatriya. Adesso Krsna vuole richiamare Arjuna al suo dovere. "Tu sei parte di questa societ evoluta, civilizzata, hai questo compito da svolgere, il fine di questa societ  quello di vivere una vita spirituale, per cui se non compi il tuo dovere, si creer del caos".



VERSO 31

Tu conosci i tuoi doveri di ksatriya perci dovresti sapere che non c' migliore impegno per te che quello di combattere secondo i principi della religione, non puoi esitare.



VERSO 32

O Partha, felici sono gli ksatriya a cui si offre l'occasione di combattere, perch si aprono per loro le porte dei pianeti celesti.

Quando uno ksatriya compiva il suo dovere, se moriva in battaglia, veniva elevato a una nascita superiore anche se perdeva. Il fatto stesso che si fosse battuto valorosamente. lo qualificava per avere una nascita superiore.



VERSO 33

Ma se rifiuti di combattere questa giusta battaglia, certamente peccherai per aver mancato al tuo dovere e perderai cos la tua fama di guerriero.



VERSO 34

Gli uomini parleranno per sempre delle tua infamia, e per chi ha conosciuto l'onore, il disonore  peggio della morte.



VERSO 35

I grandi generali che stimarono il tuo nome e la tua fama crederanno che solo per paura hai abbandonato il campo di battaglia e ti giudicheranno un codardo.

Per uno ksatriya questo  molto importante poich il valore nella battaglia, nella difesa dei principi della religione, ci vuole coraggio, il disonore  considerato un problema.



VERSO 36

I tuoi nemici parleranno male di te e derideranno il tuo coraggio. Cosa pu esserci di pi penoso per te?



VERSO 37

O figlio di Kunti, se muori combattendo raggiungerai i pianeti superiori, se vinci godrai del regno della Terra. Alzati dunque e combatti con determinazione.



VERSO 38

Combatti per dovere, senza considerare gioia o dolore, perdita o guadagno, vittoria o sconfitta; cos non incorrerai mai nel peccato.

Krsna sta cominciando a introdurre un discorso, "combatti per dovere". "Se tu fai il tuo dovere, tu otterrai i frutti che ottengono coloro che fanno il proprio dovere".
Poich la societ vedica  organizzata in modo tale che se tu fai il tuo dovere, purifichi la tua coscienza, elevi la tua coscienza a una comprensione superiore e ti avvicini alla comprensione di essere un'anima. "Combatti per fare il tuo dovere, questo dovere  programmato in modo da purificarti ed elevare la tua intelligenza", questo gli ha detto Krsna.



VERSO 39

Finora ti ho descritto questa conoscenza col metodo analitico. Ascolta adesso mentre te la spiego col metodo dell'azione svolta con intelligenza senza attaccamento al risultato. Quando agirai con questa intelligenza potrai liberarti dai legami dell'azione.

Come abbiamo detto all'inizio, questo capitolo si divide in due parti; in una parte il Signore descrive la differenza tra anima e corpo in modo analitico. Questa  l'anima, questo  il corpo, l'anima sei tu, il corpo  come un vestito, come un involucro, ecc., ha descritto, ha parlato ad Arjuna in questo modo.

Poi ha parlato dei suoi doveri. Adesso gli dice: se tu cambi i tuoi sentimenti, il tuo modo di intendere la vita, se ti liberi dall'egoismo, dall'attaccamento sentimentale dell'egoismo, che risultato ottieni? Poich Arjuna accetta Krsna come suo maestro spirituale,  pronto a sperimentare questo cambio di coscienza su di s,  pronto a fare un'esperienza su se stesso, quella di non agire per il proprio egoismo ma di agire per la soddisfazione di Krsna.
Tutti sono abituati ad agire egoisticamente sulla base di considerazioni personali; ma questo, dice Krsna,  il problema.
Se tu vuoi sperimentare la coscienza di Krsna devi imparare ad agire non pi per te stesso, ma per la soddisfazione di qualcun'altro. Di chi? Di Dio e del maestro spirituale. Questo modo di agire, muta alla radice l'impostazione della tua vita, la tua intelligenza spirituale si risveglia. Adesso Krsna spiegher.



VERSO 40

In questo sforzo non c' perdita o diminuzione, e un piccolo passo su questa via ci protegge dalla paura pi temibile.

Qual  questa paura pi temibile? Che uno scenda dalla forma umana a forme inferiori. Krsna pu parlare ad Arjuna perch Arjuna  un umano. Noi possiamo parlare qui, questa sera, perch siamo umani, ma non potremmo parlare con degli animali di questi argomenti. Poich l'anima non rimane per sempre in un corpo umano, se capisce che deve agire con uno spirito diverso, con una coscienza diversa, pu fare buon uso di questa vita umana e prendere una nascita superiore o addirittura ritrovare la propria origine spirituale; ma se non fa un buon uso di questa vita umana, scende nelle specie inferiori dove non ha bisogno di un corpo umano per mangiare, dormire e riprodursi. Perci  imperativo che uno utilizzi bene questa vita umana altrimenti corre questo grande rischio.



VERSO 41

Chi si trova su questa via  risoluto nel suo sforzo  persegue un unico scopo. Invece, o figlio amato dei Kuru, l'intelligenza di chi non  risoluto si perde in molte diramazioni.

Cio, se uno capisce di essere un'anima spirituale, e che la sua eterna dimora  il regno di Dio, e che la sua eterna attivit  il servizio a Dio, si concentra su quello; ma se non capisce di essere un'anima, non capisce qual  il suo luogo di approdo, qual  il suo approdo finale e qual  la sua attivit naturale, allora sar confuso. Prender un corpo e penser che alcune attivit siano quelle pi naturali per lui, prende un altro corpo, pensa ad altre attivit e, anche nello stesso corpo cambia tanti ideali, tanti modi di pensare, tanti traguardi nella vita, perch la vita  mutevole per natura. Le situazioni cambiano;  essenziale, perci, che uno capisca di essere un'anima, qual  il dovere o servizio dell'anima. La natura intrinseca dell'anima e, agisca di conseguenza. In questo modo pu essere concentrato.
Parliamo un attimo di qual  questo servizio originale dell'anima. Servizio a Dio. Dio, Krsna  l'origine di tutti gli esseri,  la radice dell'esistenza di tutti. Se uno si concentra nell'amare e servire Dio, automaticamente serve tutti gli altri esseri, proprio come una persona che annaffia un albero alla radice e da nutrimento a tutte le parti dell'albero. Annaffiando la radice, da nutrimento alle foglie. 



Quella persona pu essere eternamente concentrata in questa attivit ed essere totalmente soddisfatta perch non tralascia e non trascura nessuno; ma chi si mette ad innaffiare una foglia o un ramo non dar vero beneficio neanche a quella foglia o a quel ramo e dovr cambiare costantemente perch non sar mai soddisfatto nel dare la propria energia, il proprio servizio a chi non pu trarne vantaggio.
Quando noi amiamo qualcuno o serviamo qualcuno, vogliamo vedere che questo qualcuno ne tragga vantaggio. Non ne tragga vantaggio nel senso che se ne approfitti, ne tragga benefici. E allora sentiamo che il nostro amore, il nostro servizio, sono ben riposti, sono utili, ci sentiamo realizzati nell'amare o servire qualcuno. Ma se nell'amare o servire qualcuno, questo qualcuno non recepisce, non  utile per lui, non l'aiuta, non lo rende felice, allora non ci sentiamo realizzati con questo amare e servire.



VERSI 42 - 43

Gli uomini di poca conoscenza si lasciano attrarre dal linguaggio fiorito dei Veda, che insegnano le pratiche per raggiungere i pianeti celesti, ottenere una buona nascita, potere e altri benefici simili. Desiderando la gratificazione dei sensi e una vita opulenta, essi non vedono niente pi in l.

Sono queste le persone poco intelligenti che desiderano il guadagno e le posizioni materiali, che annaffiano le foglie e i rami dell'albero.



VERSO 44

Nella mente di coloro che sono troppo attaccati al piacere dei sensi e alla ricchezza materiale, e sono sviati da questi desideri, la risoluta determinazione a servire il Signore Supremo con devozione non trova posto.

Qui Krsna sta spiegando, come abbiamo detto all'inizio, la differenza tra chi agisce per egoismo, cosa lo spinge, qual  l'impeto che lo muove e chi invece agisce per devozione.
Chi agisce per egoismo  spinto dall'impeto della propria soddisfazione personale "Ah! Potr ottenere questa nascita, questo guadagno, questo corpo, questa posizione, questo potere, ecc.. Quando sono attratti da queste cose, non vedono l'utilit di annaffiare l'albero alla radice; sono troppo attaccati al contingente, ai loro corpi, a quello che il corpo pu ottenere, alle soddisfazioni che pu sperimentare. Allora  come rinfrescare una foglia senza darle beneficio, butti un po' d'acqua su una foglia, la rinfreschi ma non prende la linfa vitale, la linfa vitale la prende dalle radici, la foglia.



VERSO 46

Come una grande distesa d'acqua adempie a tutte le funzioni del pozzo, cos colui che conosce il fine ultimo dei Veda raccoglie tutti i benefici che essi procurano.

Poich i Veda parlano di queste nascite superiori, di queste gratificazioni paradisiache che uno pu avere con corpi umani o pi elevati, Krsna sta dicendo: "Guarda che come tutte le funzioni che puoi svolgere con un pozzo d'acqua, le puoi svolgere con una grande distesa d'acqua; cos tutte queste promesse che i Veda ti fanno di soddisfazioni materiali, le puoi ottenere anche arrivando al servizio devozionale, alla coscienza di Krsna; cio il piacere materiale  una frazione infinitesimale ed irrilevante del piacere spirituale, della soddisfazione spirituale, del servizio devozionale.



VERSO 47

Tu hai il diritto di compiere i tuoi doveri prescritti, ma non di godere dei frutti dell'azione. Non credere mai di essere la causa delle conseguenze dell'azione, e non cercare mai di sfuggire al tuo dovere.

Qui il Signore sta dicendo che uno ha un dovere da compiere e dovrebbe compiere questo dovere. deve pensare che non  lui la causa delle conseguenze delle azioni che fa; ma  stato organizzato in questo modo.
Noi non siamo la causa delle azioni che facciamo, non sappiamo neanche perch gli occhi vedono, perch le orecchie ascoltano e perch i polmoni respirano; stiamo utilizzando uno strumento. Se noi l'utilizziamo secondo le indicazioni o le prescrizioni date nel "libretto di istruzioni", allora stiamo svolgendo il nostro dovere prescritto e abbiamo diritto di fare il nostro dovere, diritto di fare il nostro dovere.
Abbiamo preso un corpo, Krsna non ci lascia allo sbaraglio, ci dice cosa dobbiamo fare con questo corpo, con questa vita, ma non dobbiamo poi pensare che quello che riusciamo a fare appartiene a noi. Ci viene dato questo strumento, noi dobbiamo utilizzarlo e l'utilizzo che ne facciamo, i risultati che vengono, devono essere offerti a chi ci ha dato questo strumento, a chi ci ha dato questa possibilit. Questo significa dovere prescritto; non bisogna mai sfuggire al proprio dovere ne attaccarsi ai risultati dell'azione; questo  quello che il Signore dice.
Se io uso questo corpo come strumento di Dio e offro quello che ottengo con questo corpo a Dio, faccio un buon uso di questo strumento, sono distaccato dai frutti delle mie azioni; ma se io non uso questo strumento, lo trascuro, lo tralascio, lo faccio arrugginire, non sto facendo la cosa giusta. Perci agire secondo il dovere significa non agire con attaccamento ne trascurare di agire; significa agire per la soddisfazione del proprietario Supremo, di Dio, Krsna.



VERSO 48

Compi il tuo dovere con fermezza, o Arjuna, senza attaccamento al successo o al fallimento. Questa equanimit si chiama yoga.



VERSO 49

O Dhananjaya, liberati da tutte le attivit interessate col servizio di devozione e prendi rifugio in esso. "Avari" sono coloro che vogliono godere dei frutti del loro lavoro.

"Avari" significa che buttano via la loro vita umana, queste persone, per avere qualche piccola soddisfazione materiale, come una persona che ha acquisito una piccola fortuna la butta via per comprarsi delle cose futili mentre potrebbe utilizzarla e investirla per fare del bene a molte persone; questa  una persona avara.



VERSO 50

L'uomo impegnato nel servizio devozionale si libera dalle conseguenze buone o cattive dell'azione in questa stessa vita. Sforzati dunque di apprendere lo yoga, l'arte dell'agire.



VERSO 51

Il saggio impegnato nel servizio devozionale al Signore rinuncia, in questo mondo, ai frutti delle sue azioni. Si libera cos dal ciclo di nascite e morti e raggiunge il livello che  al di l di ogni sofferenza.

Il Signore sta descrivendo ad Arjuna la posizione di chi riesce ad agire senza attaccamento, cio un saggio.
Si libera dalle nascite e morti, nascita e morte  una cosa tragica, lui si libera dalle nascite e morti e torna al luogo che  al di l di ogni sofferenza. Questo mondo materiale  un luogo di sofferenza; si chiama kuntha o luogo dell'ansiet. Solo per mantenere in vita questo corpo sei pieno di ansiet. Il corpo pu andare sotto una macchina quando cammina, quando cammina non pu camminare tranquillo, puoi prendere una malattia, invecchia,  un problema. Vaikuntha, il luogo dove non ci sono ansiet, per per raggiungerlo si libera dall'attaccamento, liberandosi dall'attaccamento, uno si libera dall'ansiet.



VERSO 52

Quando la tua intelligenza avr attraversato la densa foresta dell'illusione, tutto ci che hai ascoltato e tutto ci che potrai ascoltare ti sar indifferente.

Cio, tutte le proposte di gratificazione di questo mondo ti sembreranno futili, inutili, illusorie, paragonate a Vaikuntha, al luogo senza ansiet, saranno illusorie e poco attraenti.



VERSO 53

Quando la tua mente non si lascer pi distrarre dal linguaggio fiorito dei Veda, sarai situato nella realizzazione spirituale, in piena coscienza di Krsna.

Stesso punto, quando sarai consapevole che la cosa pi grande  l'eterna felicit del servizio devozionale nel regno di Dio, tutte le altre proposte vengono a mancare.



VERSO 54

Arjuna disse:
Quali sono i sintomi di chi ha la conoscenza immersa nella Trascendenza? Come parla e con quali parole? Come si siede e come cammina, o Kesava?



VERSO 55

Il Signore beato disse:
O Partha, quando un uomo si libera da ogni tipo di desideri materiali generati dalla speculazione mentale e quando la sua mente trae soddisfazione solo dall'anima, significa che  situato nella pura coscienza trascendentale.

Cio, come puoi riconoscere una persona che si  situata nella trascendenza? Non vive pi la sua vita creandosi dei traguardi immaginati dalla propria mente, cio non crede pi in traguardi di soddisfazione materiale, materiale significa sensuale, gratificazione dei propri sensi, non fraintende pi: "Oh, se guadagno questo denaro, se godo con quella donna, se ho questo potere, se ho questo o quest'altro in questo mondo", le vede tutte come elucubrazioni mentali, come speculazioni della mente. Sa che tutte queste cose sono effimere, illusorie, temporanee, non ci crede pi,  fisso nella propria coscienza originale. Quando vedi una persona che la pensa cos ed agisce di conseguenza, allora puoi capire che quello  situato nella trascendenza.



VERSO 57

Colui che non ha attaccamenti, che non si rallegra nella felicit e non si lamenta nel dolore,  fermamente situato nella conoscenza perfetta.

Tasya prajna pratisthita,  situato nella conoscenza perfetta.



VERSO 58

Colui che pu staccare i sensi dai loro oggetti, come una tartaruga che ritrae le membra nel guscio, possiede la vera conoscenza.

Significa che ha capito che il contatto dei sensi con gli oggetti genera ansiet, attaccamento. Contatta gli oggetti coi propri sensi solo per le semplici necessit e solo per servire Dio, altrimenti non  attratto spasmodicamente, irrimediabilmente dagli oggetti dei sensi; non succede che quando gli oggetti dei sensi si presentano ai suoi sensi automaticamente vanno a cercare di goderli, no, riesce a ritirarli, riesce a controllare i propri sensi; quando serve che i miei sensi tocchino gli oggetti, i miei sensi toccano gli oggetti, quando non serve che i miei sensi tocchino gli oggetti, i miei sensi non toccano gli oggetti.
E il criterio : i sensi entrano in contatto con gli oggetti dei sensi, gli occhi con la forma, il tatto con le percezioni tattili, ecc., solo quando  necessario per servire Dio; questo  il criterio, Krsna perci ha spiegato, per adesso dice, spiega che non  una cosa facile.



VERSO 59

L'anima incarnata pu astenersi dal godimento dei sensi, tuttavia il desiderio per gli oggetti dei sensi rimane. Ma se gusta una gioia superiore perder questo desiderio e rimarr fissa nella coscienza spirituale.

Cio dice: non  automatico o meccanico che tu prendi i tuoi sensi e li ritrai dagli oggetti, lo puoi fare se questo ritrarli dagli oggetti ti d un gusto superiore, se provi un gusto diverso. Se tu nel controllare i tuoi sensi, cio dar loro modo di toccare gli oggetti o non toccarli per servire Dio, se questo ti d un gusto superiore, allora ti viene facile, puoi farlo, ma se non trovi questo gusto allora  pi difficile, pi difficile. Cio il controllo dei sensi si basa sul gusto che uno prova, sulla soddisfazione che uno prova nel servire Dio, cio che l'anima prova nel servire Dio, nel servizio devozionale.



VERSO 60

I sensi sono cos forti e impetuosi, o Arjuna, che trascinano via perfino la mente dell'uomo saggio che si sforza di controllarli.

Cio c' una tale affinit tra gli oggetti dei sensi e i sensi, cio tra le forme e la vista, trai profumi e l'olfatto, tra i suoni e l'udito. C' una tale affinit che anche se una persona tenta,  erudita e tenta di imporsi una certa condotta, pu essere trascinata via, tale e tanta  l'affinit tra i sensi e i loro oggetti.
Infatti Prabhupada d l'esempio di molti grandi studiosi, eruditi, che cadono vittima del fascino dei sensi, come Visvamitra che era caduto sedotto da Menaka, ecc. Per la coscienza di Krsna  fonte di gioia spirituale. 


Il sapere che Krsna  soddisfatto di quello che stai facendo, anche nei sacrifici che fai, del distacco che tu operi tra i sensi e gli oggetti in certe occasioni, in certe circostanze, questo ti d una soddisfazione tale che uno preferisce, predilige questa soddisfazione a quella che deriva invece dal contatto dei sensi con i loro oggetti. Per dare un piccolo esempio: una madre pu fare dei sacrifici per un figlio, vedere il figlio soddisfatto dal sacrificio che ha fatto, la appaga di pi che non trascurare il figlio e andare in discoteca, perch  appagata dalla soddisfazione che vede nel figlio. Allora il devoto vede Krsna soddisfatto, i devoti soddisfatti, allora questo l'appaga di pi che non andare a godere della propria soddisfazione sensoriale.



VERSO 61

Chi controlla i sensi e fissa la coscienza in Me  considerato un uomo dall'intelligenza ferma.

Si! Questo  il verso che spiega perfettamente che la coscienza di Krsna  la perfezione dello yoga. Yoga significa unione con il Supremo. Se agendo per la soddisfazione di Krsna, concentrandomi su di Lui, io controllo perfettamente i miei sensi, significa che ho raggiunto la perfezione dello yoga, sono perfettamente unito al Signore.
Noi capiamo che unirsi al Signore non pu essere una cosa meccanica, ci deve essere del trasporto, dell'attaccamento per il Signore, dell'attrazione per il Signore. Il servizio di devozione  il modo pi naturale di essere attratti da Lui. Se non ami qualcuno, non trovi gusto nell'amarLo, nel servirLo, non puoi essere veramente attaccato a Lui. Allora questa posizione di servizio devozionale dell'anima  il vero yoga, la vera unione con il Supremo, unione spontanea, naturale con il Supremo.
Qui d l'esempio di Maharaja Ambarisa che era un grande re. Tutte le attivit che faceva, le dedicava a Krsna; usava il corpo per offrire omaggi, la mente per ricordare il Signore, la parola per cantare le Sue glorie, le orecchie per ascoltare narrazioni di Krsna. Era sempre intento, in questo modo, a soddisfare Krsna ed era perfettamente felice spiritualmente;  il perfetto yogi.



VERSO 62

Contemplando gli oggetti dei sensi, l'uomo sviluppa attaccamento per essi; dall'attaccamento si sviluppa la cupidigia e dalla cupidigia nasce la collera. Dalla collera nasce l'illusione, e dall'illusione la confusione della memoria.



VERSO 63

Dalla collera nasce la completa illusione, e dall'illusione la confusione della memoria. Quando la memoria  confusa l'intelligenza  perduta, e quando l'intelligenza  perduta l'uomo cade nuovamente nell'oceano dell'esistenza materiale.

Ora, ci mette in guardia, il Signore, qui c' proprio il grafico della caduta, comincia contemplando gli oggetti dei sensi. Se contempli gli oggetti dei sensi svilupperai dell'attaccamento. Se tu mediti sugli oggetti dei sensi, cominci a guardare, questo oggetto, questo oggetto, interessante, interessante, subito la mente sviluppa, fa un piano: "come posso goderlo quest'oggetto?", allora c' l'attaccamento. L'attaccamento quando si modifica diventa una spinta verso questo oggetto che  la lussuria. La lussuria poi ti frusta perch non ti soddisfa sia che riesci avere quell'oggetto o non riesci averlo, sei comunque frustato. 
Prabhupada descriveva il godimento sessuale come un dolce che se lo assaggi sei triste, se lo assaggi sei triste perch una volta assaggiato  finito e se non l'assaggi sei triste perch non l'hai assaggiato, allora sei sempre triste sia che l'assaggi o no, allora questa gratificazione sessuale ti lascia frustato. Frustrazione significa collera, che uno  insoddisfatto. L'insoddisfatto genera collera, rabbia, frustrazione. Collera significa che perdi la memoria, perdi la bussola, si dice. Quando perdi la bussola cadi nell'illusione perch sei preda di questo mondo, non sei pi il controllo dei tuoi sensi, ma sei completamente controllato a tua volta. E questa inclusione  molto pesante, perdi l'intelligenza, cadi nell'illusione e sei nell'esistenza materiale.



VERSO 64

Ma colui che  libero da ogni attaccamento e avversione ed  capace di controllare i sensi osservando i principi regolatori della libert riceve dal Signore la Sua piena misericordia.

Cio chi agisce sotto la guida di un maestro spirituale secondo i principi stabiliti per diventare cosciente di Krsna, agisce sotto la direzione di Krsna, questo  il Bhakta o devoto.



VERSO 65

Per chi  situato nella coscienza divina le tre forme di sofferenza materiale non esistono pi; in questo stato di felicit, presto la sua intelligenza diventa ferma.



VERSO 66

Colui che non  in unione col Supremo non pu avere n una mente controllata n un'intelligenza ferma, senza le quali non  possibile la pace. E come pu esserci la felicit senza la pace?

Se non sono soddisfatto, trasportato dal mio servizio a Dio, la mia intelligenza non sar ferma, determinata, la mia mente sar confusa e con una intelligenza che non sa dove andare e una mente confusa puoi vivere in pace? Non puoi vivere in pace! E se non vivi in pace puoi essere felice? Non puoi essere felice! C' bisogno della pace per essere felici, ma per ottenere la pace la tua intelligenza dve sapere in che direzione andare, qual  il fine della tua vita, che scopo devi perseguire e la tua mente deve pensare sentire e volere nel modo giusto, in modo molto chiaro, non confuso. L'unico modo per avere questo  dedicarsi, concentrarsi su Krsna e sul servizio a Lui.



VERSO 67

Come un vento impetuoso spazza una barca sull'acqua, anche uno solo dei sensi su cui la mente si fissa pu portare via l'intelligenza dell'uomo.

Magari, uno dice: "Controllo quattro sensi, un senso lo lascio andare", ma anche quello ti pu portare via.



VERSO 68

Perci, o Arjuna dalle braccia potenti, chi distoglie i sensi dai loro oggetti possiede un'intelligenza ferma.

Chi riesce a controllarli, come abbiamo detto prima, significa che  unito a Krsna,  concentrato su Krsna.



VERSO 69

Quella che per tutti gli esseri  la notte diventa, per l'uomo che ha controllato i sensi, il tempo della veglia; quello che per tutti  il tempo della veglia  la notte per il saggio raccolto.

Qui Prabhupada dice: "esistono due tipi di uomini intelligenti, quelli che si servono dell'intelligenza sul piano materiale con lo scopo di godere meglio dei sensi, e quelli che sono pi riflessivi e usano l'intelligenza per aprirsi alla realizzazione spirituale". Perci le azioni di uno sono tenebre per l'altro, cio quello che per uno  giorno,  tenebre per l'altro, quello che  tenebre per uno,  giorno per l'altro, perch usano l'intelligenza in modo diverso.
Uno usa l'intelligenza per compiere delle azioni che lo liberano dalla vita materiale e gli danno modo di attaccarsi a Krsna, di amare Dio. Per il materialista questo modo di usare l'intelligenza non va bene,  l'opposto di come la usa lui, lui la usa per dimenticarsi ancora di pi di Krsna, creare una situazione in questo mondo ancora pi piacevole per cui quella che  notte per uno,  giorno per l'altro, quello che  giorno per uno  notte per l'altro.



VERSO 70

Soltanto colui che non  turbato nonostante il flusso incessante dei desideri, come l'oceano rimane immutabile nonostante i fiumi che vi si gettano, pu trovare la pace, non colui che lotta per soddisfare questi desideri.

Qui d l'esempio dell'oceano, apuryamanam acala-pratistham samudram. Samudram  l'oceano. L'oceano  sempre tranquillo, tanti fiumi entrano nell'oceano, ma l'oceano non sale, non scende. La mente, nella mente entrano sempre tanti desideri, se la mente rimane tranquilla non va fuori dai confini, dal sentimento, allora vuol dire che quella persona  un saggio poich la mente  concentrata sul suo servizio devozionale, il servire Dio, non straripa per cui quella persona pu andare tranquilla nella propria vita, ma quando i desideri entrano nella mente e uno corre appresso ai desideri, allora l  un problema, non vive in pace, quindi deve diventare come l'oceano.
Qui Prabhupada dice: "Ecco come riconoscere l'uomo cosciente di Krsna, non ha pi la tendenza a godere dei sensi, anche se i desideri sono ancora presenti. Poich  pienamente soddisfatto di servire il Signore con devozione spirituale, rimane sempre immutabile, come l'oceano, e gode di una pace perfetta. I non devoti, invece, anche se soddisfano i loro desideri di successo materiale o di liberazione, non trovano mai la pace".



VERSO 71

Soltanto colui che non  pi attratto dai piaceri materiali ed  libero dai desideri, che ha lasciato ogni senso di possesso ed  senza falso ego pu raggiungere la vera pace.



VERSO 72

Questa  la via della vita spirituale e dopo averla raggiunta l'uomo non  pi confuso. Colui che intraprende questa via fosse anche in punto di morte, entra nel regno di Dio.
Questa  la conclusione del secondo capitolo. Il sunto : Bisogna discriminare tra l'anima e il corpo, capire di essere anime spirituali, non lamentarsi troppo per questo corpo, se  possibile non lamentarsi per nulla per questo corpo. 
Individuare quali sono le attivit eterne che l'anima deve svolgere seguendo le istruzioni, ottenendo la guida di un maestro spirituale autentico. Impegnarsi in queste attivit senza attaccamenti o forme di egoismo: ma agire per devozione, per la soddisfazione di Dio. In questo modo uno manifesta qualit di perfetto distacco e di capacit di controllo dei propri sensi. Riuscendo a controllare i propri sensi, rimane sempre in contatto, in unione con Dio "yoga" ed  libero dal rischio di continuare a cadere nel ciclo di nascite e morti e trasmigrare da un corpo all'altro in condizioni miserabili.










III CAPITOLO



IL KARMA-YOGA

Nelle due lezioni precedenti abbiamo parlato del primo e secondo capitolo. Il primo si chiamava "Osservare gli eserciti sul campo di battaglia di Kuruksetra", il secondo  "Il contenuto della Bhagavad-Gita" e il terzo si chiama "Il Karma Yoga".
Alla fine del secondo capitolo Arjuna era rimasto confuso sul campo di battaglia di Kuruksetra, era rimasto confuso sul da farsi e Krsna gli aveva consigliato di usare l'intelligenza ma allo stesso tempo di combattere. Arjuna  confuso, non capisce le istruzioni di Krsna. All'inizio del terzo capitolo della Bhagavad-Gita, Arjuna dice: "Come, Tu mi dici che dovrei essere intelligente per allo stesso tempo mi inciti a combattere questa battaglia; queste Tue istruzioni mi sembrano contraddittorie".
Arjuna pensa: "Quale delle due cose  migliore, mettersi nella posizione di chi  intelligente e capisce le cose e perci distaccarmi, essere distaccato da questa battaglia, dalle vicissitudini della vita, cio partecipare, rendermi partecipe, addentrarmi nelle cose, quali delle due cose devo fare? Arjuna pensa che le due cose siano incompatibili, ma Krsna spiega ad Arjuna; dice: "Io ti ho dato, praticamente, due sistemi di Yoga nel secondo capitolo; ti ho detto da un canto che alcune persone hanno una certa predisposizione ad analizzare le cose, cio a vedere il mondo in modo molto analistico e c' un sistema che si chiama Sankhya, vedere, analizzare tutti gli elementi di questo mondo, prendere la posizione di chi analizza molto attentamente le cose". Questo Sankhya, Krsna l'aveva spiegato nella prima parte del secondo capitolo, capire la differenza tra anima e corpo, ecc., nella seconda parte del secondo capitolo Krsna dice: "io ti ho spiegato il Buddhi-Yoga". Buddhi-Yoga significa essere fissi con l'intelligenza nel Supremo, cio concentrati sul Supremo. Cosa significa essere concentrati sul Supremo? Significa che agisci per la soddisfazione del Supremo.
Krsna dice: "Tra le due cose, cio prendere un atteggiamento molto analitico verso questo mondo e l'agire con concentrazione sul Supremo, la seconda  la migliore".
E' meglio agire con concentrazione sul Supremo, perch? Perch dice questo Krsna? Perch, dice, anche se le due cose portano allo stesso scopo, il fatto di agire, di impegnarsi direttamente in attivit, con concentrazione sul Supremo, su Dio, ti facilita nel senso che i tuoi sensi sono impegnati, la tua mente  impegnata, la tua intelligenza  impegnata praticamente, attivamente, non corri il rischio di vedere i sensi che se ne vanno via, sgattaiolando via, mentre tu analizzi le cose, nel frattempo, scappano fuori dal tuo controllo, per questo dice: "E' meglio impegnarsi direttamente in attivit di servizio al Supremo".
Sei gi impegnato in uno spirito di devozione, dice Krsna, non devi aspettare ad analizzare tutte le cose e poi arrivare a una conclusione e poi diventare devoto di Dio,  molto pi semplice,  molto pi pratico, poi dice, una persona non pu neanche mantenere il proprio corpo se non agisce, qualche cosa deve fare! 

Ha il corpo, ha i sensi, qualcosa deve fare per mantenere questo corpo in vita, per cui impegnati in attivit, non essere inattivo, l'azione  meglio dell'inazione, dice Krsna, per la condizione  che tu agisca per la soddisfazione del Supremo, cio non agire per agire e basta, non fare qualsiasi cosa; Invece che analizzare questo mondo, invece che fare un'analisi introspettiva di me stesso, un'analisi dei componenti di questo mondo, "agisco!". Ma come agisco? Non qualsiasi azione, dice Krsna!



VERSO 9

 yajnarthat karmano 'nyatra
 loko 'yam karma-bhandhanah
 tad-artham karma kaunteya
 mukta-sangah samacara

Dice Krsna: "Agisci, il lavoro, l'attivit deve essere fatta per la soddisfazione di Visnu". Yajnarthat ..... Yajna  un altro nome di Visnu. Yajnarthat karmano 'nyatra loko 'yam karma-bhandhanah... altrimenti il lavoro che svolgi ti lega a questo mondo materiale, ti lega, rimani attaccato, a che cosa? Ai frutti delle tue azioni, rimani attaccato alle cose, devi invece agire per la soddisfazione di Dio, per la soddisfazione di Visnu, Yajna, agisci dunque per la Sua soddisfazione.
Mukta-sangah samacara, e sari libero, libero dai vincoli dell'azione; questo  il segreto dell'agire. E' meglio agire che non agire, ma nell'agire agisci per la soddisfazione di Dio, di Visnu; questo dice Krsna, in questo modo sarai libero dai vincoli dell'azione. Poi gli dice che i modi corretti dell'agire "Io li ho stabiliti", cio come fa uno a capire in che modo deve agire? Come fa a capire se quello che sta facendo lo fa veramente per soddisfare Dio? Ho capito che devo agire non capricciosamente, ma devo agire per la soddisfazione di Visnu, di Dio, ma quali sono i criteri, come posso sapere se sto agendo veramente per la soddisfazione di Dio? Allora Lui dice che all'origine ha dato agli esseri viventi, dei codici, all'inizio ha dato dei codici che sono i sacrifici per gli esseri umani, cio i compiti che gli esseri umani devono svolgere, le attivit che devono svolgere. Non  che si appare su questo pianeta e, cos, non si sa quello che si debba fare! No! Proprio come quando creano uno strumento in una fabbrica danno il libretto delle istruzioni, non  che creano una lavatrice e la danno cos, uno si chiede come funziona, no! Danno un libretto delle istruzioni che spiega il funzionamento e gli scopi di questa macchina, cos Krsna dice: "Io ho spiegato tutto, ho dato i tipi di sacrifici che vanno svolti dagli esseri umani e gli esseri umani cosa devono fare? Devono utilizzare le risorse del pianeta ma poi devono offrire queste risorse che siano nella forma di minerali, grani, frutta, cibi in genere, vestiario, quello che sia, devono utilizzare queste cose per fare un'offerta, un'offerta votiva, cio un ringraziamento a Me in ultima analisi, a Me o ai Miei rappresentanti.
I Suoi rappresentanti sono degli esseri che sono preposti, Deva vengono chiamati, esseri celesti, persone che sono preposte al buon funzionamento dell'universo.
Praticamente un essere umano deve essere un buon cittadino che paga le tasse in questo senso, cio quello che la terra gli d, per esempio Krsna parla sempre dei cereali, del grano, perch? Perch parla specialmente del grano? Perch il grano  necessario a tutti; anche coloro che vogliono mangiare la carne devono basarsi sui cereali perch gli animali che loro mangiano si nutrono di erba, cereali, vegetali, grano, avena, anche se tu vuoi mangiare degli animali sempre dipendi dal "verde", dai cereali, dall'erba o dai legumi e tutto ci dipende dalla pioggia. Allora Krsna dice:




VERSO 14

Annad bhavanti bhutani
 parjanyad anna-sambhavah
yajnad bhavati parjanyo
 yajnah karma-samudbhavah

Tutti i corpi sono sostenuti da annat. Annat  un termine generale che significa: grano, riso, avena, erba medica, tutto significa, questo cibo, tutti i corpi sono sostenuti da questi cibi; e questo tipo di cibo, cereali, vegetali ecc., vengono se c' pioggia, yajnad bhavati parjanyo, e la pioggia viene se c' sacrificio, se gli uomini fanno dei sacrifici cio se ringraziano chi ha provvisto questo pianeta, chi ha provvisto le meccaniche che mandano avanti questo pianeta con gli alberi che danno i frutti, con la terra che d il grano, ecc. yajnah karma-samudbhavah. E questi sacrifici chi li fa? Li fanno coloro che fanno il proprio dovere, cio quelle persone che svolgono le loro attivit per la soddisfazione di Dio; per cui Lui ha dato tutta una serie di sacrifici, agli uomini, da svolgere e gli uomini se svolgono questi sacrifici, cio se fanno il loro dovere, se impostate la loro vita per la soddisfazione di Yajna, yajno vai Visnu, yajnarthat karmano 'nyatra, abbiamo detto prima, per la soddisfazione del Signore, allora la loro vita  pacifica,  perfetta e fanno un graduale avanzamento spirituale; altrimenti se uno offre indietro queste cose, il grano cresce, bene! Lo taglio, ci faccio la farina, mi mangio un pane ecc., allora  considerato un ladro. Come, ladro perch mangia del pane? Si! E' ladro anche se mangia del pane perch, chi glielo ha dato questo pane? Perch cresce il grano che ti d il pane? Perch cresce il riso? Perch crescono i frutti sugli alberi? Perch crescono tutte le altre cose? "devi offrirli indietro" dice il Signore, devi offrirli indietro! Questo  il punto. Se uno si impegna in questo modo ad offrire queste cose, allora fa un graduale avanzamento spirituale, la sua coscienza si purifica. Tutti devono svolgere perci questi doveri prescritti, cio tutti devono seguire queste istruzioni per gli esseri umani che il Signore ha dato. Perch un essere umano non pu sentirsi avulso dalla realt del pianeta, di questa terra, non pu non avere a che fare col luogo in cui vive, deve avere a che fare, deve mangiare, deve respirare. Solo l'aria che respira, chi te la d quest'aria? Si, non  scontato che sia qui quest'aria che respiri! Tutto quello che fai perci, lo devi fare in offerta al Signore, cio prima di mangiare devi prendere questo cibo e devi offrirlo, devi dire: "Grazie Signore, grazie per quello he ci hai dato!". Questo  il modo di vivere degli umani, questo  quello che Krsna sta dicendo. Ci sono dei sacrifici prescritti da fare, naturalmente questi sacrifici, come abbiamo gi detto, fanno avanzare gradualmente perch uno comincia pensare: "Si, tutto quello che sto facendo, che sto ottenendo viene da chi? Viene dall'origine, l'origine  Dio! Allora la sua coscienza comincia a modellarsi sempre pi per Krsna, diventa gradualmente sempre pi cosciente di Krsna. Certo una persona che  pienamente cosciente di Krsna che  totalmente cosciente di Krsna, non ha pi doveri da compiere, perch non ha doveri da compiere? Perch lui spontaneamente fa tutto quello che Krsna vuole che faccia. Non  pi qui e dice: "Non  pi quella la mentalit! Per una persona che  diventata completamente cosciente di Krsna, cosciente di Dio, la mentalit  diversa". "Tutto questo appartiene a Dio", ne  sempre consapevole. "Tutto  Sua energia" perci la sua disposizione mentale  la seguente: "Dio, Signore, Krsna cosa vuoi che faccia? Cosa vuoi che muova? Cosa vuoi che offra?", tutto cos. Una persona che  pienamente cosciente di Krsna non fa nulla di sua iniziativa senza consultare il Signore vuole che lui faccia; questo  il significato della pura coscienza di Krsna. Mentre chi ha ancora tendenza a dire: "Ok prendiamo e godiamo", deve irregimentarsi e deve compiere dei doveri per diventare onesto nei confronti del Signore e avanzare spiritualmente. 
Chi  gi totalmente arreso al Signore, fa soltanto ci che il Signore vuole che faccia per cui per lui non ci sono doveri, tutto quello che fa  gi puro servizio al Signore e lo fa unicamente per la soddisfazione del Signore. Capite che differenza tra le due persone? Allora per questa persona non  necessario purificarsi gradualmente, non  che abbia da capire cos' questo mondo, come utilizzarli, no! 
E' gi arrivata alla comprensione, malgrado ci, Krsna dice: "Anche una persona che ha raggiunto questa realizzazione, che ha raggiunto la comprensione che tutta questa energia  Mia e fa solo quello che Io voglio, malgrado ci, quella persona anch'essa segue i doveri prescritti per non causare confusione nella mente degli altri". Perch altrimenti gli altri dicono: "Ma com' che lui non segue questi doveri prescritti?". La gente, generalmente tende a pensare: "Come sono io, sono tutti gli altri, se io faccio una cosa per una ragione, anche gli altri la fanno per la stessa ragione, per la quale la faccio io, se io compio un'attivit con una certa motivazione, un certo intento, anche gli altri se fanno quella stessa cosa, la fanno con lo stesso intento con il quale la faccio io, tutti pensano cos. E' sbagliato pensare cos! E' sbagliato specialmente perch ci sono delle anime realizzate che non hanno le stesse motivazioni, gli stessi intenti delle persone comuni, per queste anime realizzate pensano: "Oh, meglio che anch'io faccia i miei doveri prescritti perch altrimenti gli altri possono entrare in confusione" e Krsna stesso dice in questo capitolo che , anch'Io seguo i doveri prescritti. Quando Krsna era presente sul pianeta, era un ottimo capofamiglia. Era uno ksatriya, seguiva tutti i Suoi doveri prescritti perch ha detto: "il mondo cadrebbe in rovina, gli uomini cadrebbero in rovina perch tutti direbbero, l'esempio supremo non c' perch noi dovremmo seguirlo?!". Questo  il punto, per cui Krsna stesso dice: "Bisogna seguire i doveri prescritti", anche una persona che  arrivata a uno stadio elevato di realizzazione spirituale, il pi elevato fra gli stadi di realizzazione spirituale.



VERSO 21

yad yad acarati sresthas
 tat tad evetaro janah
sa yat pramanam kurute
 lokas tad anuvartate

Significa: "Quello che una grande personalit fa  seguito dagli altri, dalla gente in generale. L'esempio che Lui d,  il criterio stabilito per tutto il mondo per cui quando una grande personalit fa qualcosa, tutti gli altri tendono a seguirlo. Lo vediamo anche nelle cose spicciole, quelle che non sono veramente delle grandi personalit, un cantante famoso si veste in un certo modo, tutti si vestono in quel modo, la maggior parte. Quando uscirono i Beatles, alcuni di voi sono giovani, altri sono meno giovani, si ricordano, avevano un po' i capelli lunghi, si vestivano in un certo modo, gli stivaletti alla Beatles. Quasi tutti si vestivano cos, ci fu una grande ondata di questa moda, e questo per le piccole personalit in un certo senso, che dire allora di grandi personalit come al tempo vedico, persone come Maharaja Pariksit, imperatori, grandi personalit, quello che loro facevano, l'esempio che davano se erano devoti, questo esempio veniva seguito da tutti, tutto il mondo lo seguiva. Abbiamo visto nell'era moderna persone che purtroppo non erano devozionali, come Hitler o Napoleone, tutti, decine di milioni di persone li seguivano, decine di milioni di persone; allora Krsna dice  per questo, per insegnare alla gente in generale che uno deve seguire i propri doveri prescritti. Per il saggio sa bene la differenza! Il saggio, la persona realizzata conosce la differenza tra lavorare o agire con attaccamento per il Signore, la sa bene la differenza. Qual  la differenza? La persona attaccata, Krsna dice:



VERSO 27

prakrteh kriyamanani
 gunaih karmani sarvasah
ahankara-vimudhatma
 kartaham iti manyate

La persona ignorante che  ancora attaccata si identifica come colui che  la causa dell'azione che sta svolgendo  causata da me, io ne sono il fautore, l'artefice: il proprietario, perci, di tutti i risultati che questa azione genera. Questa  la persona attaccata, identificata. Invece la persona non attaccata, disidentificata o distaccata cosa pensa? Non sono io a compiere tutte queste azioni, ma l'energia di Dio,  lei che sta compiendo queste azioni, ma l'energia di Dio,  lei che sta compiendo queste azioni, io sono semplicemente un testimone, perch l'anima realizzata sa bene che non  lei a determinare il potere visivo degli occhi o il potere di gustare che la lingua ha o il potere di ascoltare che le orecchie o l'udito ha o il potere di percezione tattile che la pelle ha, sa benissimo che non  lui a determinare tutto questo. Vi  nel corpo tutto questo e funziona, ma non sa come funziona, non  neanche lui a determinare il funzionamento della mente, dell'intelligenza, sono strumenti che sta utilizzando, sono delle facilitazioni di cui si sta servendo, ma non  lui a causare il loro funzionamento, non  lui il conoscitore di questi strumenti, colui che li attiva, colui che li congegna e praticamente neanche colui che li usa, in un certo senso. Molte volte sono la mente e i sensi che ci usano e non noi a usare loro; allora la persona, il saggio, l'anima realizzata, sa bene che c' una grande differenza perci la gratificazione dei sensi non gli interessa.
La persona ignorante pensa: "Tutto questo sono io, i miei sensi sono io, la mia mente sono io, la mia intelligenza sono io, perci le attivit che essi svolgono sono io. Si identifica completamente, ma non  lui,  l'energia di Dio! le tre influenze della natura materiale si chiamano tecnicamente,  l'energia di Dio che sta facendo tutte queste cose, lui  soltanto immerso in questa attivit dell'energia di Dio e ne  il testimone, questo  il punto. Il saggio lo sa per cui non si attacca ai frutti delle azioni, non si attacca a quelle attivit, no non si attacca, sa,  l'energia del Signore che sta agendo, io faccio solo quello che il Signore vuole che faccia, intervengo solo nel modo in cui il Signore vuole che intervenga. La persona attaccata vuole attaccarsi a una attivit, vuole aggrapparsi a un risultato particolare; Krsna dice: "Il saggio non lo deve distogliere, non lo deve traumatizzare". No, tu non sei questo corpo, no, tu non, non lo deve traumatizzare al punto tale che questo smette di agire, che ogni volta che si aprono gli occhi al mattino dice: "O Dio come funzionano gli occhi?" e li richiude subito perch non sa come andare avanti durante la giornata. Non bisogna traumatizzare, bisogna incoraggiare, dice Krsna, ad agire con devozione! Questo  il significato di questo capitolo, non stare eccessivamente ad analizzare anche se l'analisi  necessaria.
Srila Prabhupada spiegava come filosofia e religione sono entrambe necessarie, perch la religione senza filosofia  solo sentimento e la filosofia senza religione  arida speculazione; cos uno deve si, pu si analizzare questo mondo, Sankhya abbiamo detto. Sankhya, ma l'aspetto predominante della sua vita spirituale  l'impegno devozionale,  il servire Dio con devozione, il concentrarsi su Dio, l'agire con concentrazione su di Lui per il Suo piacere, facendo i doveri prescritti.
Allora: siamo arrivati al punto in cui Krsna dice che un'anima realizzata, anch'ella deve seguire questi doveri prescritti, fare i suoi sacrifici perch non deve dissuadere una persona ignorante ma deve incoraggiarla. Abbiamo descritto la differenza tra una persona ignorante e un'anima realizzata. A questo punto Arjuna, dopo che Krsna gli ha ribadito tutto questo, gli ha detto appunto: "Agisci sempre in questo modo, cos non cadrai, sarai protetto". 
A questo punto Arjuna ha una domanda, dice: "Si, ho capito deve seguire questi doveri...... Questa strada che Tu hai tracciato, in modo da purificarmi e che devo svolgere tutti questi doveri con l'idea di soddisfare te, perch in questo modo posso arrivare a capire la posizione dell'anima, ecc., ma perch..... dice.... se questo  cos, perch qualche volta una persona  spinta ad agire nel modo sbagliato anche contro il proprio volere?... Sa che deve agire in un certo modo, ha capito qualcosa, eppure c' una spinta che gli fa fare la cosa che sa che non deve fare, che  sbagliata; "cos' che mi spinge, allora ad agire in questo modo?" chiede Arjuna. Krsna risponde:



VERSO 37

sri bhagavan uvaca
kama esa kroda esa
rajo-guna-samudbhavah
maha-sano maha-papma
viddhy enam iha vairinam

"Mio caro Arjuna,  la lussuria, la lussuria soltanto che poi si trasforma in delusione o rabbia che  la tremenda nemica della realizzazione spirituale. Devi distruggere questa lussuria con l'arma della conoscenza".

Questa lussuria che nasce dalla passione, dice Krsna,  il nemico di questo mondo e divora tutto. Questa lussuria si  insediata nella tua intelligenza, nella tua mente, nei tuoi sensi,  quella forza che spinge a godere di questo mondo, ad approfittare dell'energia di Dio. Questa  la lussuria, e questo  il tuo pi grande nemico.
Precedentemente Krsna aveva invitato Arjuna a liberarsi dalla forma letargica di pigrizia dicendogli:



VERSO 30

mayi sarvani karmani
sannyasyadhyatma-cetasa
nirasir nirmamo bhutva
yudhyasva vigata-jvarah

Poco prima Krsna aveva detto, dopo avere spiegato tutto ad Arjuna, aveva detto: "Va bene? Hai capito quello che ti ho detto? Che uno deve agire per la soddisfazione del Supremo, yajnarthat, che deve compiere il proprio dovere? E allora, gli aveva detto, con la mente fissa in Me, avendo Me come scopo, mayi sarvani karmani, offrendo tutte le tue attivit a Me, gli aveva detto, sannyasyadhyatma-cetasa, con uno spirito di rinuncia, senza preoccuparti dei tuoi possedimenti personali, del tuo tornaconto personale, yudhyasva, alzati, libero da questa letargia, da questa pigrizia, alzati e combatti. E l Arjuna aveva avuto il problema, aveva detto: "Si, io mi alzo e combatto, ma perch allora certe colte viene la spinta a non combattere? A non seguire queste istruzioni? A non conformarmi a quello che ho capito?". E Krsna gli ha risposto: "E' lussuria,  lussuria soltanto".
Questa lussuria  un grande problema,  un grande problema,  veramente l'unico problema che gli esseri viventi hanno in questo mondo, spiega il Signore in questo capitolo. Originariamente gli esseri viventi hanno amore per Dio, questo amore per Dio li soddisfa, ma quando loro entrano in contatto con questo mondo, questo amore per Dio viene trasformato in lussuria. 

Questo mondo  il mondo dell'ignoranza dove uno non vede l'energia in cui vive come appartenente a Dio, ma la vede come appartenente a s o potenzialmente sua; allora quando uno ama le cose o ama il mondo egoisticamente, quello che era amore diventa lussuria. Quello che uno deve fare.  trasformare questa lussuria nuovamente in amore per Dio. Questo  il processo che uno deve svolgere, deve trasformare nuovamente questa lussuria in amore per Dio. Come? Come fare? Questa lussuria copre molto! Krsna d degli esempi, dice per esempio, i vegetali sono paragonati a degli embrioni nell'utero, sono cos coperti che sono come un embrione, come un feto nell'utero, completamente coperto, indifeso, non ha nessuna capacit di contattare, di capire la realt delle cose perch  totalmente coperto; gli animali invece sono come specchi coperti da polvere; gli umani sono come dei fuochi coperti dal fumo per cui nella vita umana questa copertura della lussuria  minore. Se uno con molta cautela sventaglia il fuoco, il fuoco pu brillare nuovamente, cio uscire fuori, quando il fuoco  cos, cos, non acceso bene, c' molto fumo, no? Mentre quando il fuoco  attizzato bene, allora sfavilla e non c' tutto questo fumo che esce. Allora, questa lussuria copre, come fare? Come fare? La lussuria copre l'anima, la vera coscienza dell'anima. Krsna dice: devi capire in primo luogo che i tuoi sensi sono superiori agli oggetti dei sensi, alla materia; che la tua mente  superiore ai sensi; che l'intelligenza  superiore alla mente e che l'anima  superiore all'intelligenza; se tu capisci la posizione dell'anima, dice Krsna, se tu capisci la posizione dell'anima allora di conseguenza controlli i tuoi sensi, rendendoti conto di essere un'anima e come anima, un'anima arresa a Me, in questo modo puoi controllare. Cio devi cambiare l'impostazione della tua vita, non devi pi partire dal presupposto che: "io sono parte di questo mondo e l'attrazione che c' tra i miei sensi e questo mondo  la cosa pi reale che c',  l'unica cosa reale". No, nell'ultimo verso di questo capitolo Lui dice:



VERSO 43

evam buddheh param buddhva
samstabhyatmanam atmana
jahi satrum maha-baho
kama-rupam durasadam

Sapendo, avendo realizzato, capendo che sei trascendentale ai sensi, alla mente, all'intelligenza materiali. Avendo capito che sei un'anima spirituale eterna, devi controllare la spinta dei sensi, samstabhyatmanam atmanajahi satrum maha-baho, devi controllare la spinta dei sensi, devi controllare la spinta dei tuoi sensi, e in questo modo, controllandoli puoi distruggere "satrum" questo nemico formidabile che  la lussuria e la lussuria non  altro che l'attivit sregolata dei sensi che contattano gli oggetti dei sensi, cio la vista che contatta le forme, il tatto le sensazioni tattili, ecc. questo  il problema, se tu riesci a regolamentare, essendoti riconosciuto come un'anima spirituale, riesci a regolamentare l'attivit dei sensi e perci a impegnarti in uno spirito di devozione, non agisci pi da vagabondo del karma o del dharma, che  una persona che non sa chi , una persona che agisce in modo sregolato, smodato, no, capisci, io sono un'anima spirituale, devo agire secondo i doveri prescritti, secondo le istruzioni del Signore. Per la soddisfazione del Signore, agire in uno spirito per la soddisfazione del Signore, se agisci in questo modo, allora i sensi li puoi controllare e controllando i sensi puoi vincere, trascendere la lussuria. Questo  il significato del terzo capitolo della Bhagavad-Gita "Karma-yoga". Karma significa attivit, yoga significa unione, unirsi a Dio attraverso le attivit che si svolgono, cio offrire queste attivit, impostare queste attivit da servitore di Dio per la soddisfazione di Dio; questo  il significato del terzo capitolo della Bhagavad-Gita.
Perci in sintesi questo capitolo si compone della confusione di Arjuna all'inizio, che chiede: "Cos' meglio, che io sia una persona intelligente e distaccata o che mi dia da fare, che m'impegni attivamente in questa battaglia?". Arjuna  confuso, non sa quali delle due cose deve fare. Krsna spiega che non c' contraddizione fra le due cose e che comunque tra un'attitudine analitica e contemplativa, inattiva e un'attitudine invece attiva in uno spirito di servizio e offerta a Dio, la seconda cosa  la migliore cio l'attitudine attiva; l'azione in uno spirito di offerta a Dio, Krsna, Visnu, Yajna  la cosa migliore. Dice che ci sono dei metodi prescritti per offrire, impegnarsi in sacrifici, cio per sacrificare, per far si che le proprie azioni siano sacrificio offerto a Dio e che Lui questi metodi li ha dati nelle scritture. Dice anche che svolgendo questi metodi di sacrificio, che impegnandosi in questi sacrifici uno pu avanzare nella propria coscienza. Quand'anche una persona fosse arrivata all'apice della Coscienza di Krsna dovrebbe ancora seguire questi doveri prescritti anche se per lui non sono necessari, allo scopo di insegnare agli altri. La differenza dice Krsna, tra una persona che agisce in ignoranza e una persona che agisce in piena conoscenza  che una  attaccata alle attivit e ai frutti e pensa di esserne il fautore, l'altra capisce che  solo energia di Dio che si muove e che lui  semplicemente uno strumento nelle mani del Signore e agisce sempre e solo per la soddisfazione del Signore. Krsna poi dice: "Alzati Arjuna, liberati da questa pigrizia mentale e combatti avendo capito che tutto deve essere fatto per la Mia soddisfazione". Arjuna ha un dubbio finale e dice: "Ma, perch allora io qualche volta sono spinto a compiere attivit anche contro il mio volere, che cos' he mi spinge anche contro il mio volere, che cos' che mi spinge anche se io capisco qualcosa, ma poi sento che..." E Krsna risponde: "E' la lussuria, questa corrente che si stabilisce tra i sensi e gli oggetti dei sensi in questo mondo, se tu Arjuna, ti stabilisci fermamente nella comprensione di essere trascendentale ai sensi, all'intelligenza, cio di essere un'anima trascendentale eterna e agisci sempre da quel punto di vista per la Mia soddisfazione, tu sarai libero, sfuggirai questa lussuria, questa 'connection' che si stabilisce tra i sensi e i loro oggetti verr distrutta sistematicamente e non sarai pi vittima della lussuria cio del contatto dei sensi con i loro oggetti, e poi agisci per la Mia soddisfazione, seguendo la strada tracciata. Questo  il terzo capitolo della Bhagavad-Gita.










IV CAPITOLO

LA CONOSCENZA TRASCENDENTALE

SANATANA YOGA


Siamo giunti al quarto capitolo della Bhagavad-Gita. I capitoli precedenti descrivevano Arjuna e Krsna sul campo di battaglia di Kuruksetra che osservavano i contendenti schierati su due fronti opposti e di opposte fazioni. Questo era il primo capitolo.
Il secondo capitolo narrava della risposta di Krsna al lamento che Arjuna aveva manifestato quando aveva visto i suoi parenti di fronte a lui sul campo di battaglia. La risposta di Krsna era stata sa un canto analitica, gli aveva detto di non lamentarsi perch il corpo  differente dall'anima, il corpo nasce e muore costantemente, noi prendiamo diversi corpi, non c' ragione di lamentarsi per la perdita o l'acquisizione di un altro corpo e, sempre nel secondo capitolo l'altra risposta del Signore ad Arjuna era stata, di no lamentarsi perch impegnandosi con la mente concentrata su di Lui, con la coscienza concentrata su di Lui, si sarebbe elevato al di sopra dei meccanismi di azione e reazione e avrebbe trovato una coscienza superiore, la Coscienza di Krsna, la coscienza trascendentale; cio la sua intelligenza sarebbe diventata cos pura e perfetta che non avrebbe pi avuto necessit di lamentarsi. 
Poi, nel terzo capitolo, Arjuna aveva chiesto al Signore di spiegargli meglio cosa avrebbe dovuto fare, se avrebbe dovuto combattere oppure diventare una persona intelligente, vedere le cose nella giusta prospettiva, e che non s'impegna nelle attivit di questo mondo. Krsna gli aveva detto che queste due cose non erano antitetiche, una persona poteva essere una persona intelligente e che per era preferibile impegnarsi nell'azione, ma agire per la soddisfazione del Signore, per la soddisfazione di Krsna, Arjuna avrebbe ottenuto la perfezione. Infatti il terzo capitolo si chiama "Karma-yoga", lo yoga dell'azione, karma significa azione.
Adesso nel quarto capitolo il Signore continua a parlare, narra ad Arjuna la storia della Bhagavad-Gita, gli fa capire cos' la Bhagavad-Gita, perch Lui parla la Bhagavad-Gita e inoltre gli spiega come  possibile che Lui abbia parlato la Bhagavad-Gita milioni e milioni di anni prima. Krsna gli aveva detto: "Le stesse cose che sto dicendo a te adesso, le ho dette milioni di anni fa al dio del sole", e Arjuna perplesso chiede: "Ma com' possibile?" Krsna spiega la natura del Suo corpo, la natura della Sua apparizione, la natura delle Sue attivit. Questa  conoscenza trascendentale: conoscere Krsna, la Sua natura, la Sua forma, la Sua apparizione, le Sue attivit.
Poi va avanti e dice ad Arjuna che conoscenza trascendentale significa anche la relazione che intercorre tra l'anima e Lui. Spiega ad Arjuna che Lui pu ricordare tutto ed Arjuna non pu. (Adesso sto scorrendo velocemente sul capitolo) Poi Krsna continua a spiegare ad Arjuna che le persone come si sottomettono a Lui provocano in Krsna una reazione, se una persona si sottomette con animo gentile e devoto, Krsna reciproca in quel modo.
Krsna continua poi illustrando ad Arjuna i modi di compiere i sacrifici. Lui dice che ha creato le divisioni della razza umana, divisioni lavorative, tutti devono lavorare nella razza umana. Ha creato queste divisioni lavorative ed ha prescritto dei doveri per ognuna di esse e Lui  il Creatore di tutto questo ed  al di l di tutto questo e chi conosce e capisce come Lui ha creato le divisioni della razza umana e lavora in quello spirito, non sar vincolato dai frutti dell'azione. Poi gli spiega come vive una persona che non  attaccata ai frutti dell'azione mentre raggiunge la conoscenza trascendentale. Gli dice che non  facile capire come agire nel modo giusto, anche persone sagge sono perplesse, cosa devo fare? Cosa non devo fare?
Poi verso la fine del capitolo, dopo avergli spiegato che ci sono tanti mezzi per purificarsi, gli dir che accettare il modo per acquisire perfetta conoscenza trascendentale, per liberarsi da ogni dubbio e per vincere la battaglia della vita e raggiungere il successo nella guerra dell'esistenza. Questo  il capitolo in sintesi.
Riprendiamo in modo pi dettagliato. Abbiamo detto che l'essenza di questo capitolo "CONOSCENZA TRASCENDENTALE"  conoscere Krsna, la Sua natura, la Sua apparizione, la Sua forma, le Sue attivit e conoscere l'anima e la relazione che intercorre tra l'anima e Krsna. Questo  il filo dominante di tutto questo capitolo. Allora, all'inizio Krsna dice:



VERSO 1

sri bhagavan uvaca
imam vivasvate yogam
proktavan aham avyayam
vivasva manave praha
manur iksvakave 'bravit

Esordisce dicendo: "Io ho insegnato questa scienza al dio del sole Vivasvan milioni di anni fa, Vivasvan l'ha insegnata a Manu e Manu l'ha insegnata a Iksvaku", questo  l'esordio che Krsna fa nel quarto capitolo. Naturalmente il dio del sole  una personalit che  apparsa milioni di anni prima di Arjuna. Adesso gli scienziati moderni non riescono a concepire che possa esserci una persona che presiede a un astro come il sole, per loro tutto va avanti per reazioni chimiche o fisiche, mentre vediamo che ogni dove esiste un po' di armonia, un po' di controllo c' qualcuno che gestisce la cosa. Per esempio: se si va in un ufficio, le cose funzionano bene, c' qualcuno preposto, un capoufficio, un direttore, allora, anche nell'universo ci sono delle persone, delle personalit che hanno dei poteri e utilizzano questi poteri per mantenere l'armonia universale, nessuno conosce il segreto dell'esistenza del sole, tante teorie, tante speculazioni sono state fatte ma nessuno realmente conosce perch esiste un sole, perch questo sole riscalda questo pianeta e lo riscalda a temperatura giusta per far si che gli esseri che popolano il pianeta possano viverci. Il sole non si sposta dalla sua orbita, la terra non si sposta dalla sua orbita e le cose vanno avanti in modo perfetto e armonioso. La maggior parte delle persone non riesce a capire tutto questo e imputa tutto questo al caso o qualcosa che accidentalmente  venuto a verificarsi. Mentre le scritture vediche dicono che esistono divinit che presiedono questi astri e che gestiscono l'andamento universale, allora nel sole c' Vivasvan, questo  il nome della divinit che presiede il sole e anche lui ha ascoltato la Bhagavad-Gita da Krsna.
Krsna continua dicendo: "Io sono tornato a parlare questa Bhagavad-Gita anche perch, malgrado ci sia una catena disciplica, abbiamo detto; Vivasva, Manu, Iksvaku, tutte queste personalit che si tramandano questa scienza, malgrado ci sia una catena disciplica, cio un contatto tra una persona e l'altra, cio tra colui che parla e colui che ascolta, nel corso del tempo, questa catena si  interrotta e Io sono tornato per riportare in auge questa scienza agli esseri umani. Questa  la ragione per la quale Krsna parla la Bhagavad-Gita e dice:



VERSO 2

evam parampara-praptam
imam rajarsayo viduh
sa kaleneha mahata
yogo nastah parantapa



Tutte le persone sante, i re santi hanno acquisito la scienza trascendentale o conoscenza trascendentale in questo modo, ascoltandola da qualcun altro, da un loro predecessore, se la sono tramandata, a un certo punto la cosa si  interrotta, "Io sono tornato a parlarla a te Arjuna". Questo  il modo perci di comprendere la conoscenza trascendentale, non usando i propri sensi, non cercando di capire le cose solo con l'ausilio dei sensi che sono cos imperfetti, cos limitati, sia i nostri sensi personali che i sensi delle persone che ci sono vicine, anche i sensi di tutti gli umani del pianeta sono molto, molto limitati nel capire perch l'universo funziona, la realt della vita, il segreto della vita. Il metodo per acquisire conoscenza  avere una persona autorevole che appreso vera conoscenza e pu tramandarla, pu trasmetterla. Questo  il segreto, Krsna menziona ad Arjuna; gli dice anche: "Poich tu sei Mio amico intimo, poich tu sei una persona che non  invidiosa di Me, una persona che vuole veramente sapere con sincerit, Io posso comunicarti questa scienza". Arjuna chiede, a questo punto: "Ma come  possibile, io sono qui con Te, siamo ancora abbastanza giovani, come  possibile che Tu abbia parlato questa Bhagavad-Gita, questa scienza trascendentale a Vivasvan, al dio del sole che milioni di anni?". Perch Arjuna fa questa domanda? Arjuna, fa questa domanda perch vuole che Krsna spieghi qual  la Sua natura. Arjuna sa bene che Krsna non ha un corpo come i nostri corpi, cio che il Suo corpo  diverso dai nostri, che la Sua posizione  diversa dalla nostra, ma vuole che Krsna spieghi a beneficio di tutti noi, a beneficio di tutti coloro che non capiscono e non conoscono la natura del Signore  per questo che fa questa domanda, stimola Krsna a rispondere e Krsna risponde dicendo che Lui ha un corpo che non si deteriora mai, incorruttibile, la Sua natura  eterna e trascendentale, infatti dice: "Io vengo in questo universo, Mi manifesto in questo mondo.......



VERSO 7

yada yada hi dharmasya
glanir bhavati bharata
abhyutthanam adharmasya
tadatmanam sramy aham

"Mi manifesto in questo mondo quando c' la necessit di ristabilire i principi della religione e riportare la gente ai principi di vita spirituale; allora Mi manifesto". Chi di noi pu dire che nasce per la stessa ragione? Nessuno di noi sa perch  nato in quella particolare famiglia, perch ha preso un corpo fatto in modo particolare, perch  nato quel particolare giorno in quel particolare periodo storico, nessuno lo sa!
Una persona generalmente nasce e nasce in ignoranza, in una situazione, poi cresce e gli viene spiegato che  l, senza per quale ragione. Nessuno, ma Krsna dice: "No, Io vengo quando  necessario", infatti nel verso seguente dice:



VERSO 8

paritranaya sadhunam
vinasaya ca duskrtam
dharma-samsthapanarthaya
sambhavami yuge yuge

Quando c' da aiutare delle persone pie, devote, quando c' da aiutarle nella lotta per l'esistenza e distruggere le persone che invece vogliono infastidire le persone pie, le persone devote, distruggere questi fastidi causati da quelli che si chiamano asura.
Ci sono due classi di persone nell'universo, alcuni si chiamano Deva altri Asura. Deva sono persone pie, sono persone che hanno timore di Dio, che sentono che la loro esistenza ha un vincolo con la Persona Suprema, con Dio; Asura invece  colui che vuole negare l'esistenza di Dio, che non crede che la propria esistenza poggi sulla potenza del Signore, sull'energia del Signore e che perci lui non abbia nessun vincolo con Dio, che Dio sia solo un'invenzione o che se c' vorrebbe vederlo distrutto perch, perch, lui non  Dio! Questi sono gli asura, questa  la natura demoniaca, allora Krsna dice: 
"paritranaya sadhunam vinasaya ca duskrtam, Io vengo ad aiutare quelle persone buone, di natura pia, che hanno umilt, intelligenza e affetto per Me, vengo invece a distruggere le persone che ostacolano il percorso devozionale e liberatorio dell'umanit". "dharma-samsthapanarthaya" in pi viene a ristabilire i principi della religione su cui vivere  come una societ di animali. Gli animali non hanno nessuna regola; gli umani si differenziano dagli animali perch hanno delle regole, seguono delle prescrizioni e in questo modo possono organizzarsi per il miglioramento della vita collettiva, allora Krsna dice: "dharma-samsthapanarthaya" e l'essenza del dharma, cio il significato della vita  tornare ad amare Dio perch una vita su questo pianeta per quanto lunga possa essere, anche fosse di centocinquanta. duecento anni, se uno non la conclude tornando a conoscere la Persona Suprema, conoscere Dio e amarLo,  una vita inutile. E dice anche:



VERSO 9

janma karma ca me divyam
evam yo vetti tattvatah
tyaktva deham punar janma
naiti mam eti so 'rjuna

Cio, quando Io Mi manifesto, cio quando prendo nascita, janma karma e quando compio delle attivit, queste attivit non sono normali perch Io sono perfettamente il controllo della Mia nascita, controllo perfettamente le Mie attivit, la Mia apparizione, la Mia scomparsa, Io non sono controllato dalla Mia nascita, non sono spinto a nascere, ma Io controllo la Mia nascita, Io controllo le Mie attivit, janma karma ca me divyam dice: "La Mia natura, la Mia nascita  divina, le Mie attivit sono divine". Janma karma ca me divyam evam yo vetti tattvatah, chi capisce queste verit, chi semplicemente riesce a capire come e perch Krsna appare e come e perch Krsna agisce, cio la posizione di Krsna, chi riesce a capire questo dice Krsna, Lui stesso non prender pi nascita in questo mondo. Colui che capisce non prender pi un corpo materiale, non sar pi forzato dalla nascita e dalle attivit materiali, non sar pi costretto, condizionato, solo perch capisce questo! Quanto  importante capire la posizione di Krsna! Se noi capiamo la posizione di nostro padre o nostra madre, questo non cambia la nostra vita, o di una persona famosa, ecc., non cambia di molto la nostra vita, anzi non la cambia in essenza, alla fine, per niente; ma se capiamo Krsna se capiamo come Lui appare, come Lui agisce, questo cambia radicalmente la nostra esistenza, perch? Perch per capire, Krsna dice poi:



VERSO 10

vita-raga-bhaya-krodha
man-maya mam upasritah
bahavo jnana-tapasa
puta mad-bhavam agatah

Perch per capirlo uno deve essersi liberato dagli attaccamenti, dalla rabbia, dall'illusione, deve essersi disidentificato dal proprio corpo materiale cio non si pu capire Krsna attraverso i propri sensi materiali, non si pu! E' l'anima che deve capire Krsna  l'essere spirituale che deve conoscere e capire Krsna, non il corpo materiale! Per questo Krsna dice: "Chi riesce a capirMi non prende pi nascita perch se  riuscito a capire la Mia nascita, la Mia apparizione, significa che ha raggiunto la realizzazione della sua vera identit come anima che vive in un corpo e non pi come corpo". Questo  il punto. Come fare? Lavorando per lasciare gli attaccamenti, per lasciare la rabbia che deriva dalla frustrazione ai propri attaccamenti, quando ci sono gli attaccamenti e non sono soddisfatti, uno si sente frustrato, sente una profonda insoddisfazione nel cuore, anche una rabbia, un moto di rivolta; oppure quando i propri attaccamenti sono soddisfatti cio uno trova l'oggetto del proprio attaccamento, anche l rimane frustrato perch il piacere materiale non  convinto, non  eterno, non  in effetti vera soddisfazione, anche l rimane frustato, rattristato e perci anche vulnerabile alla rabbia, all'insofferenza. Allora, lasciando tutto questo, lavorando per lasciare gli attaccamenti si pu sviluppare amore per Krsna.



VERSO 11

ye yatha mam prapadyante
tams tathaiva bhajamy aham
mam vartmanuvartante
manusyah partha sarvasah

Se tu fai un passo verso Krsna, Krsna ne fa mille verso di te, cio "Come lui si arrende a Me, Io reciproco, Io mi faccio sentire, Io sono presente nel cuore". Questo  quello che Krsna sta dicendo ad Arjuna e Arjuna intelligentemente capisce che Krsna sta dandogli il modo per acquisire conoscenza divina. Infatti a quel punto Krsna dice ad Arjuna: "Io ho creato un sistema affinch tutti possano sviluppare gradualmente conoscenza di Me". Cio Krsna rivela che l'essenza, il significato della vita di tutti  tornare a conoscere Lui, conoscere Krsna. "Ho creato un sistema" dice Krsna "un sistema nel quale tutti hanno la loro occupazione e svolgendo la loro occupazione e comprendendo la Mia posizione, potranno purificarsi gradualmente con le loro stesse attivit" cio Krsna non dice brutalmente: "O capisci chi sono o basta, non ci sono possibilit per te, non hai pi speranza" No! Non  cos categorico, dice:



VERSO 13

catur-varnyam maya srstam
guna-karma-vibhagasah
tasya kartaram api mam
viddhy akartaram avyayam

"Io ho creato un sistema sulla base della natura dei diversi esseri viventi, dei diversi esseri umani". Gli esseri umani hanno natura diversa, no?! Vediamo alcune persone, che sono un po' pi brillanti nel senso che sono serene, pacifiche, tese al pensiero, alla contemplazione; ci sono persone invece che sono pi attive, pi brillanti nel senso molto capaci di raggiungere risultati, scopi e ci sono persone invece pi indolenti, meno interessate. Ci sono diverse influenze della natura materiale sono: virt, passione, ignoranza.
Krsna dice: "guna-karma-vibhagasah" che secondo queste influenze della natura materiale esistono diverse persone e "Io ho creato diversi doveri". Cio ci sono doveri diversi per una persona ignorante o indolente o disinteressata, doveri diversi da quelli di una persona serena, contemplativa, sveglia in un certo senso, molto attenta. Se uno compie questi doveri sapendo che, deve sapere che chi ha creato questi doveri  il Signore e il Signore li ha programmati, questi doveri, in modo tale che se uno li segue si ricorder gradualmente sempre pi di chi li ha fatti, cio del Signore, di Chi li ha creati. Ecco se uno svolge questi doveri, gradualmente la sua consapevolezza che Krsna  l'artefice delle attivit che sta svolgendo, la sua consapevolezza crescer, crescendo questa consapevolezza cosa far? Si sentir sempre pi di sacrificarsi per il Signore, cio diventer sempre pi distaccato dai frutti delle azioni che compie. 
Quando una persona si sente l'unico artefice. l'unico proprietario, l'unico risoluto controllore di ci che sta facendo, si sente anche colui che ha pieno, totale diritto di utilizzare i frutti che provengono da ci che sta facendo, dei risultati.
Si sente spesso dire: "Io lavoro, lavoro, i risultati sono cose sacrosantamente mie", si sente spesso dire cos. No, una persona cosciente di Krsna non pensa cos! Pensa: "Com' che io riesco ad agire? Chi mi da l'intelligenza per svolgere questa attivit? Questo dovere che sto svolgendo? Questo lavoro, ecc., chi lo ha reso possibile? Chi ha creato gli elementi che sto utilizzando per il mio lavoro? Chi ha creato l'intelligenza per adoperare gli strumenti in un certo modo per fare fuoriuscire un risultato? Chi l'ha fatto? Sicuramente Krsna". Quando  consapevole di questo, non si sente il proprietario assoluto di ci che produce, allora viene naturale la tendenza a ringraziare il Signore offrendo i frutti delle proprie azioni. Facendo questo, uno sviluppa conoscenza trascendentale, questo dice Krsna: "Agire sapendo che Io sono l'origine e al di sopra di tutte queste attivit in questo mondo", perch Krsna dice: "Io non ho nulla da fare, anche se ho creato questo sistema Io non sono coinvolto da questo sistema". Lui  al di sopra,  l'artefice, non  coinvolto, non ha bisogno di fare nulla Krsna, non ha nessun servizio o dovere particolare da svolgere. Allora: "Chi pensa a Me, trascende il lavoro stesso che sta svolgendo".
Nessuno vuole rimanere invischiato nell'attivit materiale che compie perch attivit materiale  condizionante, ma se uno pensa a Krsna e offre a Krsna i risultati del proprio lavoro, in pi sente Krsna come il vero Controllore, allora trascende quell'attivit che sta svolgendo fino al punto da ottenere piena conoscenza trascendentale. Per non  facile, non  facile capire come agire in modo distaccato perch abbiamo detto che la condizione per fare il proprio dovere bene  farlo in Coscienza di Krsna cio sapendo che Krsna  l'artefice di tutto e che Krsna  il Controllore vero, il Proprietario vero, come si fa ad agire con questo tipo di coscienza? Come si fa ad agire in questo spirito? Non si rimane confusi qualche volta? Si,  facile rimanere confusi, Krsna dice, molto facile rimanere confusi, dice: "Anche le persone sante qualche volta rimangono confuse tra ci che  il vero agire, il non agire e l'agire in modo sbagliato", anche loro qualche volta rimangono confusi, non  facile, allora Krsna spiega ad Arjuna cosa significa; azione, inazione e azione sbagliata. Dice che azione significa in effetti azione in Coscienza di Krsna; se uno agisce in Coscienza di Krsna come abbiamo spiegato prima per la soddisfazione del Signore allora quell'azione praticamente (sembra un gioco di parole, ma con un po' di attenzione lo possiamo capire) quell'azione non causa reazione materiale perci c' una inazione nell'azione. Generalmente quando uno compie azioni, causa reazioni, giusto? C' anche una legge fisica "a ogni azione corrisponde una reazione" allora nella legge del karma qualsiasi azione compi causa una reazione buona o cattiva, fai del bene a qualcuno, causi una reazione buona, fai del male a qualcuno, causi una reazione cattiva, ma se tu agisci secondo il dovere che Krsna ha prescritto per te per la Sua soddisfazione, Krsna dice: "Non c' reazione", non c' reazione materiale allora dal punto di vista materiale, questa  inazione perch non causi reazioni e come se tu non operassi in questo mondo materiale. Quando tu operi in questo mondo materiale causi delle reazioni, poi le devi godere o le devi subire o le devi soffrire. Tu vai a rubare, ti mettono in prigione, devi soffrire, se tu fai del bene, ti premiano, devi goderti questo premio, per cui se fai del bene a qualcuno devi rinascere ed essere poi soddisfatto da questo qualcuno che tu hai soddisfatto nella vita precedente, se hai fatto del male a qualcuno devi rinascere e sopportare del male che ti viene inflitto da quel qualcuno a cui tu hai inflitto del dolore, e questo perpetua la tua catena di nascite e morti ma Krsna dice: "Se Tu agisci per Me, Io brucio le reazioni e il servizio che fai con la conoscenza trascendentale, cio il fatto che tu faccia queste azioni per Mia soddisfazione, brucia la reazione". Perci un'azione che non causa reazione  come se tu non l'avessi fatta ha significato solo per Krsna. 
Krsna dice: "O.K., tu l'hai fatto per Me, bene! Io lo considero servizio devozionale". Il servizio devozionale non causa reazioni materiali ed  in questo senso che l'anima  libera perch l'anima se continua ad agire e crearsi delle reazioni, non  libera,  condizionata dalle reazioni che dovr subire. Capito il punto? Se invece anche agendo non causa delle reazioni, allora  libera, perci uno deve essere inattivo dal punto di vista materiale, ma non inattivo che non fa niente, deve agire senza creare reazioni, cio agire per Krsna. Qualcun altro potrebbe dire: "Si, ma allora io smetto di fare tutto, non faccio niente, sono pi inattivo io! Anch'io non causo reazioni! Ma Krsna dice: "No, anche se non fai assolutamente nulla ma non agisci per Me, ti causerai delle reazioni comunque perch non riuscirai a non fare nulla perpetuamente, eternamente, la tua natura  essere attivo, fare qualcosa".
Noi vediamo che l'anima nel corpo  attiva, il corpo si muove perch c' l'anima, capito, per cui l'anima  il seme di attivit nel corpo,  la fonte di attivit,  l'origine dell'attivit nel corpo. Qualcosa l'anima deve fare, ognuno deve mantenere in qualche modo il proprio corpo e qualcosa deve fare, allora anche se tu non fai niente e riesci a mantenerti in equilibrio, come se tu riesci a mantenerti in equilibrio su un'asta e dire: "Non mi muovo", ma poich la natura  attiva, qualche movimento prima o poi lo fai e allora cosa fari? Ritornerai ad agire materialmente! Per cui nella inazione, dice Krsna, c' potenzialmente l'attivit materiale, cio non  smettendo di fare qualsiasi attivit che tu ti libererai per in potenza, potenzialmente esiste ancora la possibilit per te di fare attivit materiali, meglio agire per Krsna. Agire per Krsna significa, un'attivit che non causa reazione, da un punto di vista materiale sei come uno che ha il passaporto diplomatico, va in un luogo, hai il passaporto diplomatico, sei cittadino di un altro paese non sei soggetto alle leggi di quel paese, non ti dovrebbero aprire la valigia per esempio, evita tante cose il passaporto diplomatico.
Azione sbagliata invece significa dire: "No, io voglio agire e causarmi delle reazioni!", quella  azione sbagliata, azione sbagliata significa azione materiale.
Riassumo: vera azione  azione in Coscienza di Krsna perch essa non genera reazioni,  l'azione perfetta  inazione da un punto di vista materiale ed  azione dal punto di vista spirituale; inazione materiale non  sufficiente di per s a liberarti. Da che cosa? Dall'azione sbagliata che  l'azione che causa reazione, poi se qualcuno ha delle domande le far, ma questo  ci che Krsna sta spiegando "Conoscenza trascendentale"  complesso anche a spiegarlo per cui, figuriamoci a farlo, ma con un po' di pratica uno riesce abbastanza bene, basta capire il principio. Krsna infatti sta spiegando: "Conoscenza trascendentale significa capire il principio sul quale devi agire, agisci per Me e tutto diventa perfetto". Poi il Signore, in questo capitolo, menziona tutta una serie di sacrifici che tante persone compiono per avanzare progressivamente verso di Lui. 
Alcuni dicono: "Si, va bene, devo sacrificare i frutti delle mie azioni", sacrificano qualche frutto, diciamo pi tangibile, altri invece si dedicano a discipline yogiche, alcuni sacrificano il respiro per esempio, pranayama con lo yoga di Patanjali, altri dice Krsna sacrificano l'udito, altri sacrificano la mente nel fuoco della conoscenza, altri, ecc., menziona tutta una serie di persone che si sacrificano, altri fanno austerit per esempio i brahmacari. I brahmacari sono persone che sacrificano il desiderio sessuale, vivono in celibato, non gratificano i loro sensi e questa  una forma di sacrificio. Fanno una serie di austerit e Krsna menziona tutta una serie di persone che si sacrificano e dice che tutte queste forme di sacrifico: l'austerit, il celibato, la concentrazione, il controllo del respiro, queste persone avanzano gradualmente, si purificano e si avvicinano al Signore, ma dice, (per cui siamo alla conclusione del capitolo) per capire veramente chi  il Signore, per avere un contatto col Signore, devi trovare qualcuno che Lo conosce, qualcuno che ha una relazione con il Signore. Questo qualcuno  il puro devoto, il maestro spirituale. Infatti Krsna dice:



VERSO 34

tad viddhi pranipatena 
pariprasnena sevaya
upadeksyanti te jnanam
jnaninas tattva-darsinah

"Cerca di apprendere la Verit avvicinando un'anima realizzata; egli pu comunicarti la Verit perch la conosce", jnaninas tattva-darsinah, tattva significa verit, darsinah significa visione, visione della Verit, perch una persona che ha compreso la Verit, chi  la Verit? La Verit  Krsna, la Persona Suprema, l'origine di ogni cosa, chi ha compreso la Verit pu comunicarla agli altri, allora tutti i tuoi sforzi, i tuoi sacrifici sia che siano stati nella forma di controllo del respiro, celibato, sacrificio dell'udito, della parola o dei frutti dell'azione, ecc., tutti i tuoi sacrifici, le tue austerit trovano il loro compimento. E' come avere un patto, una fatica e arrivare al traguardo voluto, perci il significato di tutti i sacrifici  conoscere Krsna,  arrivare a conoscere Krsna. Non ha senso se uno fa tanti sacrifici e poi non conosce se stesso e non conosce la relazione che intercorre tra se stesso e Krsna. Sono sfortunati coloro che prendono un corpo e poi lasciano questo corpo senza aver risolto il problema dell'esistenza. E' detto nel secondo capitolo krpanah phala-hetavah, cio coloro che vivono tutta la vita attaccati ai frutti dell'azione e che fanno anche tanti sacrifici ma poi non hanno capito chi sono, non hanno capito chi  l'origine di tutte le esistenze "Krsna", qual  la relazione che intercorre fra me e Lui, non hanno capito questo, sono sfortunati. Allora avvicinare un maestro spirituale, pariprasnena savaya, come avvicinare un maestro spirituale? Facendo domande, non in modo cieco, ma vagliando attentamente, facendo domande abbiamo la possibilit di udire dei suoni e i suoni sono esplicativi, sono delle trasmissioni di conoscenza, di informazione. Questa  la bellezza della razza umana! Si pu comunicare con dei suoni molto articolati, gli animali possono dirsi solo pochi concetti, gli umani possono invece stabilire una comunicazione molto, molto pi approfondita, vasta, allora fare domande e avere atteggiamento umile, sottomesso, non un atteggiamento di sfida perch chi sfida  qualcuno che pensa gi di conoscere, se pensi gi di conoscere  inutile che fai domande. Uno fa domande per capire, non per poi dare la propria risposta e offrendo il proprio servizio. Perch offrendo il proprio servizio? Perch non  solo una comprensione intellettuale la Coscienza di Krsna, Krsna non  una formula fisica o chimica, non  un principio come la formula della relativit o qualcosa del genere che realizzi solo intellettualmente, una persona non la capisci con uno sforzo intellettuale, una persona la capisci con l'amore devozionale, con l'affetto, con il senso di servizio, stabilendo con lei una relazione, una persona non  una cosa, per cui anche il servizio offerto aiuta a capire la personalit del Signore attraverso il maestro spirituale.
Il maestro spirituale cosa d? D conoscenza di Krsna, tattva-jnanam, tattva vidyanam, la conoscenza della Persona del Signore. Si, tu fai queste domande, hai questa disposizione d'animo, questa tendenza devozionale, bene! Allora ti informo. Krsna  cos! Krsna conclude questo capitolo dicendo:



VERSO 42

tasmad ajnana-sambhutam
hrt-stham jnanasinatmanah
chittvainam samsayam yogam
atisthottistha bharata

Quando hai questa conoscenza, sei libero, non sei pi vincolato, distruggi tutti i tuoi dubbi, non hai pi fraintendimenti tra ci che devi fare e ci che non devi fare e progredisci celermente verso la perfezione della vita. Infatti dice ad Arjuna: "Prendi questa conoscenza trascendentale, chittvainam samsayam yogam, liberati, distruggi tutti i dubbi con questa conoscenza, alzati e combatti, atisthottistha bharata, significa svegliati, alzati, svegliati, ricordati che sei un'anima e che la tua funzione  quella di servirMi eternamente, la nostra relazione  eterna e quello  il significato della tua vita, e con questa conoscenza combatti. Ricordiamoci che Arjuna  su un campo di battaglia, "combatti, fai il tuo dovere perfetto per la Mia soddisfazione", in questo modo conclude il capitolo, infatti questo capitolo si chiama anche "Sanatana yoga" cio Krsna ha spiegato ad Arjuna la Sua posizione, la posizione di Krsna, la posizione di Arjuna come anima, infatti all'inizio del capitolo quando Arjuna aveva chiesto a Krsna "Ma Vivasvan  molto pi anziano di Te, come hai fatto a spiegare a Lui" Krsna gli aveva detto:



VERSO 5

sri-bhagavan uvaca
bahuni me vyatitani
janmani tava carjuna
tani aham veda sarvani
na tvam vettha parantapa

"Io ricordo tutte le nascite passate, tu non le ricordi Arjuna", gli aveva detto: "Sia Io che te, che tutti questi re, siamo esistiti nel passato, Io ricordo tutto di tutti, tu non ricordi" gli aveva spiegato perci: "Io sono consapevole di essere un essere spirituale, tu anche sei un essere spirituale ma tu non lo ricordi perch ti identifichi con i diversi corpi che prendi" Krsna ha spiegato ad Arjuna "Tu sei un'anima, ricordalo! Io sono l'Anima Suprema, queste sono le Mie attivit, la mia nascita, ecc., se tu capisci la relazione che intercorre tra noi entrambi anime spirituale, tu infinitesimale, Io infinita e Suprema, se tu capisci questo non prenderai pi nascita e il successo della tua vita  assicurato". Questo significa sanatana. Sanatana significa posizione costituzionale. Yoga significa come unirsi a Dio, questo  il significato della parola yoga, molti la usano ma pochi sanno cosa significhi, significa unione con il Supremo. "Se tu ricordi queste cose e agisci come ti ho spiegato per la Mia soddisfazione, sapendo che Io sono l'origine di tutto e il vero Controllore, allora ottieni perfettamente conoscenza trascendentale, liberazione dai dubbi e perfezione della vita".










V CAPITOLO

KARMA-YOGA
L'AZIONE NELLA COSCIENZA DI KRSNA


Questo capitolo, karma-yoga o l'azione nella coscienza di Krsna contiene la verit fondamentale della libert dalle reazioni per coloro che sono impegnati in attivit tese alla soddisfazione del Supremo, cio chi agisce per la soddisfazione di Dio, della Persona Suprema non ha bisogno di rinunciare ad agire per essere liberato, per essere felice, ma pu continuare ad agire perch le azioni che svolge sono libere dalle reazioni, libere dalle conseguenze dell'azione, perci non esiste peccato o colpa per chi agisce in questo modo per la soddisfazione del Supremo, non solo non esiste peccato o colpa ma il Supremo, la Persona Suprema  soddisfatta di lui e questo significa il ristabilimento, il reinserimento di quell'anima nella vita spirituale perfettamente gioiosa della Coscienza di Krsna. Questo  il contenuto di questo capitolo. Come Krsna lo spiega, adesso lo illustriamo. Se ricordate nel secondo capitolo il Signore aveva parlato, aveva illustrato il contenuto della Bhagavad-Gita succintamente ad Arjuna. Nel terzo capitolo il Signore aveva gi parlato del karma-yoga cio dell'azione svolta per la soddisfazione del Signore stesso, cio uno doveva agire in uno spirito di sacrificio, e aveva detto alla fine del capitolo, che una persona che ha raggiunto il livello di conoscenza non  pi tenuta ad agire, non ha pi doveri da compiere, questo aveva detto il Signore, se uno raggiunge il livello della perfetta conoscenza, non ha pi doveri da compiere, non  costretto ad agire o fare nulla in particolare.
Poi nel quarto capitolo, il Signore aveva detto che la conoscenza perfetta  il culmine di tutti i sacrifici cio qualsiasi cosa uno faccia culmina nella conoscenza perfetta e la conoscenza perfetta ti libera completamente.
A questo punto, Arjuna  perplesso perch alla fine del quarto capitolo Krsna gli aveva detto: "Poich la conoscenza perfetta ti libera da qualsiasi, ti pone al di sopra di qualsiasi altra considerazione, combatti!"
Arjuna  perplesso non capisce, pensa, da un canto Krsna mi dice che devo vivere in perfetta conoscenza e perci liberarmi dalle azioni che mi portano delle conseguenze nefaste, dall'altro canto mi spinge ad agire, sembra una contraddizione ad Arjuna, non capisce che l'azione devozionale  libera dalle conseguenze; allora chiede a Krsna: "Ma cosa devo fare? Devo agire con devozione o devo astenermi dall'azione e sviluppare conoscenza?" Eh!? "Devo agire con devozione o astenermi dall'azione sviluppando conoscenza, quali delle due cose devo fare?" E Krsna gli spiega subito, guarda che sicuramente anche chi smette di agire e sviluppa conoscenza arriver alla liberazione ma tra le due cose, tra lo smettere di agire e sviluppare conoscenza e l'agire con devozione, l'agire con devozione  molto meglio.
L'agire con devozione  molto meglio perch ti situa immediatamente nella tua posizione costituzionale, ti situa immediatamente in quella posizione. Krsna spiega e dice anche che chi pensa che ci sia una differenza tra la ricerca filosofica e l'azione devozionale, questa persona, non ha ben capito, non ha ben capito, dice Krsna, non esiste differenza fra le due, ma l'azione devozionale  migliore perch ti d la possibilit di impegnare le tue energie, le tue risorse nel servizio al Signore direttamente. 

Non devi sottoporti a un processo di rinuncia difficile e anche un po' artificiale, smettere di agire, smettere di utilizzare i tuoi sensi, smettere di vedere, di ascoltare, di gustare, smettere di fare tutte queste cose, cessare completamente le attivit della mente, dell'intelligenza per riuscire a diventare introspettivo al punto tale da raggiungere la conoscenza dell'Anima Suprema,  molto difficile, pu diventare anche artificiale perch la tua natura  essere attivo, come anima devi essere attiva, attivamente impegnato, l'anima  cos attiva nel corpo, il corpo  attivo perch c' l'anima. L'anima deve essere attiva, e il tentare di eliminare le attivit del corpo  molto artificiale. Infatti Srila Prabhupada nella spiegazione menziona un verso di Srila Rupa Gosvami: (B.G. pag. 257)

prapancikataya buddhya hari-sambandhi-vastunah
 mumuksubhih pryago vairagyam phalgu kathyate

E' una persona illusa colui che interrompendo il contatto dei sensi con i loro oggetti perch non vede la relazione che esiste tra gli quegli oggetti e Krsna, non vede che essi appartengono a Krsna, pensa di potersi situare su un piano di perfetta rinuncia, interrompendo appunto il contatto dei sensi coi loro oggetti,  una persona illusa, la sua rinuncia non  completa; ci significa che  vera completa rinuncia solo quella di colui che non desidera i frutti dell'azione; cio non smette di mettere in contatto i sensi con gli oggetti ma smette di desiderare i frutti che quel contatto genera.
Il contatto dei sensi con gli oggetti dei sensi significa azione, in questo mondo e l'azione porta un risultato, porta un frutto, questo frutto, questo risultato del contatto non ci appartiene, appartiene al Signore. Quando uno agisce in questa coscienza, allora  un sannyasi,  una persona veramente rinunciata. Questa  la vera posizione dell'azione in Coscienza di Krsna. Il vero significato dell'azione in Coscienza di Krsna. Krsna continuer a spiegare ad Arjuna la posizione di colui che ha capito questo principio; quella persona  gioiosa,  felice,  soddisfatta, la sua coscienza  come una foglia del loto, Krsna dice: "I loti crescono anche in luoghi sporchi e in stagni praticamente, luoghi la cui acqua non  limpida, chiara, cristallina. Lo stagno pu essere anche acqua torbida, non c' ricambio nello stagno, l'acqua  torbida ma il loto cresce, il gambo  nell'acqua ma il fiore e la foglia emergono dall'acqua, sono situate al di sopra dell'acqua e non toccano mai l'acqua; allora una persona che agisce in Coscienza di Krsna compie svariatissime attivit in questo mondo, Arjuna non dobbiamo dimenticarlo, fa il guerriero,  un guerriero, una delle attivit pi cruente, difficili da fare, che impongono di uccidere la persona che gli sta davanti, non di vendergli un chilo di pane, non di fargli la permanente, ma di uccidere la persona che gli sta davanti! Non  un barbiere o un panettiere, Arjuna  un guerriero, deve uccidere quelli che gli sono davanti, non pu dare un chilo di pane all'avversario sul campo di battaglia, uccidere! Anche compiendo quel tipo di attivit, che  naturale per Arjuna perch questa  la sua funzione, il suo dovere nell'ambito sociale, ecc., anche compiendo un tipo di attivit cos nefasto, cruento, lui pu essere interiormente felice, soddisfatto, consapevole di servire Krsna, di compiere un atto che  la fonte di soddisfazione per il Signore e perci essere felice. Felice significa che tante diverse cose possono accadere da un punto di vista esteriore, ma lui  come una foglia del loto che  al di sopra dell'acqua. Questa  la posizione di una persona felice in Coscienza di Krsna.
Krsna, dice che quell'anima che ha compreso la differenza tra se e il corpo, ha capito che le attivit che svolge, se sono svolte per la soddisfazione del Signore non lo faranno identificare con quel corpo. asann api klesasa asa dehah (S.B., 5.5.4), un corpo che  praticamente un peso per l'anima, ma lui capisce di non essere il corpo e agisce, utilizza quel corpo per la soddisfazione del Signore, allora vive felice in quel corpo, dice Krsna "vive felice nella citt dalle nove porte".
Il corpo  chiamato anche la citt dalle nove porte perch ha nove orifizi, nove aperture, allora, lui  felice in quella citt perch sa di non essere la causa dell'azione, sa che il Signore, in ultima analisi,  la causa dell'azione.




Krsna spiega, sempre in questo capitolo, in un paio di versi che l'anima vive nel corpo e il corpo  gestito; utilizzato, programmato ad agire dalle influenze della natura materiale. L'anima crede di essere il controllore del corpo, ma in effetti questo corpo  programmato ad agire e di conseguenza la posizione dell'anima  molto precaria, praticamente  condizionata, vive una vita condizionata, regolata, guidata dal corpo che  nelle mani della natura materiale, siamo strumento della natura materiale. Allora, Krsna continua, nell'ultima parte di questo capitolo, spiega ad Arjuna che si, che l'anima  soggiogata dal corpo,  controllata dal corpo ma, se dedica questo corpo, se dedica la propria intelligenza:



VERSO 17

tad-buddhayas tad-atmanas
 tan-nisthas tat-parayanah
gacchanty apunar-avrttim
 jnana-nirdhuta-kalmasah

La persona che dedica la propria vita, la propria intelligenza, la propria mente, tan-nisthas, la propria determinazione, fa di Krsna il traguardo della propria vita, gacchanty apunar-avrttim jnana-nirdhuta-kalmasah, progredisce sul sentiero della liberazione con perfetta conoscenza, progredisce, fa un progresso stabile.
Allora, si uno ha questo corpo, questo corpo  fonte di condizionamento, ma  fonte di condizionamento solo perch uno lo usa egoisticamente; usa i sensi, usa la mente, usa l'intelligenza, si prefigge dei traguardi su basi egoistiche, sulla base di considerazioni personali, si soddisfazione personale; se uno evita di fare cos ma utilizza tutto per la soddisfazione del Signore, la visione si allarga immediatamente, immediatamente e uno trascende la visione ristretta dell'identificazione con il corpo e diventa, gli diventa possibile subito capire il motivo del Signore, la visione del Signore, infatti nel verso dopo Krsna dice:



VERSO 18

vidya-vinaya-sampanne
 brahmane gavi hastini
suni caiva svapake ca
 panditah sama-darsinah

Dice, vidya-vinaya-sampanne, una persona che vede, che guarda, dopo che ha dedicato la propria intelligenza, la propria mente, il proprio rifugio, ha fatto del proprio traguardo, Krsna, quella persona come vede il mondo? Vede brahmane gavi hastini suni caiva svapake ca, vede, un brahmana, una mucca, hastini, un elefante, suni, un cane e anche un mangiatore di cani, sono una specie umana molto degradata e mangiano i cani (come nella seconda guerra mondiale mangiavano i cani e i gatti, i topi), allora vedono tutte queste persone con occhio equanime, con una visione equanime, non dice: "Questo  un brahmana,  molto interessante, questo  un cane, non mi interessa pu morire; cio non significa le persone per il loro corpo, ma il significato di ognuno  la presenza del Signore nel cuore e il fatto che l'anima  trascendentale, trascendente, supera i limiti impostogli dal corpo. Questo  il punto. Allora, questa visione viene a che dedica la propria vita a compiere azioni per la soddisfazione del Signore; questa visione non viene, non compare nella mente di coloro che vivono per utilizzare il corpo per la loro gratificazione dei sensi, per la loro stessa gratificazione perch il Signore allarga la visione, fa vedere come Lui  presente nel cuore di tutti a chi vuole usare i propri sensi e perci gli oggetti sei sensi, che sono i corpi altrui, per la Sua soddisfazione, ma limita questa visione, nega questa visione a coloro che vogliono usare gli oggetti dei sensi cio i corpi altrui per la loro soddisfazione egoistica.
Krsna continua e descrive ad Arjuna la posizione di quest'anima che con determinazione e con solidit spirituale  libera dal peccato,  libera dal condizionamento della natura materiale. Quali sono i frutti del condizionamento della natura materiale? Sono: la lussuria, la rabbia, infatti Krsna dice:



VERSO 26

Kama-krodha-vimuktanam
 yatinam yata-cetasam
abhito brahma-nirvanam
 vartate viditatmanam

Coloro che si sono liberati dalla lussuria e dalla rabbia, queste persone sante che si sforzano di progredire, stanno facendo degli sforzi seri per liberarsi dalla lussuria e dalla rabbia, hanno capito che l'attivit deve essere svolta per la soddisfazione del Signore, hanno capito! E allora si sforzano quando c' da decidere se "faccio qualcosa per la mia lussuria, per la mia soddisfazione? No, non lo faccio! Faccio per la soddisfazione di Krsna!" Allora Krsna dice per queste persone: abhito brahma-nirvanam vartate viditatmanam
molto presto c' la liberazione nel Supremo vartate viditatmanam, entreranno in uno stato liberato, brahma-nirvanam, nel Supremo, molto presto. Questa  la posizione di chi ha deciso di agire in Coscienza di Krsna. Alla fine del capitolo c' un verso molto bello e famoso che Srila Prabhupada menziona molto spesso, ha detto che  "la formula della pace"; l'ha chiamato la formula della pace, perch? Perch tutti devono agire in questo mondo nessuno pu smettere di agire. Purtroppo quando le azioni vengono fatte in modo cos scoordinato e irrazionale da tutti, ci sono degli scontri, ci sono delle incomprensioni; gli egoismi si scontrano, allora c' la guerra, c' il litigio, c' l'incomprensione, ma questo verso  un verso che si applica a coloro che agiscono in Coscienza di Krsna, ai devoti del Signore; Srila Prabhupada lo chiama "la formula della pace" cio il verso che contiene il segreto per far si che tutti agiscano armoniosamente, in questo mondo, per la soddisfazione del Signore.



VERSO 29

bhoktaram yajna-tapasam
 sarva-loka-mahesvaram
suhrdam sarva-bhutanam
 jnatva mam santim-rcchati

santim-rcchati, raggiungono la pace, saggi raggiungono la pace, ottengono la pace. Come? bhoktaram yajna-tapasam, dicendo di Me, vedendoMi come il beneficiario di tutti i sacrifici, yajna, sacrificio tapasam significa, austerit, sofferenza o sacrificio, anche gli sforzi che uno fa, i sacrifici che uno compie, bhoktaram, bhokta significa godimento, Io ne sono il beneficiario, Io sono Quello che ha il diritto di godere dei sacrifici che tutte le persone fanno. Chi Mi vede in questo modo, come beneficiario dei sacrifici, sarva-loka-mahesvaram, Mi vede anche come mahesvaram, il controllore Supremo, sarva-loka, di tutte le direzioni, di tutti i pianeti, tutte le citt, tutti i villaggi, tutte le case, tutti i corpi, sarva-loka, ogni destinazione, ogni luogo, che sia infinitesimale o microscopico, chi Mi vede come il Supremo controllore, perch? Perch Krsna  presente ovunque: (Brahma Samhita 5.35)

eko 'py asau racayitum jagad-anda-kotm
 yac-chantir asti jagad-anda-caya yad-antah
andantara-stha-paramanu-cayantara-stam
 govindam adi-purusam tam aham bhajami

E' presente ovunque, in ogni atomo, nell'universo intero; cio chi sa che sono presente ovunque e il Mio controllo, sarva-loka-mahesvaram, la persona che ha capito chi  che controlla le cose e che non c' niente al di fuori di Krsna e suhrdam sarva-bhutanam "Sono l'amico pi intimo di ogni essere vivente", l'amico pi intimo, suhrdam, l'amico del cuore. Se qualcuno vivesse con noi nel nostro cuore, penseremmo che  la persona che ci conosce meglio,  la persona pi intima; 
Krsna vive con noi nel cuore, suhrdam sarva-bhutanam, "Sono nel cuore di tutti", suhrdam sarva-bhutanam e perci sono l'amico del cuore di ogni essere vivente". 
Allora i saggi che conoscono e capiscono questo, ottengono la pace ottengono la pace, ottengono la tranquillit, perch? Perch tutte le loro azioni sono sempre in coscienza di Krsna, sempre per la soddisfazione di Krsna. Praticamente questo quinto capitolo d il segreto della Coscienza di Krsna. Il segreto della Coscienza di Krsna  che non esiste nulla al di fuori del Signore, non esiste nulla al di fuori di Krsna. 
Se si comprende questo, che non esiste nulla al di fuori di Krsna e che qualsiasi attivit che noi svolgiamo dobbiamo metterla in relazione a Krsna, perch se non lo facciamo, viviamo nell'illusione, siamo illusi, perci il segreto  capire che Krsna  tutto e qualsiasi attivit deve essere in qualche modo legata a Lui. Questo  il punto della Coscienza di Krsna. Agire in questa coscienza  agire in Coscienza di Krsna  la perfezione di ogni essere vivente.
Riepilogando questo capitolo Arjuna all'inizio  confuso, non capisce "devo agire in uno spirito di devozione in Coscienza di Krsna oppure devo elevarmi al di sopra dell'azione con la mia capacit speculativa, con la mia inattivit, con la mia contemplazione?". Krsna risponde che si, anche la meditazione, anche lo sviluppo della conoscenza, la coltivazione della conoscenza pu dare la liberazione dal condizionamento materiale, ma se agisci in uno spirito di devozione  meglio perch  pi naturale, ti situi, ti collochi immediatamente nella tua posizione naturale che  quella di servitore del Signore. Questa  la Coscienza di Krsna. Poi continua a descrivere, in questo capitolo, lo stato gioioso di chi  impegnato in Coscienza di Krsna, la condizione gioiosa e felice di una persona che  in mezzo a tante attivit a tante forme di contatto con i suoi sensi e i loro oggetti  al di sopra proprio come una foglia di loto al di sopra dello stagno, perch? Perch non c' peccato nella sua azione, non c' attivit peccaminosa, non c' il desiderio per il frutto dell'azione, si libera. Poi Krsna descrive che la condizione invece degli esseri normalmente  quella di essere soggiogati dal corpo, utilizzati, spinti dai loro sensi, perch il corpo  gestito da una natura che  la natura materiale, uno si trova in questa condizione, se per uno utilizza questo corpo, questa mente, questa intelligenza, prende rifugio in Krsna allora progredisce speditamente verso la liberazione, la sua visione cambia, vede tutti gli esseri viventi come facenti parte del Signore vede il Signore in ogni luogo, in ogni cuore, in ogni situazione, diventa libero dalla visione duale o dualistica della vita, vede che Krsna  dovunque o dappertutto, che Krsna  Tutto  in Krsna, praticamente e allora elimina la lussuria e la rabbia e presto si libera nel Supremo. Una volta che si libera nel Supremo, e consapevole che Krsna  il beneficiario di tutti i sacrifici,  il controllore di ogni sistema planetario,  l'amico intimo del cuore, e in questo modo si ha perfetta pace, la libert dal desiderio dell'esistenza e situati in servizio devozionale al Signore.










VI CAPITOLO

IL SANKHYA-YOGA
O JNANA-YOGA


Il sesto capitolo della Bhagavad-Gita tratta fondamentalmente dello yoga; jnana-yoga o astanga-yoga, cio del risultato della connessione con il Signore e del processo per riuscire a connettersi con il Signore. Inoltre chiarisce la differenza tra l'unirsi al Signore in devozione direttamente e invece il perseguire in processo meccanico di controllo della mente e dei sensi.
In questo capitolo, Krsna spiega che  necessario controllare mente e sensi per poter entrare in contatto con la Persona Suprema, con l'Assoluto e illustra ad Arjuna un mezzo per controllare mente e sensi.
All'inizio, il Signore, chiarisce ad Arjuna che la rinuncia ai frutti dell'azione e l'attivit devozionale cio il servire il Signore, sono la stessa cosa. Se voi ricordate, nel capitolo precedente, Krsna aveva concluso dicendo ad Arjuna di agire in uno spirito devozionale. "Karma-yoga, azione in Coscienza di Krsna" si chiamava il capitolo precedente.
Krsna aveva detto ad Arjuna: "Agisci in uno spirito di devozione". Adesso il Signore esordisce, in questo nuovo capitolo, dicendo che il vero sannyasi  colui che non rinuncia all'azione ma piuttosto s'impegna in attivit devozionali tese alla soddisfazione del Supremo, infatti il primo verso del capitolo :



VERSO 1

sri bhagavan uvaca
 anasritah karma-phalam
karyam karma karoti yah
 sa sannyasi ca yogi ca
na niragnir na cakryah

sri bhagavan uvaca, il Signore dice cos: "Colui che non  attaccato ai frutti dell'azione, anasritah karma-phalam, che non prende rifugio nei frutti dell'attivit, anasritah karma-phalam karyam karma karoti yah, e agisce perch  suo dovere agire, sa che deve agire, che deve svolgere qualche azione, perci lo fa come dovere, quella persona, dice Krsna,  un sannyasi,  una persona nell'ordine di rinuncia,  veramente rinunciato, sa sannyasi ca yogi ca ed  uno yogi, na niragnir na cakryah, non quella persona che non accende il fuoco e che non compie alcuna attivit.
Il sannyasi, come inteso in modo ortodosso in India,  una persona che rinuncia all'azione, una persona che si ritira dalla vita sociale, che non fa pi nulla e fondamentalmente non accende il fuoco, per fuoco s'intende il fuoco del sacrificio; ogni cosa che uno fa dovrebbe essere fatta come sacrificio, come un'offerta.
Quando uno mangia, accende un fuoco! Cucina del cibo e poi lo offre in sacrificio, lo offre, c' l'offerta! 
Un sannyasi non dovrebbe neanche fare questo, dovrebbe soltanto elemosinare, non dovrebbe fare nulla e tanto meno compiere attivit di carattere sociale,  morto socialmente, un sannyasi  una persona che non esiste pi per la societ nel senso ortodosso o come comunemente  inteso, ma Krsna dice: "Quello per Me non  il vero sannyasi, il vero sannyasi  quella persona che agisce, che accende il fuoco, che compie svariate attivit ma lo fa in spirito di servizio a Me", cio indica chi  la vera persona nell'ordine di rinuncia. Chiarisce questo ad Arjuna perch non vuole che Arjuna pensi che l'unione col Supremo e la rinuncia siano due situazioni diverse, siano cose che non vanno d'accordo, anzi, vuole che Arjuna pensi invece che: se veramente voglio arrivare al Supremo, voglio contattare il Signore, devo rinunciare ai frutti dell'azione. Questa  vera rinuncia, rinunciare al desiderio dei frutti dell'azione e che se veramente rinuncio al desiderio dei frutti dell'azione allora raggiungo il Supremo; questo  ci che Krsna vuole Arjuna pensi, perci esordisce dicendogli che non c' differenza tra la rinuncia e l'attaccamento al Signore, l'attaccamento a Krsna, non c' differenza, una persona veramente rinunciata  una persona attaccata a Krsna e una persona attaccata a Krsna  una persona veramente rinunciata. Questo  il primo punto che Lui fa, poi gli spiega, sempre in questo sesto capitolo, qual  la posizione di una persona che ha raggiunto questa meta, cio che vede gli oggetti dei sensi, vede questo mondo non pi con cupidigia, con attaccamento, con desiderio intenso di goderli gli oggetti dei sensi, ma piuttosto  riuscito a distaccarsi, ad avere una relazione di distacco, neutra, non solo  riuscito a controllare le spinte dei sensi e della mente. Krsna spiega ad Arjuna qual  la condizione di una persona che ha raggiunto questa meta; gli dice in primo luogo:



VERSO 6

bhandur atmatmanas tasya
 yenatmaivatmana jitah
anatmanas tu satrutve
vartetatmaiva satruvat

Gli dice: "Uno deve rendersi amica la mente". Questa  la condizione di colui che  riuscito a vincere la spinta e il legame con gli oggetti dei sensi, uno deve riuscire a rendersi amica la mente. La mente pu essere  la migliore amica per colui che  riuscito a controllarla, ma per chi non  riuscito a controllarla diventa la peggiore nemica; per cui la persona che riesce "veramente" a controllare la propria mente raggiunge una coscienza superiore, chi invece non riesce "in realt" a controllare la mente rimane a un livello di coscienza inferiore.
Cosa significa livello di coscienza inferiore? Significa che i propri sensi gli detteranno cosa deve fare, gli diranno cosa deve fare. I sensi gli diranno: prendi questo, guarda quest'altro, desidera questo, fai di tutto per ottenere questo qui, ecc., forme, odori, sensazioni tattili. I sensi spingeranno e la mente sar trascinata da questi sensi nella ricerca del piacere; questo  un livello di coscienza inferiore, mentre il livello di coscienza superiore  quello,



VERSO 7

jitatmanah prasantasya
 paramatma samahitah
sitosna-sukha-duhkhesu
 tatha manapamanayoh



Significa che per una persona che  riuscita a controllare la mente, c' stato il raggiungimento dell'Anima Suprema. Nel cuore ci sono due anime: la nostra anima individuale, noi come individuo, e l'Anima Suprema cio il Signore. Entrambe le anime convivono nel cuore, solo che l'anima individuale ricerca i frutti dell'azione cio ricerca il godimento degli oggetti dei sensi, l'Anima Suprema, no.
Quando l'anima individuale smette di cercare questa gratificazione dei sensi ma si volge verso l'Anima Suprema, allora ha ottenuto un livello di coscienza superiore, ma per far questo deve controllare la propria mente e i propri sensi, non deve lasciarsi trasportare, allora, chi  riuscito, ha raggiunto l'Anima Suprema. Raggiungere l'Anima Suprema significa lasciarsi guidare dall'Anima Suprema nel corso della propria esistenza, jitatmanah prasantasya,  diventato pacifico, tranquillo, perch? paramatma samahitah, perch ha trovato chi lo pu guidare perfettamente in tutte le fasi della sua vita.
Se uno si  reso conto di essere stato trascinato, sempre, dai propri sensi e dalla propria mente, di non aver avuto mai la possibilit di controllare il corso della propria esistenza; ha creduto di riuscire a controllare le cose! Ha creduto che raggiungendo quell'oggetto, o quell'altro oggetto, o quella persona, o quel luogo, avrebbe ottenuto la felicit! Ha creduto tutto questo, poi si  reso conto che non era cos! Quando questa persona s rende conto invece che qualcuno pu guidarlo o darle una direzione secondo la quale "non sbaglier, non incapper in ostacoli insormontabili, non trover frustrazione e difficolt nella mia vita", quando si rende conto di aver trovato questo,  molto quieto,  molto tranquillo. E' come se uno fosse in un labirinto e trova il filo di Arianna, sapete, c'era il labirinto di Knosse dove c'era il mostro Minotauro, Teseo era dentro e c'era questa Arianna fuori che gli tendeva il filo, il filo di Arianna significa, filo per uscire fuori dal labirinto. Quando ti rendi conto che hai la traccia per uscire da questo labirinto di perplessit dell'esistenza materiale, ti senti tranquillo e questa  la situazione di uno che ha controllato la mente.
Cio, l'Anima Suprema  con noi e vuole guidarci,  nel nostro cuore, ma fino a quando la nostra mente  turbolenta, i nostri sensi chiedono la nostra attenzione costante, non riusciamo ad ascoltare ci che dice, non riusciamo a seguire le direzioni che ci d; quando invece la mente  controllata, i sensi sono controllati e seguiamo l'Anima Suprema allora quelle difficolt che prima ci opprimevano e quelle forme di felicit che prima ci esaltavano, acquisiscono un valore pi superficiale. Cio, se prima un momento di felicit ci sembrava il raggiungimento del successo della vita e una situazione dolorosa ci sembrava la disfatta totale perch non sapevamo dove stavamo andando, che direzione dovevamo prendere, se prima era cos, adesso che sappiamo che direzione dobbiamo prendere, qual  la nostra strada, anche se c' un ostacolo e anche se c' una soddisfazione momentanea, non ci interessano molto, non basiamo tutta la nostra vita su queste manifestazioni effimere di dolore e di gioia, per cui:

sitosna-sukha-duhkhesu
tatha manapamanayoh

cio acquisiamo un equilibrio, acquisiamo un equilibrio stabile, cio, il nostro equilibrio, la nostra salvezza psicologica nell'esistenza, la troviamo quando troviamo la guida certa e sicura dell'Anima Suprema, quando la nostra mente e i nostri sensi sono controllati. Questo  quello che Krsna sta dicendo ad Arjuna. Poi gli descrive un metodo come riuscire a controllare la mente e i sensi. Questo metodo che il Signore sta descrivendo,  un metodo difficile, si chiama astanga-yoga,  un metodo difficile, poi capiremo perch il Signore lo descrive ad Arjuna.
Allora, che metodo descrive? Parleremo poi. Perch lo descrive se  un metodo difficile? Perch non dice praticamente subito ci che va fatto? Lo spiegheremo alla fine.
Comunque il metodo consiste in questo: uno deve andare in un luogo tranquillo, solitario, prendere dell'erba kusa che  una erba fatta apposta per i rituali vedici, fare un asana cio una specie di materassino d'erba, come una stuoia di erba, poi coprirla con una pelle di daino perch la pelle di daino respinge i serpenti, Poi sedersi sopra. Deve andare per in un luogo solitario, Krsna dice, in una foresta, non deve farlo nel terzo piano a via Musei o a non so, con il telefono, con il pacchetto di sigarette sul tavolo, ecc., no, deve andare proprio in una foresta e deve sedersi tenendo gli occhi ne troppo aperti, ne troppo chiusi, perch troppo chiusi uno si addormenta, troppo aperti uno guarda tutto quello che c' intorno, ogni foglia che si muove, ecc., no. 
Gli occhi devono essere a mezz'asta, come si dice, semiaperti, deve fissare un punto, deve essere libero dal desiderio sessuale, libero dalla paura. Il desiderio sessuale  il problema pi grande che tutti gli esseri viventi hanno,  quello che coinvolge di pi i sensi e la mente, se uno dovesse fare il bilancio nella propria vita di quali pensieri o desideri ha coltivato di pi probabilmente arriverebbe nel bilancio finale col desiderio sessuale o pensieri amorosi o sessuali che dir si voglia, sono quelli che hanno determinato maggiormente il corso del suo sviluppo mentale, psicologico. Uno deve essere libero da quel desiderio, deve anche essere libero dalla paura, abhay, non deve andare nella foresta e dire: "Magari adesso rimango qui, magari viene una tigre, magari viene un cobra, viene questo o quell'altro". Krsna parlava ad Arjuna in India, in Himalaya ci sono tigri, ci sono cobra, ci sono tanti animali diversi. Una volta in Bengala chiesi: "Ma quell'insetto  velenoso?" mi risposero: "Qui tutto  velenoso, tutto  velenoso", era una specie di rospo-serpente che camminava, non si capiva bene. Allora Krsna dice: "Uno non deve avere paura", devi stare l, non devi aprire gli occhi e aguzzare la vista appena si muove una foglia e vedere cosa c', cosa c', un serpente l dietro? Cosa c', una tarantola? Cosa c', uno scorpione? Cosa c', forse una tigre o forse un, no! Devi stare tranquillo e avere fede nel processo yogico e nell'Anima Suprema. Il punto fondamentale  questo: uno non pu fare yoga come "show", non pu ostentare una pratica di yoga solo per ottenere dei benefici fisici, che  quello che un pochettino va avanti ai nostri giorni;  stata volgarizzata questa pratica dello yoga, hatha-yoga viene chiamato e in effetti  lo yoga di Patanjali, lo yoga in otto fasi.
Krsna lo spiega bene questo yoga in otto fasi, dice che uno fondamentalmente deve cominciare con gli asana ma poi deve arrivare a un punto tale di concentrazione per cui la mente  completamente assorta nella pratica dello yoga, non pu farlo quattro o cinque ore al giorno come una cosa a fine settimana in una palestra, questo non  accettato dal Signore, la sua mente deve diventare, dice Krsna, come una fiamma che non vacilla in nessuna circostanza, perch facendo questo e controllando tutte le arie vitali che si muovono nel corpo, controllando la mente e i sensi con grande sforzo, alla fine lo yogi deve arrivare a purificare la mente e attraverso la mente purificata vedere la sua vera identit, il suo vero se, arrivare per ci in uno stato di gioia chiamato il brahma-bhutah, arrivare a uno stato di gioia e di felicit nella quale lui gode eternamente.
Non ha pi il desiderio "Ho fatto queste tre ore di yoga, adesso vado a dirlo alla mia ragazza, oppure vado a farmi un gelato alla cremeria Brescia-centro", no, non ha pi quel desiderio l! E' completamente soddisfatto in se stesso, non solo, Krsna spiega anche, che appunto  molto rigida, molto dura, che richiede un assoluto celibato, brahmacari, con questa pratica, uno arriva addirittura a vedere il Signore presente in tutti gli esseri e tutti gli esseri presenti nel Signore; questo dice Krsna. Questo  il risultato della pratica di yoga. Krsna descrive minuziosamente e Arjuna ascolta.
Sto andando abbastanza velocemente altrimenti ci vorrebbero tante lezioni per spiegare questo punto.
Il punto  che Krsna dice ad Arjuna che "lo yoga" significa vedere Lui in ogni essere e ogni essere in Lui; cio uno deve arrivare a questo tipo di samadhi o di concentrazione. Yoga non significa ottenere qualche beneficio fisico o qualche forma di potere mistico, yoga significa unirsi a Lui e questo metodo che Lui sta descrivendo  un metodo difficile perch consiste nel forzare la propria mente e i propri sensi a un equilibrio attraverso grandi austerit e prove di sacrificio tanto che alla fine Arjuna quando ha ascoltato questa descrizione del sistema di yoga datagli da Krsna, dice: "Krsna, secondo me, questo  inattuabile"

cancalam hi manah krsna
 pramathi balavad drdham

"Krsna, la mente  cos instabile, cancalam,  cos instabile che controllarla mi sembra pi difficile che controllare il vento". La mente  pazza praticamente, pramathi balavad drdham,  pazza ed  molto forte, balavad drdham,  molto molto forte, alla fine dice:

vayor iva suduskaram

"E' pi facile controllare il vento", controllare il vento che gira, che controllare la mente perch la mente ha una forza, quando vuole pensare a qualcosa o a qualcuno o a una situazione,  molto difficile tirarla indietro. Avete tutti questa esperienza. 
Quando c' un pensiero che vi assilla e dite: "Basta, non voglio pi pensare a questa cosa qui, sono stufo!", addirittura uno  "stufo" di pensare a quella cosa, non vuole pi pensarci, ma il pensiero ritorna. Succede! Penso che succeda a tutti, perch la mente  molto forte, balavad drdham.
Arjuna sta facendo un punto molto, molto pratico: "Krsna, io devo controllare la mia mente per arrivare al successo, attraverso questo sistema che Tu hai menzionato, per come faccio? Io non ce la faccio a mettermi l, seduto e bloccare i miei sensi, imporre ai miei sensi di non agire, stare con gli occhi semichiusi, tutti i pensieri che affollano la mia mente, ecc., io non ce la faccio, mi rimane molto, molto, molto difficile, io non credo che riuscirei a mantenere la mia mente stabile in equilibrio mentale con questa pratica, non ce la farei".
Allora Krsna a questo punto che Arjuna porta, replica:

sri bhagavan uvaca
asamsayam maha baho
 mano durnigraham calam

"Senza dubbio, asamsayam maha baho, si chiama maha baho, una persona che  molto potente ed  Arjuna, asamsayam maha baho mano durnigraham calam,  molto difficile controllare la mente, per dice Krsna

abhyasena tu kaunteya
 vairagyena ca grhyate

si riesce, ci si pu riuscire attraverso la pratica e il distacco". Krsna chiarir in seguito cosa intende per "pratica". Per pratica, intende che uno pratichi il servizio di devozione a Lui, cio la pratica migliore  il canto del Santo Nome del Signore, perch questa pratica  semplice ed  attuabile anche in questa era in cui la mente  cos tanto disturbata, perch questa  un'era in cui la mente  molto disturbata, ci sono anche oggettivamente tante cause di disturbo, le citt sono degli agglomerati di disturbi per la mente: l'atmosfera, l'aria, i modi di parlare, comportarsi della gente, tutto  diventato causa di disturbo per la mente. Questo  il Kali-yuga, perci il praticare il canto del Santo Nome  la cosa pi semplice. Uno pu praticare il canto del Santo Nome ovunque si trovi, in qualsiasi circostanza per cui  una pratica che pu diventare costante, mentre quanto puoi praticare il metterti seduto e tentare di controllare la tua mente "cos" facendola diventare "vuota" tra virgolette perch la mente vuota completamente non lo  mai, quanto puoi farlo? Devi sopravvivere, devi andare a lavorare e poi, ci sono delle foreste qui vicino? Dei boschi? Cosa c'? I monti?
- "C' la Maddalena, ma  affollata".
Appunto! Uno dice: "Vado alla Maddalena, mi metto in posizione", quanto ci rimani? Un giorno, due giorni, cinque giorni, dovrai mangiare! Pensi di controllare la mente? Quando viene la fame riesci a controllare la mente e non farti prendere dalla fame o dalla sete, o da, pensi veramente di riuscirci? Riuscire  difficile! Se vuoi fare quel tipo di yoga, devi farlo un'ora al giorno, se riesci, due ore al giorno, due ore la settimana, nei casi migliori un'ora, due ore al giorno, ma Krsna dice che devi essere costante, non puoi metterti a meditare un'ora o due e poi fare tante altre cose nelle rimanenti ventidue ore. Non guadagni niente! La pratica deve essere costante, altrimenti tenti di svuotare la mente per due ore, poi nelle altre ventidue ore la mente ti si riempie di nuovo, non ha senso; mentre il canto dell'Hare Krsna Mantra, Lo puoi portare avanti ovunque, puoi pensare a Krsna in qualsiasi circostanza o leggere un libro o cantare il Suo Santo Nome o ascoltare qualche cosa o ricordarLo, tanti modi per essere in contatto con Krsna, specialmente il canto del Santo Nome  consigliato.
Comunque Krsna dice che, abhyasena, pratica e distacco, cio se tu riesci a mantenere un'attitudine di distacco nella tua mente, la tua mente non ti ossessiona. Srila Prabhupada disse una volta: "Il segreto per vincere la mente,  trascurarla", quando diventa ossessionante la devi trascurare, l'aveva paragonata a una moglie petulante, insiste, insiste, insiste, alla fine arrivi che non, allora, la trascuri e vivi tranquillo o un marito petulante, si dice moglie petulante, ma pu essere anche un marito, a volte petulante. Ma come fa' uno a trascurare con tranquillit? Cio come fa uno ad avere un'attitudine di distacco?
Pu averla se sta trovando soddisfazione nella sua relazione con Krsna, cio se la sua pratica devozionale lo sta' rendendo soddisfatto, allora  automatico il suo distacco nei confronti delle attivit ordinarie della mente,  automatico, come se uno sta' mangiando qualcosa di molto gustoso, automaticamente  distaccato dalle considerazioni se prendere qualcosa che invece non  per nulla gustoso o attraente, paresanubhuti si chiama, bhaktih paresanubhavo viraktir anyatra ca (S.B. 11.2.42) cio, nel momento in cui uno  impegnato in attivit di servizio devozionale, tutte queste considerazioni ordinarie che la mente spinge sempre, su questo, su quell'altro, sulle situazioni esteriori del corpo o dei sentimenti o del sesso, ecc. o tante altre cose, passano in secondo piano, cio non sono pi cos predominanti, c' un distacco naturale.
Questo  quello che Krsna sta' dicendo. Arjuna ha compreso ma vuole capire da Krsna una cosa, dice: "Va bene, uno si pu impegnare allora nella pratica e sviluppare distacco, ma poich  un processo difficile questo qui, (non dimenticate che Krsna ha menzionato un processo di yoga abbastanza difficile per controllare la mente, quello dell'astanga-yoga) cosa succede se uno intraprende questa via e poi non ce la fa'? Prova, per per debolezza cade; cosa succede? Non sar che finisce come una nuvola trasportata dal vento?".
Ogni tanto appare una nuvola nel cielo, poi viene un colpo di vento e la nuvola va via e non si sa dove  andata. Arjuna chiede: "Che fine fa' quello spiritualista?". Ha tentato di controllare la mente e i sensi, la mente, abbiamo detto,  molto difficile da controllare! Si  impegnato in una pratica yogica e ha tentato di rimanere distaccato, per non ce l'ha fatta, dove va a finire? Dove la ritroviamo quella persona?
Krsna risponde dicendo che se una persona, uno yoga cade dalla sua posizione devozionale e bisogna capire bene una cosa, che  molto pi facile cadere da una pratica yogica meccanica che da una pratica devozionale, cio il sistema che ha enunciato Krsna  pi difficile ma  pi difficile non solo per le difficolt oggettive che bisogna affrontare, cio la pelle di daino, lo stare l, freddo, caldo, in una situazione difficile, non solo, ma anche perch  un'attivit meccanica. Quando tu fai qualcosa meccanicamente, se fai un errore perdi tutto quello che hai fatto, invece con una pratica devozionale, cio se la tua pratica di yoga  una pratica devozionale, Krsna lo spiegher fra un pochino, allora si instaura una relazione d'amore con il Signore, con l'Oggetto, con il Traguardo della tua ricerca, della tua austerit, si instaura una relazione d'amore, allora quando c' una relazione d'amore e di affetto anche se uno fa' un errore non viene cancellato dalla banca mnemonica della persona con la quale ha una relazione, giusto? Se una relazione  puramente meccanica se uno fa un errore,  finito  come se tu hai una relazione con un computer, fai un errore, devi ricominciare praticamente, non puoi dire: "Ma guarda ho digitato su di te per tanto tempo, un attimino di comprensione! No!?", no, perch  una pratica meccanica, non puoi chiedergli, ma se tu hai una relazione con una persona, anche se fai un errore puoi dire: "Ma in virt della nostra relazione, sii comprensivo!". E questo  proprio ci che succede. Krsna dice,  implicita nella Sua dichiarazione che se una persona si dedica con uno spirito devozionale nella pratica che fa', se  agli albori della pratica yogica allora Krsna dice: "Non ce la fa' in quella vita, abbandona, se ne va' perch si sente debole, non vuole pi andare avanti, rinascer nei pianeti superiori", dice Krsna. Nei pianeti superiori dove si vive una vita di godimento per migliaia e migliaia di anni. Perch uno cade dalla pratica yogica? Perch non se la sente di dedicarsi completamente al servizio della Verit Assoluta e vuole ancora godere un po', uno non cade perch vuole soffrire un po', ma perch vuole godere un po', allora Krsna premia, dice: "Va bene, lui ha cominciato, lo mandiamo nei pianeti superiori a godere una vita paradisiaca per un cento periodo di tempo". Dopo rinasce in una famiglia aristocratica o di brahmana, una famiglia dove non debba avere troppi problemi di sopravvivenza, come  nato, ad esempio, Siddhanta Gosvami.
Se uno nasce in un igloo e all'et di cinque anni deve procurarsi la foca da mordere per sopravvivere  oggettivamente una situazione pi difficile o nasce in Biafra e rischia una cirrosi epatica quando ha due anni. Ecco, noi siamo tutti qui stasera perch abbiamo avuto una nascita, anche se non nelle famiglie pi aristocratiche o famiglie brahminiche, per una nascita che ci ha permesso almeno di imparare a leggere e a scrivere, di dialogare, di interessarci perci a certe forme di ricerca interiore per cui abbiamo la possibilit di riunirci qui a parlare; questo, dice Krsna, avviene per colui che agli albori della pratica devozionale cade, non c' la fa', ma se uno  molto avanzato nella pratica yogica, nello sviluppo della sua coscienza, se questa persona cade, allora nasce in una famiglia di devoti e Krsna dice: "E tale nascita  molto rara,  molto rara ed  molto fortunata". Perch? Perch se uno nasce in una famiglia di devoti, fin dalla pi tenera et pu iniziare il processo del servizio devozionale e Prabhupada parla anche di se stesso e del suo maestro spirituale, dice che loro, entrambi, hanno avuto questa fortuna, sono nati in una famiglia di devoti dove fin da bambini si parlava di Krsna e s'indirizzava il bambino a servire Krsna. Il pap di Prabhupada pregava che lui fosse un servitore di Radharani, un devoto di Radharani fin da quando  nato; lo ha chiamato Abhay Charan De, colui che non ha paura perch ha preso rifugio ai piedi di Krsna. I nostri genitori non si sognavano di dare un nome cos neanche lontanamente. Allora, una nascita di questo genere  una grande fortuna, e questa nascita  appannaggio di coloro che hanno gi fatto un grande avanzamento nella vita spirituale per cui non c' tyaktva sva-dharmam caranambujam harer (S.B. 1.5.17) dice Krsna "Non c' nessun pericolo per colui che s'impegna nel servizio devozionale". Cio una persona che intraprende la via del servizio devozionale al Signore, non perde nulla anche se poi non ce la fa', non ha perso nulla, mentre chi svolge tutti i suoi doveri prescritti con diligenza, con perizia, ecc., ma non sviluppa una relazione con Dio, allora, non ha niente nella vita perch poi lascia il proprio corpo e ne prende un altro, per cui Krsna rassicura Arjuna, dir nel prossimo verso che uno yogi  superiore a un karmi, a un jnani, karmi  una persona che agisce per avere il frutto delle proprie azioni; karma-yogi  una persona  una persona che agisce ancora, svolge delle attivit ma vuole offrire i frutti dell'azione a Dio; questo  l'inizio della vita spirituale. Quando questa persona si  abituata a offrire i frutti dell'azione a Dio, sviluppa un po' di distacco e di conoscenza, allora diventa un jnani, quando lui usa questa conoscenza per cercare di conoscere Dio, si chiama jnana-yogi, quando questo jnana-yogi aggiunge un processo meditativo agli esercizi fisici (le posizioni, il controllo del respiro, ecc. che abbiamo detto prima) allora diventa uno astanga-yogi o hatha-yogi  superiore, per a questi tre stadi che sono come dei gradini su una scala, Krsna dice, c' un gradino superiore che  la fine della scala,  quello del Bhakta-yoga, del yogi che  devoto, "Lui  superiore a tutti" dice Krsna. Infatti l'ultimo verso di questo capitolo :



VERSO 47

yoginam api sarvesam
 mad-gatenantaratmana
sraddhavan bhajate yo mam
 sa me yuktatamo matah

Krsna dice: "Fra tutti gli yogi", cio che sia uno che predilige il modo di offrire i risultati al Signore, uno che predilige il modo di usare la sua speculazione intellettuale per comprendere la natura del Signore, un altro che predilige la meditazione, la concentrazione, la contemplazione o esercizi fisici "fra tutti questi yogi, yoginam api sarvesam, fra tutti loro, mad-gatenantaratmana, colui che vede in Me il suo vero e unico rifugio e prende rifugio in Me completamente, sraddhavan bhajate yo mam, che  pienamente fiducioso nei Miei confronti cio ha totale fede in Me, si abbandona completamente. Quella persona  il migliore tra gli yogi". Cio il bhakta, il devoto  il migliore tra i migliori. Krsna qui chiarisce il traguardo dello yogi, cio il prendere rifugio completamente in Lui.
Questa  la conclusione di questo capitolo, cio qui Krsna sta' svelando ad Arjuna: "Si, ti ho spiegato un metodo meccanico,  quello di prendere rifugio in Me, di diventare Mio devoto, per cui se tu diventi direttamente Mio devoto non hai bisogno di sottoporti a grandi austerit o situazioni meccaniche di progresso ma sviluppi con Me una relazione devozionale e in virt di questa relazione devozionale tu avanzi, la tua mente viene automaticamente sotto controllo, Io ti do direzioni nella vita, ti aiuto a uscire dal labirinto delle perplessit materiali, ti do il distacco, questa pratica  molto migliore, la pratica della bhakti, perch ha a che fare con la tendenza naturale dell'anima che  quella di amare il Signore, non implica un'azione sulla propria mente, sui propri sensi, puoi continuare ad agire, puoi continuare a svolgere diverse attivit, ma "fai di Me il tuo rifugio supremo, cio abbandonati completamente a Me".
Quella persona che fa cos, ha capito cos' lo yoga e Krsna ha detto che  il migliore tra gli yogi "la persona che  connessa a Me intimamente, pi intimamente legata a Me".
Perci arriviamo alla conclusione. Krsna ha spiegato questo sistema pi difficile jnana-yoga o astanga-yoga, l'ha spiegato per fare capire qual  la differenza tra il dedicarsi a un processo meccanico e invece dedicarsi a un processo devozionale diretto, di relazione diretta con Lui, perch per far capire quanto una cosa  valida, qualche volta bisogna fare dei paragoni, no?! Ti offro questa cosa qui,  ottima! Uno pu non capire molto bene il perch. E' ottima perch paragonandola a quest'altra guarda quanto  meglio! Fai il paragone, e capisci la differenza. Il punto  che Krsna ha chiarito ad Arjuna la super-eccellenza del servizio devozionale, della pratica del bhakti-yoga e per farlo ha dovuto illustrare che cos' un metodo meccanico. Questo  il sesto capitolo della Bhagavad-Gita.
In riassunto brevissimamente, Krsna ha detto che: Non c' differenza tra una persona che rinuncia e una persona che  attaccata a Lui perch se una persona vuole considerarsi veramente rinunciata deve essere attaccata a Lui e se una persona vuole veramente essere attaccata a Lui deve essere rinunciata, per cui  un sinonimo "rinuncia e attaccamento" al Signore:
In pi ha detto che  necessario controllare la mente e i sensi per poter essere veramente attaccati a Lui, perch quando uno controlla la mente e i sensi, entrano in contatto con l'Anima Suprema e ottiene la guida e la sicurezza necessaria per superare i dolori e la felicit materiali.
Poi il Signore ha spiegato come controllare la mente e i sensi attraverso il sistema del jnana-yoga o astanga-yoga un metodo meccanico, ma ha anche chiarito che questo metodo ha come "essenza" quello di concentrarsi su di Lui. Qualcuno ce la fa' anche con questo metodo meccanico ma in questa et di Kali  molto, molto difficile,  un metodo difficile, ci sono molte austerit e l'essenza alla fine  la stessa, quella di concentrarsi su di Lui e sviluppare amore per Lui. Astanga significa concentrazione, meditazione e gli esercizi fisici tendono a dare direzione alla mente verso Krsna. Quando uno arriva a trovare Krsna, cosa fa? Deve sviluppare amore per Lui, devozione per Lui, per cui il fine  lo stesso. Chiarisce anche che cosa significa "vero yoga" cio qual  la differenza tra uno yoga finto e uno yoga vero, su questo Prabhupada fa una spiegazione.
Dopo Arjuna dice: "Si, per questo metodo che Tu mi insegni, mi sembra difficile da praticare, la mente  pi difficile da controllare del vento". Krsna dice: "Si, ma fallo con la pratica e il distacco".
Pratica devozionale  la migliore, il canto del Santo Nome del Signore, il distacco viene automaticamente quando hai un certo gusto superiore. Arjuna poi chiede: "Cosa succede se intraprendo questo cammino e poi mi fermo a un certo punto?"
Krsna risponde: "Se ti fermi agli albori, rinasci nei pianeti superiori e poi vieni di nuovo in una famiglia elevata materialmente che ti pu dare la possibilit di continuare subito il tuo progresso devozionale; ma se eri molto avanzato spiritualmente vai in una famiglia di devoti e diventi subito attratto dalle cose devozionali".
Il sintomo che uno era un devoto nelle vite precedenti  che appena sente parlare di Krsna o vede i devoti,  subito attratto, non  tanto attratto dai riti formali religiosi, no, le religioni costituite, ma  attratto subito dal principio dell'attaccamento al Signore che  l'essenza dello yoga, l'essenza della religione, che  il significato vero della religione, significa che nella vita precedente uno ha svolto servizio devozionale o di progresso yogico.
Poi Krsna alla fine, dice che fra tutti i tipi di persone che ricercano il progresso spirituale: Karma-yogi, jnana-yogi, astanga-yogi, il bhakti-yogi cio la persona che Lo ricerca attraverso una relazione di servizio devozionale e d'amore con Dio, quella persona  la pi alta di tutte perch Krsna la considera intimamente legata a Lui perci  il pi protetto.
Quando Krsna pensa: "Questa persona  intimamente legata a Me", allora sei protetto. Krsna non  un computer, ma  una Persona. Questo  il sesto capitolo della Bhagavad-Gita.







VII CAPITOLO

LA CONOSCENZA DELL'ASSOLUTO


Siamo al settimo capitolo della Bhagavad-Gita, abbiamo perci gi trattato i primi sei capitoli. Nei primi sei capitoli il Signore ha trattato dell'anima e del modo in cui un essere vivente pu riconoscersi come anima spirituale attraverso diversi metodi di yoga, come pu ricondurre se stesso alla sua natura originale.
Adesso, nei nuovi capitoli, il Signore approfondir cos' la natura spirituale, la Sua stessa natura e la relazione che Lo unisce all'anima, cio entriamo nella seconda fase della Bhagavad-Gita.
In questo capitolo, il Signore inizia dando ad Arjuna conoscenza di Se stesso e gli dice che conoscendo Lui tutto sar conosciuto, cio Arjuna potr conoscere tutto. Gli dice anche che poche persone si dedicano veramente alla ricerca spirituale. "Raro  colui che riesce ad arrivare a Me" dice Krsna.
Poi spiega ad Arjuna che esistono diversi elementi materiali in questo mondo, che l'anima  l'elemento fondamentale di questo mondo e che sia gli Alimenti materiali che l'anima, hanno una relazione con lui. Lui  l'origine di entrambi, Lui  il sostegno di tutto.
Krsna continua a spiegare, ad Arjuna, che per la maggior parte delle persone l'influenza della natura materiale condiziona l'anima, hanno una relazione con Lui. Lui  l'origine di entrambi, Lui  il sostegno di tutto. 
Krsna continua a spiegare, ad Arjuna, che per la maggior parte delle persone l'influenza della natura materiale condiziona l'anima. Questo mondo  composto da elementi materiali e dalle anime, tutti sono in relazione a Lui, per le anime sono sottoposte al dominio di questa natura materiale, sono illuse da questa natura materiale e poich sono illuse, fanno fatica ad uscirne, molta fatica; infatti ci sono, dice Krsna ad Arjuna, quattro tipi di persone che non si arrendono a Lui e quattro tipi di persone che invece si arrendono a Lui. Quattro tipi di non devoti e quattro tipi di devoti. E alla fine, spiega che, tra coloro che si avvicinano a Lui che  il devoto pi glorioso e come riesce ad arrivare a quel punto di gloria, a quel traguardo glorioso, Krsna spiega ad Arjuna. Sto dando un riassunto del capitolo. Dopo spiega che la maggior parte della gente, proprio perch non arriva a questo traguardo, si dedica al culto di altre personalit, di esseri celesti o si dedica alla meditazione su qualcosa di impersonale, ma la loro posizione  molto precaria.
Poi, alla fine, Krsna spiega, che il puro devoto del Signore  la persona che conosce Krsna e questo lo pone in una posizione completamente diversa da quella degli altri. Lui spiega cosa sperimenta una persona che  arrivata a conoscerLo.
Questo  il settimo capitolo della Bhagavad-Gita, che si chiama "Conoscenza dell'Assoluto", Assoluto cio  praticamente "Conoscenza di Krsna". Questa  stato un breve riassunto iniziale.
Allora, tornando a noi, abbiamo detto Krsna all'inizio dice ad Arjuna: "Ti spiegher questa conoscenza che praticamente ti dar modo di conoscere tutto, conoscenza di Me". 
Esordisce il Signore dicendo:



VERSO 1

sri bhagavan uvaca
mayy asakta-manah partha
yogam yunjan mad-asrayah
asamsayam samagram mam
yatha jnasyasi rac chrnu

Questo significa, mayy asakta-manah partha, se la tua mente  completamente attaccata a Me, tu potrai conoscerMi senza dubbio, cio praticando lo yoga con la mente completamente concentrata su di Me, tu potrai conoscerMi al di l di ogni dubbio, dice Krsna.
Sta dando il sistema, il modo, il metodo per arrivare a conoscerLo e gli dice: "Ti dar ora conoscenza del mondo fenomenico, del fenomeno e del nuomeno, cio della causa e dell'effetto, ti dar conoscenza perfetta. Quando avrai avuto questa conoscenza, non ci sar pi nulla altro che dovrai conoscere".
Praticamente Krsna sta dicendo che "Se tu conosci Me, null'altro hai da conoscere", Krsna  l'origine di ogni cosa.

isvarah paramah krsnah sac-cid-ananda-vigrahah
anadir adir govindah sarva-karana-karanam
(B.S. 5.1)

E' la causa di tutte le cause. Quando uno arriva a conoscere la causa di tutte le cause, ogni altra cosa  conosciuta perch la conoscenza delle cause secondarie o degli effetti,  consecutiva, consequenziale alla conoscenza della "causa prima".
Uno non pu conoscere le cose nel loro vero aspetto se non conosce la causa,  come se qualcuno dicesse di conoscerti ma non sa chi sono i tuoi genitori, non sa chi  la tua famiglia, non conosce il luogo dal quale provieni, non conosce nulla della tua provenienza, non ti pu conoscere veramente bene! Allora, quando si conosce l'origine ultima di ogni cosa allora anche le cose che si conoscono in modo perfetto, altrimenti la conoscenza  errata, erronea, per questo Krsna dice: "Io sono l'origine di ogni cosa e ti sto dando conoscenza perfetta". Per, come abbiamo gi menzionato, dice:



VERSO 3

manusyanam sahasresu
 kascid yatati siddhaye
yatatam api siddhanam
 kascin mam vetti tattvatah

"Tra migliaia e migliaia di uomini solo una persona arriva alla perfezione" cio, Krsna intende dire che tra migliaia di uomini che vivono in questo mondo, che lavorano, che si danno da fare, poche sono interessate alla realizzazione spirituale e anche tra coloro che sono interessate alla realizzazione spirituale, chi la prende seriamente? E' abbastanza rara una persona del genere!
E inoltre dice: "Anche tra coloro che la prendono seriamente, la realizzazione spirituale, e arrivano a capire di essere diversi dalla materia, di essere esseri spirituali e non materia, anche tra queste persone,  raro chi conosce Me". Cio, anche se uno arriva a capire, io sono un essere spirituale, non ho niente a che fare con questo corpo, il corpo muore, i corpi degli altri muoiono, il pianeta muore, morir in futuro, l'universo morir, la mia posizione  diversa, differente, sono di natura superiore, tra queste persone che sono arrivate a questa realizzazione, chi conosce Krsna  molto raro, cio la conoscenza di Krsna  molto confidenziale, Krsna non si rivela facilmente, non si rivela facilmente, lo spiegher in un'altra parte del capitolo, non voglio anticipare, ma dir perch ad alcuni si rivela e ad altri no.
Allora, Krsna ha introdotto ad Arjuna la conoscenza dell'Assoluto, "ti dar una conoscenza ottenendo la quale non avrai pi null'altro da conoscere. Se la tua mente  concentrata in Me, se pratichi lo yoga per raggiungerMi, ti dar questa conoscenza perfetta, per poche persone si dedicano all'ottenimento di questa conoscenza, al conseguimento di questa conoscenza". Comincia a dargliela dagli elementi fenomenici, dice:



VERSO 4

bhumir apo 'nalo vayuh
 kham mano buddhir eva ca
ahankara itiyam me
 bhinna prakrtir astadha

Sappi che questo mondo  composto da otto elementi, bhumir apo 'nalo vayuh kham, allora dice:" dalla terra, dall'acqua, dal fuoco, dall'aria e dall'etere, bhumir apo 'nalo vayuh kham, kham  etere,  spazio. Questi sono gli elementi che compongono questo mondo materiale. I cinque elementi grossolani, Krsna dice, in pi ce ne sono altri tre sottili, mano buddhir ahankara, sono altri tre elementi che sono sottili, si chiamano: mente, intelligenza, falso ego.
Questi otto elementi costituiscono il mondo materiale, ahankara itiyam me bhinna prakrtir astadha, Io li chiamo la Mia energia inferiore, prakrtir, dice il Signore. Tutto ci che noi vediamo in questo mondo  costituito da questi elementi. 
Questi elementi poggiano sul Signore, traggono la loro origine dal Signore. La gente generalmente, gli atei, pensano che questi elementi siano qui perch "son qui, punto e basta!" che siano differenziati uno dall'altro cos, per puro caso! Per un processo meccanico messo in moto dal "caso", non da una persona cosciente, ma dal caso, perch? Anche gli scienziati dicono che la materia nel suo ultimo stadio  unificata, alcuni dicono che  luce, altri dicono che  pura vibrazione sonora, altri dicono che la materia  unificata in un unico stadio poi dopo viene differenziata. Alcuni dicono che  la grande esplosione cosmica originale, la zuppa, i raggi ultravioletti, bombardamenti, un punto di infinita concentrazione di energia che esplode, insomma tante cose, per ammettono che l'energia all'origine  "indifferenziata".
Ma perch si differenzia in tutti questi elementi? E perch questi elementi hanno delle propriet diverse? Perch questi elementi combinandosi tra di loro generano tutta una serie di variet di vita, di specie di vita, di corpi?
Questo non sanno spiegarlo, dicono: "Avviene per caso" cio o una esplosione o un bombardamento di raggi o un qualche cosa che spinge la materia a differenziarsi e a creare tutta quella variet che poi sono le forme grossolane che noi vediamo. 
La mente, l'intelligenza, l'ego, secondo gli scienziati sono dei frutti, sono le risultanti dell'azione combinata degli elementi grossolani, cio per loro, la mente o l'intelligenza o l'identit che un essere vivente ha, non sono degli elementi a se stanti, ma sono semplicemente delle ulteriori manifestazioni della materia grossolana.
Se chiedi a uno scienziato cos' la mente, ti dice: "la mente sono i legami elettrochimici dei neuroni cerebrali, perch se togli il cervello non c' pi neanche la mente, l'intelligenza, idem con patate, l'identit  un senso di essere che esiste perch tutti i tuoi legami cellulari sono a posto, quando i tuoi legami cellulari sono sfaldati non c' pi senso d'identit, punto e basta, per cui tu sei un individuo intelligente e pensi e hai una mente, perch? Perch gli elementi materiali, gli atomi sono combinati in un certo modo. Questa  la risposta che ti danno, per non ti sanno com' che gli elementi si combinano in questo modo meraviglioso al punto tale da creare un essere vivente! Dicono, per caso, per qualche ragione a noi sconosciuta. Questi elementi primari, grossolani, semplici, queste strutture semplici si sono combinate in modo tale da creare una struttura estremamente complessa come quella di una zanzara, per dire. La zanzara ha una struttura super complessa, quale laboratorio di ingegneria meccanica pu creare una zanzara?
Prabhupada una volta guardava una zanzara, un insetto,  entrato un devoto e gli ha detto: "Prabhupada stai guardando...." e lui: "Si, sto guardando un miracolo d'ingegneria infinitesimale, vola, atterra, riesce a penetrare nei luoghi,  un miracolo d'ingegneria. Chi ti crea una zanzara? Un micromeccanismo di una tale complessit con le ali, ecc.". Son tante cose, la scienza ad oggi, non sa spiegare neanche perch il calabrone vola, il volo del calabrone  un assurdo, chiedete a qualsiasi professore di scienze, biologo, perch il calabrone vola? E' un assurdo, non si sa, non si sa come faccia a volare, ha delle ali cos piccole! Secondo una legge fisica il calabrone non dovrebbe volare! Tante cose sono inesplicabili, ma a parte questo, la cosa pi inesplicabile  la posizione assurda di coloro che credono che questi elementi materiali si siano manifestati cos con le loro qualit, propriet, le loro capacit di legarsi, assemblarsi in questo modo meraviglioso "per caso" questa  la cosa pi inesplicabile: come uno possa essere cos stupido da credere una cosa del genere. Krsna spiega subito dopo:



VERSO 5

apareyam itas tv anyam
 prakrtim viddhi me param
jiva-bhutam maha-baho
 yayedam dharyate jagat

Oltre a queste energie grossolane e sottili, c' un'altra energia, un'altra energia che sostiene l'universo, yayedam dharyate jagat, che da sostegno, cio che da modo a questi elementi di coagularsi, di unirsi e creare qualcosa di meraviglioso.
Questo lo spiega subito dopo, Krsna. Cos' questa energia? prakrtim viddhi me param, cio un param prakrtim, una energia superiore, superiore alla terra, all'acqua, al fuoco, all'elemento aereo, a quello etereo,  superiore all'intelligenza, alla mente e all'ego, si chiama param prakrtim  l'anima, Krsna dice. Esiste quest'altra energia, prakrtim viddhi me param jiva-bhutam maha-baho e ci sono jive ovunque, ci sono anime ovunque, che sostengono l'universo, yayedam dharyate jagat. Questo  il punto. Krsna spiega e questa spiegazione  molto logica, molto logica, perch l'energia materiale noi non vediamo mai che ha la possibilit di assemblarsi per conto suo, noi vediamo che quando c' qualcosa di meraviglioso la vita  sempre presente, perci l'energia spirituale  il sostegno dell'universo.
Noi siamo energia spirituale, siamo anime. Noi non sappiamo come questo corpo lavori, sappiamo che se noi siamo in questo corpo, il corpo nasce, cresce, si sviluppa, funziona, giusto? Se noi non fossimo in questo corpo, il corpo sarebbe morto, il corpo non si svilupperebbe pi, non agirebbe pi, si decomporrebbe, finito; allora, noi siamo coscienti di come si sviluppa il corpo, di come le cellule corporee stanno andando avanti, di come le cellule funzionano, di come il sistema respiratorio funziona, chi  cosciente di questo?
Krsna allora spiega subito: "Io sono l'origine di tutto questo, degli elementi materiali e delle anime". Cio il mondo, non  composto solo da questi elementi materiali grossolani e sottili e dal param prakrtim cio dall'energia superiore e dalle anime "Io sono l'origine di entrambi" entra di scena Lui, dice: "Io sono l'origine di tutto questo, mondi materiali e mondi spirituali" e poi dice:



VERSO 7

mattah parataram nanyat
 kincid asti dhananjaya
mayi sarvam idam protam
 sutre mani-gana iva

D una bellissima analogia, il Signore, mattah parataram nanyat, tutto rimane su di Me, tutto resta su Me, tutto poggia su Me, mattah parataram nanyat kincid asti dhananjaya, proprio come le perle sono infilate nel filo, "Io sono perci il principio base dell'esistenza delle anime e degli elementi materiali". Questa  la Sua spiegazione. Questa  conoscenza dell'Assoluto.
"Non esiste nulla, che siano esse anime o elementi materiali, non esiste nulla che non poggi su di Me, che non trovi sostegno in Me".

mattah parataram nanyat
 kincid asti dhananjaya
mayi sarvam idam protam
 sutre mani-gana iva

mani, sono i gioielli, le perle, sono tutti infilati come tante perle su un filo, quel filo  Krsna,  quello che tiene insieme l'anima e con gli elementi materiali fa un corpo,  quello che tiene insieme tanti corpi, tanti agglomerati diversi di energie materiali. Noi, per esempio, viviamo in questa atmosfera, viviamo in un oceano di aria, altri vivono in un oceano d'acqua.
Noi viviamo in un oceano d'aria, c' la luce del sole, tutti questi elementi si combinano, tutto  tenuto insieme da Krsna, tenuto insieme da Krsna. E Krsna continua a dire ad Arjuna: "Perci se tu capisci questo, allora puoi vederMi nella natura, puoi riscontrare la Mia presenza nella natura". Infatti Lui continua facendo una carrellata su quelli che sono i modi di conoscerLo nella natura, infatti dice:



VERSO 8

raso 'ham apsu kaunteya
 prabhasmi sasi-suryayoh
pranavah sarva-vedesu
 sabdah khe paurusam nrsu

Dice: "Io sono il gusto dell'acqua", poi fa una lista molto bella, dice: "Sono l'aroma dei fiori, sono l'intelligenza nell'intelligenza, sono la forza del forte" perch Lui  il sostegno di ogni cosa. 
Un esempio che Prabhupada soleva dare: Prendiamo dell'acqua, abbiamo sete in estate, sentiamo il gusto dell'acqua, l'acqua che rinfresca, quello  Krsna! Perch l'acqua  liquida e pu dissetare? Perch pu rinfrescare? Perch Krsna le d queste qualit! Quell'elemento poggia sul Signore, prabhavah pralayas tatha, allora, se mentre io bevo penso: Krsna  il gusto di quest'acqua,  Krsna" allora sto riscontrando la presenza del Signore negli elementi della natura, nella Sua energia inferiore. Quello  il punto.
O quando annuso la fragranza di un fiore, da dove viene? Perch il fiore ha fragranza? Cos' la fragranza? Cos' il profumo? Da chi  determinato? Dal Signore! E' Lui che ha fatto in modo che una vita in quegli elementi materiali desse la forma di fiore con le qualit del fiore, perci la fragranza  dovuta alla presenza del Signore!
Se vediamo una persona intelligente, da dove viene la sua intelligenza? Krsna ha assemblato gli elementi materiali grossolani e sottili, l'anima  presente e Lui da modo all'intelligenza di trasmettere intelligenza in modo che l'intelligenza sia presente.
Lo stesso per una persona forte, da dove viene quella forza? E' sempre Krsna che ha determinato le qualit che si manifestano attraverso quell'essere. Krsna dice anche:

dharmaviruddho bhutesu
 kamo 'smi bharatarsabha

Addirittura dice: "Io sono anche l'unione sessuale che non  contraria ai principi della religione" perch questo genera figli. La generazione di un figlio  il potere del Signore.
Due persone si uniscono, perch c' il potere di generare un figlio? Da dove viene? Viene dal Signore! Allora quando uno ha un rapporto, per concepire un figlio, cosciente di Dio allora riscontra in quel rapporto la presenza del Signore. Krsna perci fa una carrellata, "In questo mondo materiale, in questa natura, tu puoi vedere la Mia presenza, puoi percepire la Mia presenza se Mi riscontri in questo modo".
Uno non deve vivere spensieratamente, non deve fare le cose casualmente, anche quando beve dell'acqua pu essere cosciente di Krsna, anche quando vede delle qualit in qualcuno pu essere cosciente di Krsna, qualsiasi cosa fa pu ricordarsi che Krsna  l'origine, il sostegno, il supporto di quell'attivit o di quella qualit, ecc. Questo  il punto.
Comunque Krsna dice che purtroppo non tutti vedono in questo modo, anzi solo il devoto vede in questo modo, generalmente le anime sono condizionate dagli elementi materiali, dalla natura materiale, dice:



Verso 14

daivi hy esa gunamayi
 mama maya duratyaya
mam eva ye prapadyante
 mayam etam taranti te

"Questa Mia natura materiale, mama maya, questa  la Mia maya,  la Mia energia illusoria, mama maya duratyaya". Duratyaya significa molto difficile da superare, molto difficile da attraversare, non  una cosa facile ritrovarsi ad essere anime e essere anime che conoscono perfettamente la loro origine, cio Krsna. Non  facile! Perch? Perch noi siamo in questo mondo materiale, siamo affascinati dagli elementi materiali, siamo affascinati, siamo attratti dagli elementi materiali, questi, bhumir apo 'nalo, la lista che abbiamo fatto prima, l'elemento liquido, solido, plasmatico, fuoco, aereo o etereo, ci attraggono e anche la mente, l'intelligenza e l'ego ci attraggono; siamo infatuati da questi, per cui c' una potenza illusoria in questi elementi, c' una potenza illusoria molto forte.
Siamo infatuati da questi elementi e perci ci sembra molto difficile staccarci da essi, molto difficile, infatti all'inizio Krsna ha detto: "mayy asakta manah partha", "devi proprio attaccare la mente a Me" dice "la tua mente deve essere attaccata a Me, non deve essere attaccata a questo mondo esterno, devi essere molto concentrato". 
Infatti in seguito lo dir come arrivare ad essere perfettamente concentrati, dice che se vuoi questa conoscenza dell'Assoluto, il problema  che tendi ad essere illuso, per dice: "Anche se questi elementi esercitano un grande fascino su di te, anche se questa natura illusoria esercita un grande fascino su di te,  sempre una Mia natura perci  sotto il Mio controllo, mam eva ye prapadyante mayam etam taranti te" "Se tu ti arrendi a Me, se tu non vuoi servirMi veramente o amarMi veramente, allora Io do ordine a questa natura materiale di svincolarti, di lasciarti andare, mam eva ye prapadyante, se tu ti arrendi a Me, Io le do ordine di mollare la presa, di lasciare la presa". Questo  il segreto della Coscienza di Krsna.
E' il segreto per ottenere perfetta conoscenza trascendentale, per diventare perfettamente determinati, uno si deve arrendere a Krsna. Krsna sta rivelando ad Arjuna il segreto di come pu diventare cosciente di Krsna, questo infatti  il capitolo che spiega come diventare cosciente di Krsna. Per Krsna dice: "Ci sono persone che non vogliono arrendersi a Me, quelli perci non possono ottenere conoscenza trascendentale!" Chi sono? Fa una lista:



VERSO 15

na mam duskrtino mudhah
prapadyante naradhamah
mayayapahrta-jnana
asuram bhavam asritah

Na mam duskrtino, non si arrendono a Me, duskrtino, persone che non sono pie, sono empie, sono persone a cui non va di diventare Miei servitori, dedicare la loro vita a Me e chi sono questi duskrtino? Queste persone? Mudhah, naradhamah, mayayapahrta-jnana, asuram, chi sono queste quattro persone? Mudhah sono quelli che dicono: "Io devo lavorare tutta la vita, a testa bassa, non voglio sapere altro, questa  la mia esistenza, non c' null'altro in questa esistenza che conti, il resto sono frottole, sono stupidaggini, fantasie, punto e basta, non rompetemi le scatole" Questo  il mudhah. Questa persona non pu capire Krsna, dice che non ha tempo, il resto sono stupidaggini. La societ occidentale materialistica sforna costantemente e incessantemente persone di questo genere.
Naradhamah invece  una persona degradata che vuole degradare la propria esistenza, vuole intossicarsi, gli da fastidio tutto, vuole bere, non vuole ragionare. Un esempio di queste persone erano Jagai e Madhai, una storia della Caitanya-Caritamrita, un fatto reale, delle persone molto degradate che furono salvate per la misericordia di Nityananda Prabhu e Caitanya Mahaprabhu, erano persone molto degradate, alcoolizzati, debosciati, cacciatori di donne, ladri, ecc.. Questo tipo di persone, ma per la misericordia di Nityananda Prabhu e Caitanya Mahaprabhu furono salvate.
Il Signore Nityananda Prabhu che nel Pancha-Tattva  associato con Sri Caitanya Mahaprabhu, che  il maestro spirituale originale, voleva proprio andare a cercare queste persone per aiutarle, allora per Sua misericordia anche queste persone possono essere liberate, per se uno si intestardisce e vuole vivere quel tipo di vita allucinata e allucinante,  molto difficile che si arrenda a Krsna, ci vuole una misericordia molto speciale, naradhamah, questo  il secondo tipo. Terzo mayayapahrta-jnana, la persona, la cui conoscenza  rubata dall'illusione, gli eruditi, i professoroni, gli studiosi, i ricercatori, gente che studia magari le ali dei coleotteri o le zampe dei mammiferi per tutta una vita, tutta una vita, dieci anni, venti anni, cinquanta anni. Diventa un'autorit nel campo, poi muore avendo studiato cos tanto o studia le particelle nucleari, subnucleari, tutta la vita cos, la sua conoscenza  rubata dall'illusione, potrebbe avere un po' di cervello per lo dedica a qualcosa di illusorio, il suo traguardo  illusorio. E' come uno che sa guidare ma prende la strada sbagliata, prende la strada sbagliata e va sempre pi veloce per arrivare al traguardo sbagliato, questo  un mayayapahrta-jnana ed  anche tronfio  arrogante perch pensa essere, di avere tanta conoscenza ma non  che un illuso "Mi hanno dato cinque premi Nobel, questo riconoscimento, laurea honoris causa per questo, per quest'altro, ma per che cosa? Conoscenza del relativo! Non  conoscenza dell'Assoluto,  conoscenza del relativo!
E la quarta persona, asuram bhavam asritah, quelli che hanno proprio una affinit per la natura demoniaca, "Dio, io lo distruggerei, Dio se c' lo farei fuori, o non c'" Lo vogliono negare, ce l'hanno a morte, asuram bhavam, a Torino hanno fatto una associazione per promuovere la non esistenza di Dio, per negare l'esistenza di Dio, c' proprio un'associazione, un devoto  andato a bussare alla porta e hanno comprato anche i nostri libri, dice: Dobbiamo studiarli per provare meglio che non esiste Dio" c' l'hanno a morte con Dio! Ci sono quelle persone! Proprio hanno un odio, un'antipatia, sono i demoni, sono descritti anche nello Srimad-Bhagavatam, hanno un tale orgoglio, un tale desiderio di gratificare i propri sensi che la presenza di Dio  un disturbo,  un disturbo. Quando tu vuoi fare i fatti tuoi e c', c' questo terzo incomodo,  scomodissimo! Non lo vogliono vedere, non ne vogliono sapere, asuram bhavam.
Queste sono le persone che il Signore descrive, tipo Hitler, questa gente qui, grossi e piccoli demoni che vogliono vivere una esistenza in cui non ci sia neanche la menzione del nome di Dio, nulla proprio, gli d fastidio!
Allora, dice Krsna, questi quattro tipi di persone non si arrendono a Me, questi sono quelli dei quali l'illusione si  fatta gioco, cio sono veramente carpiti, coinvolti nell'illusione.
Per, dice, ci sono anche quattro tipi di persone che si avvicinano a Me.



VERSO 16

catur-vidha bhajante mam
janah sukrtino 'rjuna
arto jijnasur artharthi
jnani ca bharatarsabha

Dice: "Ci sono quattro tipi di persone, janah sukrtino, persone che non sono empie ma sono pie, hanno una buona natura, hanno una natura buona, hanno dei problemi magari, sono spinti da problemi nell'avvicinarsi a Me, dice Krsna, per non sono antagonisti nei Miei confronti. Artha,  una persona che soffre, soffre e si avvicina a Me dicendo: "Per favore, allevia le sofferenze della mia vita!". Jijnasuh  una persona curiosa, stimolata, stuzzicata, uno che si chiede: "Cos' Krsna? Cos'? Di cosa si tratta? Voglio sapere! Cos' la mia vita? Perch dovrei stare qui?", cio non vive in modo cos casuale ma  stimolato dal desiderio di sapere, jijnasuh, inquisitivo.
Artha-arthi, una persona che ha bisogni economici o di posizioni sociali, ecc. bisogni economici, "Non ce la faccio in un altro modo, devo farmi aiutare dal Signore, perch ho questi desideri", non lo fa per conto suo, chiede al Signore di aiutarlo, quindi apprezza questa persona, cos.
Jnani ca bharatarsabha e poi: "La persona che ha capito che Io sono la Persona Suprema" jnani, cio questa persona  arrivata all'apice della conoscenza, ha compreso che il traguardo dell'esistenza  la Persona Suprema o perch ha avuto associazione con un puro devoto del Signore o per altro, ha capito. "Questa persona" dice Krsna "Mi  molto cara". "Tutti questi quattro tipi di persone, Io le considero persone sante, persone pie, li considero Miei devoti, ho simpatia per loro" dice Krsna "li vedo con simpatia, con affetto e voglio aiutarli", ma dice: "La persona che Mi conosce veramente, che ha capito che sono la Persona Suprema, lui vive in Me, Mi  molto caro". Mama priyah, usa queste parole, "per non  cosa facile" dice Krsna.



VERSO 19

bahunam janmanam ante
jnavanan mam prapadyate
vasudevah sarvam iti
sa mahatma sudurlabhah

Bahunam, dopo molte, molte nascite, una persona che  arrivata a sviluppare conoscenza non dopo una nascita o due, ma dopo molte, molte nascite, bahunam janmanam ante jnavanan  diventato sobrio  diventato intelligente, vasudevah sarvam iti, ha capito che Io, Vasudeva,  un altro nome di Krsna, il padre di Krsna  Vasudeva allora Lui si chiama Vasudeva, figlio di Vasudeva, vasudevah sarvam iti, "Io sono ovunque, Io sono tutto, Io sono l'origine di ogni cosa e il supporto di ogni cosa, vasudevah sarvam iti sa mahatma". Krsna usa una parola molto bella "mahatma". Cos' mahatma? Una grande anima. Mahatma significa una grande anima. Il termine mahatma  usato in vari modi anche poco appropriati certe volte. In India sono tutti mahatma, uno da un posto di lavoro a una persona e si sente dire: "mahatma, lei  un mahatma! Una grande anima!"
Gandhi, uomo politico, chiamato mahatma. Prabhupada dice: "Era un uomo sano di mente capiva le cose, il giorno, la mattina in cui  morto aveva detto: "Vorrei morire!" perch? Perch ha capito che ha passato una vita stupidamente nella politica. Prabhupada gli aveva detto: "Adesso sei vecchio, lascia stare la politica altrimenti qualcuno ti ammazza" e lui invece ha voluto rimanere anche vecchio, voleva fare Indu-Musulmani insieme, quelli han fatto la rivoluzione e si sono ammazzati in centinaia di miliardi, Prabhupada glielo aveva detto pochi giorni prima: "Attento che ti uccidono! Adesso che hai la Bhagavad-Gita, dedica la vita alla Bhagavad-Gita, lascia stare la politica!" Niente! E lo chiamano mahatma, no! Mahatma significa che ha capito, jnavanan mam prapadyate vasudevah sarvam iti, che Vasudeva  Krsna  ogni cosa  onnipervadente  la Persona Suprema sulla quale tutto poggia, questo  mahatma e ci vogliono molte nascite per arrivare a questo, e Krsna glorifica la persona che  arrivata a questo punto per questo tempo pu essere abbreviato se uno incontra i puri devoti del Signore. Quando incontra i puri devoti del Signore, uno pu fare,  come fare le scale o prendere l'ascensore, quindi hai l'opportunit di diventare vero mahatma associandosi con i veri mahatma. Come una persona che vuole imparare a suonare deve associarsi con uno che suona molto bene per imparare a suonare pi velocemente perch la sua compagnia gli insegner come suonare, per deve "volere".
Adesso Krsna spiega che invece la gente generalmente coltiva altri desideri, "non vuole" andare a cercare un puro devoto del Signore "non vuole" andare a cercare la conoscenza dell'Assoluto perfetta, dedicarsi perfettamente, perch abbiamo detto, Krsna da Se stesso a chi veramente Lo cerca, all'inizio aveva detto: "mayi asakta-manah partha yogam yunjan mad-asrayah, Io, ti do conoscenza perfetta, ma tu prendi rifugio in Me, la tua mente si deve attaccare a Me e poi, prendi rifugio in Me, poi tutto funzioner". La maggior parte della gente, non vuole saperne, ha altri desideri, allora:



VERSO 20

kamais tais tair hrta-jnanah
prapadyantye 'nya-devatah
tam tam niyamam asthaya 
prakrtya niyatah svaya

Krsna dice: "Generalmente la gente  sviata dai propri desideri e allora adora gli esseri celesti, tam tam niyamam asthaya". Adesso questo punto degli esseri celesti, qui non  pi conosciuto, fino a 2000 anni fa qui era conosciuto, gli dei: Pallade, Atena, ecc. altri nomi, ma c'erano gli dei per particolari favori, sapevano che l'universo era organizzato da personalit superiori e si riferivano a loro per avere delle particolari benedizioni, questo  il punto, allora Krsna dice: "Se loro hanno tutti questi desideri, va bene! Io dar loro quella particolare intelligenza per adorare quel "deva", d la "forma mentis" per cercare di la loro fede forte e raggiungere quello scopo che si stanno prefiggendo, per perdono tempo, perch alla fine stanno venerando Me soltanto" dice Krsna, "Io sono l'origine di tutti i deva" per cui la loro intelligenza  sviata.
Altri ancora cosa fanno? Anche loro hanno una psicologia distorta perch loro adorano l'aspetto impersonale del Signore. L'abbiamo detto prima, alcuni riescono a capire che questo mondo  temporaneo, lasciano anche l'adorazione dei deva, non interessa pi perch tutto quello che ottengono  temporaneo per si attaccano all'aspetto impersonale del Signore.
C' un bellissimo verso:



VERSO 25

naham prakasah sarvasya
yoga-maya-samavrtah
mudho 'yam nabhijanati
loko mam ajam avyayam

Dice: "Io non Mi manifesto agli stupidi e ai pochi intelligenti, per loro Io sono coperto dalla Mia yoga-maya". Cio Lui considera stupidi e poco intelligenti quelle persone che a causa dei loro desideri non vogliono andare da Lui. Ricordiamo che prima Krsna ha detto che quando uno ha dei desideri, dei problemi anche monetari o di qualsiasi genere, se va da Lui lo considera con simpatia, "va bene, posso aiutarlo e gli dar la coscienza di Krsna".
Il Signore ha dei piani positivi per una persona, ma queste persone sono quelle che non vogliono andare da Krsna per nessuna ragione o addirittura preferiscono vederNe l'aspetto impersonale perch non vogliono pensare a una persona in nessun modo, allora "Io non mi manifesto, per loro Sono coperto da questa Mia potenza yoga-maya".
La potenza del Signore  paragonata generalmente a una gatta, una gatta pu fare due cose con la bocca, pu prendere un topo, quando il topo  preso,  morto ormai,  virtualmente morto perch la gatta non lo molla, la stretta  mortale, con la stessa bocca prende anche un gattino e lo trasporta, allora la stessa potenza del Signore, per un non devoto diventa un ostacolo molto grande, "mama maya duratyaya", ha detto Krsna, per un devoto invece diventa un supporto, diventa una cura affettuosa. Allora, questa stessa yoga-maya  la fonte della conoscenza per un devoto, invece  quella che illude, che confonde una persona non devota, che gli fa credere: si, si questo mondo materiale va bene! Che s, l'aspetto impersonale di Dio  supremo, ecc. ma queste persone non raggiungono realmente la destinazione di Dio. Cosa succede a loro?



VERSO 27


iccha-dvesa samutthena
dvandva-mohena bharata
sarva-bhutani sammoham
sarge yanti parantapa

"Sappi che tutte le persone nascono nella dualit, in questo mondo di dualit, sopraffatti dall'illusione". Dvandva-mohena bharata sarva-bhutani sammoham, illusi completamente, sarge yanti parantapa, questa  la loro posizione.
La dualit che significa? Significa: amo questo oggetto, questo luogo, questa persona, odio questo oggetto, questo luogo, questa persona. Tutti sono spinti da queste cose per cui se uno non arriva alla conoscenza dell'assoluto, a prendere rifugio in Krsna, rinascer sempre in questa situazione di dualit, attrazione e repulsione, attrazione e repulsione, tutti nascono in situazione del genere, dice Krsna, non c' speranza, gli esseri nascono in questa situazione, "A meno che non si rivolgano a Me", infatti dice nel verso a conclusione del settimo capitolo:



VERSO 28

yesam tv anta-gatan papam
 jananam punya-karmanam
te dvandva-moha-nirmukta
 bhajante mam drdha-vratah

"Coloro che sono stati pii nelle vite precedenti, che hanno compiuto degli atti pii, buoni, che Mi hanno cercato, in qualche modo Mi hanno cercato, anche con motivazioni, non importa ma in qualche modo Mi hanno cercato e sono pii nella vita presente, che sono liberi dalla dualit, Mi adorano, e questa  la parola chiave di questo verso, bhajante mam drdha-vratah, Mi adorano con determinazione fissa, stabile, inamovibile, drdha-vratah, il drdha-vratah  una persona la cui determinazione nel diventare cosciente di Dio  fissa, ma questo avviene perch, e nelle vite precedenti, e in questa vita per sua fortuna e associazione con i puri devoti del Signore, ha sviluppato una consapevolezza ferma, "devo tornare ad essere un puro devoto del Signore! Devo tornare a servire Krsna! Allora Krsna dice: "Coloro che hanno raggiunto questo stadio, sono fissi in Me, sono emancipati spiritualmente, sono in Me, praticamente sono esseri spirituali consapevoli, e queste persone, conclude dicendo, possono pensare a Me al momento della morte. Quando si liberano da questo corpo materiale grossolano possono liberarsi anche da quello sottile al momento della morte e tornare a Me". Questo  possibile per una persona molto concentrata, molto determinata che ha perci conoscenza perfetta, solida dell'Assoluto. Questo  il punto. Krsna ha dato ad Arjuna conoscenza dell'Assoluto, ha detto all'inizio:

mayy asakta-manah partha
yogam yunjan mad-asrayah

"Se tu ti fissi su di Me, pensi a Me, ti liberi da altre cose, senza dubbio"

asamsayam samagram mam
yatha jnasyasi tac chrnu

"Tu Mi puoi conoscere perfettamente" Devi diventare drdha-vratah. Come puoi diventare un drdha-vratah? "Se tu ti dedichi a servirMI". La cosa bella del Movimento per la coscienza di Krsna  che non importa da quale estrazione uno arrivi, se uno si avvicina ai puri devoti del Signore e canta Hare Krsna, non importa quale sia la sua estrazione, ci sono tante storie meravigliose di persone che sono diventate devote anche provenienti da condizioni di vita abominevoli. Krsna accetta questa persone, la loro vita cambia e fanno un veloce avanzamento spirituale; come cambiano la loro vita, Krsna concede loro perfetta conoscenza di Se stesso e allora: questi elementi materiali, le anime che vivono in questi elementi materiali, la loro relazione con Krsna, non  pi fonte di confusione, ma tutto diventa molto chiaro, vede ogni cosa nella giusta prospettiva e la sua determinazione si solidifica, si cementa e torna a Krsna in questa stessa vita.
Questo perci  il settimo capitolo della Bhagavad-Gita che parla del drdha-vratah, una persona che trova perfetta determinazione nel servizio devozionale.










VIII CAPITOLO

RAGGIUNGERE IL SUPREMO



Siamo giunti all'ottavo capitolo della Bhagavad-Gita "Raggiungere il Supremo". Continuiamo la serie di conferenze dopo l'interruzione estiva nella quale tutti avranno passato, spero, un periodo felice al mare o in montagna o a Brescia, ricordando Krsna. 
Allora nell'ottavo capitolo, Arjuna interpella Krsna e Gli chiede delle delucidazioni, dei chiarimenti su ci che ha spiegato in precedenza nel settimo capitolo e pi precisamente Gli chiede una spiegazione su ci che  il Brahman, Krsna aveva parlato dell'essere vivente il Brahman; Gli chiede che cos' il s, cio che cos' l'atma, jivatma; poi Gli chiede che cos' l'adhibhutam e la adhidaivatam, cio l'adhibhutam  la manifestazione cosmica e l'adhidaivatam sono gli esseri celesti; chiede anche chi  lo adhiyajnah il Beneficiario dei sacrifici e come si pu pensare a Krsna nel momento della morte. Queste sono le domande che fa Arjuna.
Sono sette le domande:
 I) cos' il Brahman
 II) cos' la jivatma, l'essere vivente
 III) cos' il karma
 IV) cos' l'adhibhutam, la manifestazione cosmica, la natura materiale
 V) cos' l'adhidaivatam, sono gli esseri celesti
 VI) chi  il Signore Supremo, l'adhyajnah
VII) a chi bisogna pensare al momento della morte e come bisogna pensare a Krsna se  a Lui che bisogna pensare al momento della morte.
Krsna risponde a queste domande dicendo che l'essere vivente, indistruttibile, eterno, trascendentale, si chiama "brahman". Brahman  l'essere vivente, la vita praticamente. L'essere vivente e la sua natura eterna  detta "atma" o il "s" cio l'essere vivente ha un senso di "identit". Il Brahman sente di essere "io sono".
"Karma", dice Krsna,  quell'agglomerato di attivit che ti fa prendere un altro corpo, che ti fa prendere i diversi corpi materiali in questo mondo, questa  la Sua definizione del karma: quell'insieme di attivit che ti fanno prendere differenti corpi in questo mondo materiale. 
La "adhibhutam"  la manifestazione totale dell'energia materiale, dice il Signore, la manifestazione cosmica, adhibhutam, significa che la natura materiale manifesta diverse forme.
"Adhidaivatam" sono gli esseri celesti, il Signore dice che la forma totale che include tutti gli esseri celesti di Visnu, di Krsna manifestati in questo mondo si chiama adhidaivatam. Coloro che non riescono, infatti, a conoscere il Signore nella Sua forma personale, generalmente meditano su questa adhidaivatam, meditano su questa grande forma chiamata anche "visva-rupa" che  il Signore di tutti i deva, Lo vedono come un grande essere nel quale esistono tutti gli esseri celesti, gli esseri viventi, ecc.... L'insieme della manifestazione.
"Adhiyajnah", Krsna risponde,  il Signore che vive con te nel cuore, insieme a te "anima" nel cuore, quello  adhiyajnah "sono Io nel cuore". Paramatma praticamente, il Signore che accompagna l'anima nel cuore. Dopo Krsna dice che al momento della morte, bisogna pensare a Lui, e glielo spiega perch bisogna pensare a Lui, gli dice... versi molto importanti:



VERSO 5

anta-kale ca mam eva
 smaran muktva kalevaram
yah prayati sa mad-bhavam
 yati nasty atra samsayah

"Se tu pensi a Me al momento della morte, indubbiamente, atra samsayah, senza dubbio, tu tornerai a Me" dice Krsna. Importante!
Il momento della morte,  un momento molto importante, infatti questo capitolo si chiama "Raggiungere il Supremo", e il momento della morte  il momento pi importante per raggiungere il Supremo, perch  il test finale  la prova finale di come abbiamo vissuto la nostra vita, la nostra esistenza, cosa abbiamo fatto.
Al momento della morte, non si pu bluffare, non si pu far finta di essere pi attaccati a una cosa piuttosto che a un'altra, cio i nostri veri, reali attaccamenti, la nostra situazione di coscienza, le nostre abitudini, si manifesteranno in modo prorompente e subitaneo perch il momento della morte  il "momento" della morte praticamente.
Certo ci sono dei periodi prima della morte ma alla fine si giunge proprio al momento in cui si lascia il corpo, perci tutto l'agglomerato di pensieri, sentimenti, emozioni, attaccamenti, abitudini, ecc. Si concentra in quel punto, si concentra, e uno deve essere ben sicuro di avere come attaccamento principale i piedi di loto di Krsna, come abitudine anche, quella di pensare a Krsna, di dedicare la propria mente a Krsna. Per questo, il modo migliore per arrivare al momento della morte con relativa tranquillit direi, pi che relativa, con una certezza che la nostra mente si volga verso Krsna  quello di cantare tutta la vita Hare Krsna, almeno il minimo numero di giri e dedicarsi al servizio devozionale, ma specialmente cantare Hare Krsna.
Se una persona canta Hare Krsna, la mente naturalmente si abitua al mantra, infatti molti di voi avranno sperimentato che in momento difficile, in un momento di pericolo, non so, se la macchina sbanda, anche George Harrison aveva detto una volta, insieme a Peter Sellers un attore famoso, erano sull'aereo e l'aereo aveva dei vuoti d'aria per una situazione difficile, una burrasca e allora l'aereo ha cominciato a saltare su e gi, era una posizione molto pericolosa, allora loro entrambi si sono messi a cantare Hare Krsna perch avevano l'abitudine di cantare un po'. Figuriamoci se uno canta tutta la vita il minimo di giri di maha-mantra, sar abbastanza normale che in situazioni difficili o di pericolo o di spavento dica: Hare Krsna, Hare Krsna, venga spontaneo cantare il mantra. Quando vedi un pericolo che si avvicina, subito canti, prendi rifugio in Krsna, perci, cantare il maha-mantra, specialmente cantarlo in modo regolare e secondo i dettami lasciatici dagli acarya, dai maestri spirituali precedenti,  un modo molto sicuro di riuscire a pensare a Krsna nel momento della morte, inoltre Krsna  soddisfatto di chi tenta di ricordarLo costantemente cantando il Suo nome. Il canto del Santo Nome del Signore  il metodo per questa et di Kali, per unirsi a Krsna in uno spirito di devozione, Krsna sicuramente non  indifferente agli sforzi che una persona fa nell'adeguarsi alle Sue richieste per l'avanzamento spirituale, perci questo  un metodo abbastanza sicuro. Certo, ci sono persone, gli impersonalisti, che pensano di essere loro il Brahman Assoluto ecc. Per loro morire in un certo modo o morire in un altro, potrebbe essere lo stesso, ma in effetti sono anche loro preoccupati della morte. Se fossero veri impersonalisti, non avrebbero differenza fra il vivere o il morire, eppure sono preoccupati della morte, comunque Krsna dice questo, di stare molto attenti, infatti il verso seguente:

yam yam vapi smaran bhavam
 tyajaty ante kalevaram
tam tam evaiti kaunteya
 sada tad-bhava-bhavitah

"...perch altrimenti se non ricordi Me.." dice Krsna, "..qualsiasi cosa tu ricordi al momento della morte, questo stato sar la tua condizione futura". "Se ricordi Me" dice Krsna "ritorni a Me, Io so la realt assoluta, eterna e immutabile, la Personalit Suprema dell'essere, se tu torni a Me torni alla realt, torni perci alla tua reale identit, torni alla tua vera personalit, se invece ricordi qualcos'altro che non  la Realt Assoluta tu non troverai te stesso ma troverai una nuova condizione irreale". Questo  il punto. Questa condizione futura sar determinata dai tuoi attaccamenti materiali, dai tuoi pensieri, dalle tue abitudini, ecc..
E' molto importante perci fare una pratica spirituale, certo Krsna  molto gentile, anche se uno canta Hare Krsna saltuariamente, si dedica alla coscienza di Krsna cos, certo non dimentica il Suo devoto perch considera tutti devoti, per se vede un sforzo sistematico cio organizzato, sicuramente trova in questo, motivo di maggiore compassione verso quel devoto.
Krsna dice, in un altro punto della Bhagavad-Gita, che Lui reciproca in accordo agli sforzi che una persona fa nell'amarlo, questo  vero anche al momento della morte. Uno capir quanto ha fatto per Krsna al momento della morte perch quanto ha fatto per Krsna si manifester nella forma di attaccamento per il Signore e ricordo del Signore. Krsna sta spiegando qui come raggiungere il Supremo, come raggiungerLo.
"Cerca di raggiungerMi al momento della morte, sii preparato, fa in modo che la tua mente sia attratta a Me e che i tuoi pensieri vengano a Me".
Poi Krsna continua a illustrare in questo capitolo, gli yogi come fanno a tornare a Lui, parla anche degli yogi che cantano la sillaba "om" . Alcuni ce l'hanno tatuata sul braccio  molto confusa la situazione di questo "om" nell'Occidente. La vibrazione sonora "om"  la rappresentazione impersonale di Dio, questa vibrazione  contenuta nel maha-mantra Hare Krsna.
Il Maha-mantra Hare Krsna  la rappresentazione sonora personale di Dio, Hare Krsna e Rama sono nomi che non sono differenti dalla Personalit di Dio, mentre "om"  la manifestazione impersonale in forma sonora del Signore.
Ci sono grandi saggi che dicono questa parola "om" e si trasferiscono nel Brahman impersonale, si trasferiscono nell'aspetto impersonale di Dio, per Krsna continua a spiegare in questo capitolo, sempre in questa fase, che anche se appunto una gran parte di yogi, di saggi, ecc., dedicano la loro vita alla coltivazione della conoscenza dell'aspetto impersonale di Dio, non  quello l'aspetto pi rilevante.
Krsna dice, spiega, che non c' un luogo dove saggi, devoti che hanno conoscenza di Lui come Persona, arrivano e poi non tornano pi indietro.



VERSO 15

mam upetya punar janma
 duhkhalayam asasvatam
napnuvanti mahatmanah
 samsiddhim paramam gatah

Coloro che lasciano questo mondo di miserie, duhkhalayam asasvatam,  un posto miserabile, duhkhalayam asasvatam, temporaneo, duhkhalayam,  un posto di duhkha, di sofferenze. Queste persone, vengono a Me e non tornano pi indietro, samsiddhim paramam gatah, raggiungono la destinazione suprema. Questa gente non torna pi indietro, dice Krsna, naturalmente il non tornare pi indietro  una condizione molto felice,  ritornare con Krsna, invece questo posto, adesso lo descrive nel verso seguente:



VERSO 16

abrahma-bhuvanal lokah
 punar avartino 'rjuna
mam upetya tu kaunteya
 punar janma na vidyate

Qui  dappertutto miseria, in questo universo materiale non c' luogo dove uno possa trovare un luogo felice in questo mondo. Alcuni pensano che: "se vado nei pianeti superiori, prendo un corpo migliore che dura migliaia e migliaia di anni, un corpo materiale che non invecchia e in una situazione molto pi felice". Alcuni pensano che saranno soddisfatti, che questo porter loro un tale giovamento da giustificare gli sforzi in questo mondo materiale, ma Krsna dice: "E' miseria dappertutto" perch? Perch c' nascita e morte. Dove c' nascita e morte, non ci pu essere felicit, l'anima ha bisogno di una condizione dove non esistono nascita e morte, questo  ci di cui ha bisogno l'anima.
Nel momento in cui ci sono nascita e morte non  possibile essere felici, perci Krsna sta dicendo in questo capitolo: abrahma-bhuvanal lokah, "non tentare di rimanere qui, cerca di raggiungere Me". Poi continua a spiegare ad Arjuna come questo mondo materiale sia vasto, immenso, i tempi siano lunghissimi e di condizionamento e gli dice, Krsna dice, fa un calcolo proprio, fa un calcolo ad Arjuna e gli dice che questo mondo viene creato e distrutto continuamente, ciclicamente, che questa creazione e distruzione  subordinata al giorno e alla notte di Brahma, il creatore dell'universo. Il tempo viene diviso in kalpa. Ogni giorno di Brahma  un kalpa. Kalpa sono mille cicli di quattro ere. Le quattro ere sono: satya, tetra, dvapara e kali; la prima  di 1.728.000 anni, la seconda  di 1.296.000 anni, la terza  di 864.000 anni, e la quarta "kali" che  l'ultima  di 432.000 anni. Queste quattro ere sommate fanno una cifra di 4.320.000 e moltiplicato per mille fanno un giorno di Brahma. Altrettanto lunga  una notte, poi c' un mese di Brahma, 30 giorni in un mese, 360 in un anno, lui vive cento anni, vive un numero megagalattico, un numero iperbolico, strabiliante, lui vive questa vita e durante questo periodo ci sono miriadi di esseri. Figuriamoci, noi viviamo soltanto 89-90 anni secondo il nostro calcolo, se ci arriviamo, pochissimo. Noi viviamo in un millesimo di un kalpa, il tempo di vita di un corpo umano  insignificante paragonato alla vita di Brahma, veramente si perde nell'eternit. Krsna dice che ci sono tanti Brahma perch ci sono tanti universi, tantissimi universi e in ogni universo c' un Brahma. Gli universi sono in numero incalcolabile, sono come bollicine nell'oceano e in ogni bollicina c' un Brahma. Prabhupada spiega: "e questo oceano  la traspirazione di Dio, di Maha Visnu, la persona Suprema che manifesta questo oceano Karana, l'acqua della prima causa, e tutti gli universi riposano in questo". Anche se solo vediamo il nostro universo, quanto  distante una galassia, sono distanze praticamente incalcolabili, incalcolabili. Il punto  che Krsna  molto grande e lo sta spiegando ad Arjuna, gli dice: Io sono al di l di tutto questo". Infatti poi gli spiegher che esiste un mondo al di l di questo mondo di Brahma, bhutva bhutva praliyate, dove tutti vengono distrutti e nascono nuovamente. Krsna spiega che nell'ahah, durante il giorno questa massa di esseri, massa illimitata di esseri viventi, si sveglia e quando viene la notte di Brahma sono, helplessly dissolved, sono inevitabilmente dissolti, distrutti, questi esseri, e poi c' di nuovo il giorno di Brahma e si manifestano di nuovo, poi di nuovo c' la distruzione, la devastazione e questo va avanti continuamente, continuamente. Di nuovo gli esseri si svegliano, di nuovo vengono dissolti,  una situazione molto difficile, eh!? Per poi, dopo indica ad Arjuna che esiste un mondo superiore al quale si pu arrivare:



VERSO 20

paras tasmat tu bhavo 'nyo
 'vyakto 'vyaktat sanatanah
yah sa sarvesu bhutesu
 nasyatsu na vinasyati

E' eterno, che  al di l di ci che  manifesto e non manifesto. E' al di l, e coloro che, 'vyaktat sanatanah, e coloro che ci arrivano non torneranno mai pi indietro, e questo mondo non  distrutto, questo  il punto, nasyatsu na vinasyati, dice Krsna, non  distrutto quando il mondo materiale  distrutto.
Figuriamoci di vedere tutta Brescia completamente dissolta, l'Italia dissolta, il pianeta Terra dissolto, il sole dissolto, tutto dissolto, cio noi, praticamente non rimane pi niente, ma esiste un mondo che  molto pi grande di tutti gli universi materiali messi insieme, che non  mai dissolto, questo  il regno di Dio, quello  eterno dice Krsna, sanatanah,  eterno,  immutabile, cio non c' mai creazione, non c' mai distruzione in questo mondo, tad dhama paramam mama, cio "quello li  il Mio dhama" e bisogna appunto raggiungerlo.
Come abbiamo detto, ci sono yogi che non seguono esattamente i principi della Bhakti, i principi devozionali, Krsna lo spiega ad Arjuna come fanno; devono lasciare il corpo durante un semestre piuttosto che un altro, altrimenti non raggiungono la destinazione voluta. Per esempio se lasciano il corpo quando il sole  a settentrione e la luna  crescente, cos loro vanno e vanno nel Brahman impersonale, trascendono nei limiti della natura materiale, invece quando il sole  a meridione, la luna  calante e lasciano il corpo di notte, allora vanno sui pianeti celesti per sono forzati a tornare qui.
Grossa fatica! Krsna sta indicando ad Arjuna che  una grossa fatica, un grosso grattacapo mettersi l, a far dello yoga per poi dopo tanti anni, decine, centinaia, anche migliaia di anni certi yogi, per andare su un pianeta, stare qualche decina di migliaia di anni, poi scendere gi, ritornare, sempre nascita, morte, nascita-morte, un problema.
Krsna, sta indicando ad Arjuna che in effetti il servizio devozionale puro,  la cosa migliore, questo  quello che sta indicando, che per raggiungere Lui, se uno si concentra in uno spirito di servizio devozionale puro, raggiunge la destinazione suprema. Infatti nell'ultima parte, Krsna spiegher ad Arjuna che se lui si dedica al servizio devozionale, non perde niente.



VERSO 28

vedesu yajnesu tapahsu caiva
 danesu yat punya-phalam pradistam
atyeti tat sarvam idam viditva
 yogi param sthanam upaiti cadyam

Vedesu  la conoscenza, yajnesu  il sacrificio, frutto della conoscenza e dei sacrifici, tapahsu, dell'austerit, danesu della carit, ecc., karma-phalam, i frutti dell'azione. Niente, non perde niente! Generalmente una persona all'inizio della sua vita, fa una vita di rinuncia secondo lo schema vedico. E' una vita tutta programmata, fa il Brahmacari, va a studiare il Brahman,  celibe, fa tante rinunce per capire cos' la natura spirituale cio l'aspetto impersonale, generalmente nella gurukula viene spiegato l'aspetto impersonale di Dio, la natura spirituale opposta alla natura materiale, la differenza esistente con la natura materiale, poi uno andava nella vita di grhasta, si sposava, poi dopo prendeva vanaprastha, poi dopo rinuncia, sannyasi e cercava in questo modo di proiettarsi nell'aspetto impersonale di Dio, questo  quello che la maggior parte delle persone faceva, ma Krsna sta indicando ad Arjuna in effetti che: "se tu ti concentri su Me in servizio devozionale, puoi saltare tutto questo, puoi evitare di essere soggetto a questo percorso difficile, tortuoso e pieno di difficolt, lo puoi evitare, basta che ti concentri su di Me e al momento della morte pensi a Me". Questo  quello che gli sta indicando. Infatti Prabhupada nell'ultima spiegazione di questo capitolo dice che uno dovrebbe ascoltare questo capitolo, non solo questo, dal settimo al dodicesimo, in compagnia puri devoti, perch questi possono svelare il significato reale della parola di Dio, di Krsna, cio l'intendimento del Signore, quello che Lui in effetti vuole comunicare. Questi capitoli sono i sei capitoli centrali della Bhagavad-Gita. Krsna vuol comunicare che il servizio devozionale a Lui, pu dare il massimo giovamento, il massimo beneficio all'anima e che  l'essenza della Bhagavad-Gita, il significato reale e profondo della Bhagavad-Gita, cio unirsi in uno spirito di devozione al Signore, attaccarsi a Lui in spirito di devozione. Altrimenti, uno legge la Bhagavad-Gita e poi dice: "o.k., adesso mi metto a recitare "om"! Adesso lascio il corpo nella luna calante o nella luna crescente o quando il sole  a settentrione", cio, si pu diventare attaccati a tanti aspetti che sono, si nella direzione giusta che va verso Krsna, ma sono difficilmente attuabili nell'et di Kali. Figuriamoci, se uno deve diventare uno yogi che poteva lasciare il corpo a comando, aveva una capacit di comandare e di dire: "o.k. adesso lascio il corpo!". Grandi yogi, grandi saggi, lo facevano, anche Bhismadeva o altri volevano lasciare il corpo "o.k. adesso lo lascio!" e lo lasciavano. Bhismadeva, sul campo di battaglia, era pieno di frecce, l'avevano trafitto era su un letto di frecce eppure non aveva lasciato il corpo, aveva detto: "non  il momento. Aspetto il momento giusto per lasciare il corpo". Ma chi pu permettersi una pratica tale di controllare la propria morte? Insomma, diventa molto difficile! Per poi magari sbagliare e andare in un posto dove devi tornare indietro, e non finisci il ciclo di nascite e morti. E' pi logico,  pi semplice anche attaccarsi ai piedi di loto del Signore. Questo  il vero yoga. I piedi di loto del Signore, sono l'origine delle austerit, di tutti i sacrifici, di tutto lo spirito di carit che si pu possedere, tutta la conoscenza, ecc. Per cui attaccandosi a Lui in servizio devozionale uno ottiene il fine che si prefigge, per uno deve capirlo in associazione, in compagnia di coloro che hanno fatto una scelta di vita in questo senso, per cui l'insegnamento di questo capitolo  che uno dovrebbe diventare un puro devoto, cio dovrebbe impostare la propria vita per conseguire la perfezione nella pura devozione e prepararsi al momento della morte cantando Hare Krsna e vivendo in compagnia dei devoti.
Cantare Hare Krsna in compagnia dei devoti, questo  l'insegnamento di questo capitolo. Bisogna aprire un ufficio consulenze. Pronto intervento con devoti, con karatala, mrdanga, cio una specie di ambulanza spirituale, quando uno si sente prendere dalla morte, arrivano i devoti, cantano Hare Krsna, portano un po' di incenso offerto al Signore, portano l'immagine di Krsna, un po' di carana-amrta del tempio e aiutano a fare il trapasso felicemente.










IX CAPITOLO


LA CONOSCENZA PIU' CONFIDENZIALE


Stasera parliamo del nono capitolo della Bhagavad-Gita: "La conoscenza pi confidenziale". Krsna ha illustrato, nel capitolo precedente, ad Arjuna come raggiungere la meta suprema, come raggiungere il Supremo; adesso Lui dice ad Arjuna che poich Arjuna non  invidioso di Lui, gli regaler la conoscenza pi confidenziale.
Poi il Signore continua ad esporre la propria posizione in relazione al mondo materiale, cio come Lui gestisce l'energia che possiede nella creazione di questo mondo. Pi avanti nel capitolo, parla anche degli sciocchi che credono di conoscerlo ma in effetti sono illusi dalla Sua potenza illusoria, i mudha, parla anche di loro, e spiega come la loro posizione sia precaria e tutti i loro sforzi siano vani unificati dalla potenza illusoria del Signore.
Dopo aver parlato di questi sciocchi, parla dei mahatma, delle grandi anime, e di come queste anime siano sotto la protezione dell'energia divina di Dio e di come essi si impegnino sempre nel glorificarLo e nel servizio devozionale.
Dopo aver parlato delle grandi anime, parla degli impersonalisti, dei mayavadi, che Lo adorano in modo diverso dal quale Lo adorano come l'Uno Supremo o come la variet delle manifestazioni in questo mondo o come la forma universale ecc.
Poi il Signore va avanti con la Sua logica consequenziale e spiega che traguardo raggiungono coloro che si dedicano ad adorarLo in modi diversi, cio non direttamente ma indirettamente, che traguardo raggiungono, dove vanno a finire, cosa succede a loro, e cosa succede invece a chi Lo adora direttamente, cio che torna a Lui.
Alla fine del capitolo spiega molto esaurientemente quanto  semplice impegnarsi nel servizio devozionale, cio che il servizio devozionale  alla portata di tutti e che Lui protegge il Suo devoto in ogni circostanza e da un metodo pratico per impegnarsi in servizio devozionale.
Questa  un po' la sintesi del nono capitolo della Bhagavad-Gita. Allora, tornando a monte, all'inizio il Signore dice ad Arjuna:



VERSO 1

sri bhagavan uvaca
idam tu te guhyatamam
pravaksyamy anasuyave
jnanam vijnana-sahitam
yaj jnatva moksyase 'subhat

Idam tu te guhyatamam, il supremo tra i segreti, pravaksyamy anasuyave, perch non sei invidioso di Me, cio ti confido, ti rivelo questo sapere che  la scienza suprema tra tutte le scienze,  la Conoscenza Suprema ed  il segreto tra i segreti, tutto questo perch non sei invidioso di Me. Questa conoscenza ti liberer, ti dar modo di conoscerMi perfettamente. Cio Krsna sta semplicemente dicendo ad Arjuna: "Poich tu non Mi invidi perch non sei in competizione con Me, poich il tuo cuore  aperto, puro, e la tua inclinazione  quella di servirMi e di amarMi, io Mi concedo a te, Io apro le porte di tutti i segreti della Mia persona a Te, Arjuna".
Questo  naturale, Krsna come qualsiasi altra persona, Si rivela a chi non  invidioso di Lui e a chi Lo vuol servire, chi Gli vuole bene, chi Lo ama. Si pu amare veramente qualcuno solo quando si  completamente liberi dall'invidia nei suoi confronti, non si pu amare qualcuno se si mantiene dell'invidia nei suoi confronti, per questo nel mondo materiale  praticamente impossibile amare qualcuno perch mai si  completamente liberi dall'invidia. Allora Krsna sta dicendo ad Arjuna: "Tu non sei come una di quelle persone che Mi sente parlare o Mi vede agire e cerca di attribuire dei significati diversi e cerca di aggirare la Mia persona o pensa che Io sia una persona ordinaria, ecc. No! Tu hai una disposizione nei Miei confronti che  libera dall'invidia".
Quando si invidia qualcuno, si cerca di minimizzare le sue glorie o di dimensionarle ... o far si che non venga messa in evidenza questa persona ... o addirittura denigrarla. Questo  quello che molti fanno nei confronti di Krsna, Arjuna non  di questa categoria e perci  un recipiente adatto ad apprendere informazioni trascendentali. In cosa consiste questa affermazione trascendentale, Krsna lo spiega nel verso dopo.



VERSO 2

raja - vidya raja - guhyam
pavitram idam uttamam
pratyaksavagamam dharmyam
susukham kartum avyayam

...Raja - Vidya ... il sapere tra tutti i saperi ... 
 Raja - Guhyam ... il segreto tra i segreti ...
 Pavitram ... Puro ... Uttamam ... Supremo ...
 Pratyaksa ... percepire direttamente ...
 Susukham ... che rende completamente felice. 
 
Cio, questa scienza  la scienza tra tutte le scienze,  la Conoscenza Suprema,  il segreto fra tutti i segreti e poi, che da la percezione diretta del s, cio praticando questo metodo uno comincia a percepire il s direttamente, a realizzare il s ...  la perfezione di tutte le religioni. Religione significa ritrovare se stessi ... ritrovare Dio ... la propria funzione originale.
Se tu riesci a percepire direttamente chi sei ... la tua identit spirituale ... il tuo s lo percepisci direttamente ... lo vedi ... allora hai raggiunto la perfezione della tua pratica religiosa ... ed  svolto sempre con gioia ... Susukham Kartum Avyayam. Questo  quello che Krsna dice, questo  quello che vuole rivelare al Suo devoto intimo, al Suo devoto confidenziale che  libero dall'invidia. Allora, molti dicono di avere il segreto della conoscenza. 
Perch "questa" dovrebbe essere la conoscenza pi perfetta, il segreto tra tutti i segreti, ecc... perch?
Perch tratta direttamente della Persona Suprema. Krsna  all'origine di ogni cosa, perci Lui  la Persona Suprema da conoscere al di l di ogni altra esperienza e di ogni altra forma di conoscenza ... Lui  la Persona da conoscere ...  l'oggetto da conoscere ...  la destinazione della nostra capacit di conoscere ... per questo  la scienza suprema ... la conoscenza suprema ed  il segreto tra tutti i segreti perch ... uno pu conoscere tante cose in questo mondo ma se non conosce l'origine fondamentale ... ci che  alle fondamenta dell'esistenza di ognuno ... significa che non conosce realmente la Verit.
Krsna  anche chiamato la Verit Assoluta.
Verit Assoluta significa che  la Verit da scoprire ... la vera sostanza originale da scoprire ... non  paragonabile a qualsiasi altra forma di conoscenza,  ... Suprema Conoscenza.
Krsna va avanti spiegando di come Lui interagisce con questo mondo materiale, cio vuol chiarire ad Arjuna che conoscere Lui non significa conoscere una qualsiasi delle Sue manifestazioni ... chiunque pu conoscere una delle manifestazioni del Signore, non  difficile ... uno esce ... va alla finestra, vede il sole ... vede ... in un certo senso vede Krsna,  in contatto con un'energia di Dio... ma conoscere Lui direttamente  un'altra cosa... infatti dice"



VERSO 4

maya tatam idam sarvam
jagad avyakta - murtina
mat - sthani sarva - bhutani
na caham tesv avasthitah

"Da Me, dalla Mia forma non manifestata, attraverso la Mia Energia che Si espande, tutto l'universo  pervaso. Io pervado tutto l'universo" dice praticamente:
"Tutti gli esseri sono in Me, ma Io non sono in Loro"
Cio, tutto riposa su Krsna ... tutto resta su Krsna ma ... anche se Krsna  presente dentro un atomo ... dentro un bicchiere ... nell'acqua ...ecc... se tu prendi un bicchiere non sta afferrando Krsna ... cio, non puoi prendere Krsna e ... costringere Krsna ... circondare Krsna ... non puoi "comprenderLo"... Krsna s,  il sostegno di tutto, pervade tutto ... tutto  in Lui ma Lui  ben distinto, separato ... non ha una relazione di interdipendenza con l'energia materiale, cio la Sua posizione  quella di essere trascendentale o trascendere ... non  costretto dal fatto che Lui gestisce questa energia materiale... non  costretto ad avere una relazione di dipendenza da essa o addirittura di essere "compreso in essa". Questo  importante capirlo perch altrimenti uno penser che Dio deve fonderSi con questa manifestazione cosmica, in un certo senso, diventa conoscibile conoscendo parte di questa manifestazione cosmica, ma non  cos... non  cos.
La relazione che esiste fra il Signore e la manifestazione cosmica  come la relazione che pu esistere tra una persona che annusa un fiore e il fiore ... annusa, sente l'aroma, c' un contatto in questo senso ma c' anche una posizione ben distinta, non  in contatto realmente con il fiore. Il Signore intende chiarire questo infatti lo dir, poi spiegher... "Io non ho niente a che fare con questa manifestazione cosmica (in un certo senso) Io la pervado,  controllata da Me, per Io ne sono completamente distinto" e afferma nuovamente:



VERSO 10

mayadhyaksena prakrtih
suyate sa - caracaram
hetunanena kaunteya
jagad viparivartate

Dice: "Questa energia  Mia, appartiene a Me". Per suo volere questa energia si manifesta in tutta questa variet di esseri... manifesta addirittura il cosmo materiale e poi lo distrugge nuovamente... Questo  per Sua decisione... per Sua determinazione, perci Lui  il Controllore, il Proprietario Assoluto, ma allo stesso tempo non Lo puoi afferrare... Afferrando... comprendendo aspetti della Sua energia. Questo  importante! Perci, capire Krsna significa che Lui deve concederSi... vuole concederSi personalmente a qualcuno che non tenta di accaparrarsi qualche potenza che invece appartiene a Lui... allora Lui Si concede gentilmente... "S, vedo che questo non  invidioso e allora Mi concedo gentilmente a lui"...  come se noi conoscessimo qualcuno che ha tante potenze, tante ricchezze, ecc... magari ha terreni, fabbriche, palazzi, ecc... noi giriamo... andiamo in giro, se anche entriamo in qualche palazzo non  che necessariamente troviamo lui ... lui pu rendersi disponibile o non rendersi disponibile ... se poi vede che noi vogliamo accaparrarci un palazzo o un pezzo di terra o qualche cosa, non si rende disponibile ... cio se noi invidiamo la sua ricchezza, la sua potenza, la sua opulenza, allora non si rende disponibile, se invece vede che noi siamo interessati a lui direttamente e non a ci che possiede, cio non invidiamo la sua posizione, non volgiamo equipararci a lui o portarci al suo livello in questo modo artificiale, allora si concede.
Ci sono persone che non vogliono riconoscere la posizione di Krsna, la Sua supremazia e allora anche quando Lui appare ... Krsna dice: "Loro non capiscono la Mia posizione, non sono interessati e sono sviati dalla loro natura bassa". 



VERSO 11

avajananti mam mudha
manusim tanum nsritam
param bhavam ajnanto
mama bhuta - mahesvaram

..."Quando Io appaio nella Mia forma, simile a una forma umana praticamente, questi sciocchi Mi deridono, non capiscono che la Mia posizione  Suprema ed Io ho il dominio su tutto ci che esiste, su tutto ci che ".
Cio, loro cominciano subito a dire... e questa  la classica natura dell'individuo..." Lui?! Ma Lui  un uomo come me... Lui ha una forma come la mia, perch devo considerarLo qualcosa pi grande di Me?"... subito!... Param Bhavam Asananto Mama Bhuta - Mahesvaram... non capiscono Param Bhavam... "Come  possibile? dicono, Lui ha una forma umana, una forma limitata perci, che tutta l'energia globale o totale riposa sulla Sua Persona ed  controllata da Lui?"... non riescono a capirlo... "Come fa?... come  possibile?"
Per loro il concetto di Dio deve assolutamente e necessariamente essere impersonale... deve essere un'immensit, perch altrimenti come  possibile che tutto si rifaccia a una persona?... non riescono ad accettarlo... d loro fastidioquesto concetto... non hanno l'intelligenza per apprendere come Lui abbia potenze inconcepibili e perci una manifestazione palese della potenza inconcepibile che possiede  che mantiene la Sua forma tranquillamente e illimitate energie emanano da Lui e Lui che controlla. Questa  potenza inconcepibile!
Se cominciano a dire che per avere potenza inconcepibile deve essere necessariamente cos o col, allora stiamo applicando il concetto di potenza inconcepibile alle nostre menti limitate... significa che non  pi inconcepibile il Suo potere... ed  inconcepibile il Suo potere proprio in virt del fatto che Lui rimane nella Sua posizione distaccata da tutto... Samhita... con la Sua forma incantevole...  descritto nella Brahma-Samhita ... pastorello... e tutte le energie emanano da Lui e sono controllate da Lui completamente.
Questa  la posizione del Signore.
Se uno non accetta, questo, non accetta la posizione di Dio! Se uno comincia a dire: "Dio deve essere per forza cos... Dio deve essere per forza col... No, non pu avere una forma... Dio non pu essere cos... Dio non pu avere una forma simile a quella umana... Dio non pu essere l... e l..." comincia a dare tutta una serie di condizioni a Dio per cui Dio diventa una sua creazione... "Io penso che Dio sia cos per cui Dio Deve essere cos!".
Ma come fai tu a concedere Dio? Deve essere Lui a dirti com'!... a manifestarSi nella forma in cui !
Ma queste persone poich sono accompagnate dall'invidia, non riescono... allora cosa fanno?... Sviluppano sempre pi questa mentalit atea e demoniaca.



VERSO 12

moghasa mogha - karmano
mogha - jnana vicetasah
raksasim nsurim caiva
prakrtim mohinim Sritah

Significa, Krsna dice, che tutto quello che fanno queste persone che sono invidiose di Lui, tutto quello che fanno....tutte le loro aspirazioni... tutte le loro attivit... tutta la loro conoscenza... tutto il loro sacrificio, ecc... tutta una sconfitta diventa!... Perch? Perch Lui con la Sua energia illusoria cambia... muta la destinazione dei loro sforzi, cio non fa loro ottenere il risultato che vorrebbero ottenere, oppure apparentemente ottengono il risultato che vorrebbero ottenere ma non  un risultato reale,  un risultato illusorio... qualcosa che impugnano o credono... o con cui credono di godere per un periodo di tempo e poi si trovano con un pugno di mosche... questa  la vita dell'ateo, perch questa energia appartiene al Signore e il Signore la gestisce come vuole... Lui la rende utile e anche piacevole per i Suoi devoti... questa energia diventa una protezione per i devoti ma diventa una fonte di condizionamento, di prigionia e di castigo anche, per i non devoti.
L'esempio che viene dato solitamente  quello della gatta. Una gatta con la sua bocca pu prendere topi e pu prendere i gattini... quando prende i topi, i topi sentono l'alito della morte tra le fauci della gatta, cio quando la gatta li afferra al collo sono spacciati... se li mangia adesso!... mentre il gattino nella stessa bocca della madre si sente completamente protetto. Allora l'energia di Dio diventa strangolante... costruttiva per questi atei... per questi asura, mentre diventa fonte di protezione e di aiuto e di cura affettuosa per i devoti, infatti nel verso dopo dice:



VERSO 13

mahatmanas tu mam partha
daivim prakrtim asritah
bhajanty ananya - manaso
jnatva bhutadim avyayam

...queste persone... Mahatma... sono grandi anime, sono protette dalla Mia energia divina, s'impegnano perci pienamente nel servizio devozionale perch Mi conoscono come il Signore Originale... s'impegnano pienamente nel servizio devozionale... sono protetti, dice Krsna, dalla Mia energia divina.
Mahatma significa una persona che non  invidiosa di Krsna e vuole servirLo... questa  una grande anima. Mahatma non  un politico... Gandhi Mahatma... in India ci sono un sacco di Mahatma... fanno il mezzo busto... non  quello il Mahatma... basta che uno faccia un acquedotto in un paese, lo chiamano subito Mahatma... no, non  quello il Mahatma. Mahatma significa una grande anima e perch  grande quell'anima? Perch ha compreso la sua posizione in relazione a Krsna e si dedica a Krsna ed  protetto da Krsna.
Come si vede che  un Mahatma? Si vede che  un Mahatma perch  protetto dal Signore, Krsna si prende cura di lui sotto tutti gli aspetti perch Krsna predilige i Suoi devoti. Questo  importante!
Krsna sta chiarendo ad Arjuna la differenza tra il Mudha e il Mahatma.
Il mudha viene illusoe rimane frustrato in tutto ci che fa. Il Mahatma viene protetto e trover la realizzazione piena dei suoi sforzi in servizio devozionale. Questa  la differenza. I Mahatma sono protetti dalla energia del Signore e sono felici, infatti Krsna poi continua dicendo:



VERSO 14

satatam kirtayanto mam
yatantas ca drdha - vratah
namasyantas ca mam bhaktya
nitya - yukta upasate

...Queste persone si sforzano sempre con grande determinazione e Mi glorificano sempre e sono felici... sono molto felici. Il test della Coscienza di Krsna  che il devoto felice glorificando Krsna. Quando pu glorificare Krsna diventa soddisfatto e felice. Questo  il "test" che funziona e come abbiamo detto prima, Krsna ha detto: "pratyaksayagamam susukham" lui percepisce la sua natura spirituale e ne trae grande felicit... "Si impegnano sempre costantemente al Mio servizio con grande estasi, con grande gioia"... che  quello che si ricerca, alla fine... quello che si ricerca, perch Krsna all'origine  Persona e la nostra gioia deve essere perci personale, non pu essere una gioia impersonale, ma Krsna dice, lo spiega dopo... ci sono altri che invece vogliono adorarlo, l'ho accennato all'inizio, come l'Uno Supremo, oppure adorano una forma o un'altra, ecc... non pensano che ci sia un Comune Denominatore alle forme, oppure adorano la forma universale... l'agglomerato delle forme materiali, una specie di immaginario unico corpo... totale corpo materiale con tutti gli universi dentro... queste sono tutte visioni impersonalistiche cio che non conoscono la Persona Divina direttamente... la Personalit del Signore. Krsna  una Persona... non lo conoscono, per dice Krsna: "Loro adorano tutte queste cose ma non sanno che... "e si dedicano magari anche a tanti riti, in India specialmente sono molto esperti gli impersonalisti, hanno diversi modi di adorare le manifestazioni di Dio, mai mai vanno da Krsna direttamente dalla "Persona" vanno sempre da qualche altra manifestazione secondaria, allora Krsna dice: "Sono Io il sacerdote, il burro dell'offerta, il fuoco dell'offerta, sono io tutte queste cose, sono Io il fine, l'intelligenza" Lui dice: "Io sono tutto quel che loro cercano e quel che adorano sono Mie manifestazioni secondarie, esse poggiano su di Me per cui sono Io, alla fine... solo che loro stanno mancando il bersaglio"... questi impersonalisti mancano il bersaglio, stanno adorando delle manifestazioni secondarie del Signore e perdono di pista Lui fondamentalmente. Lui  tutta la creazione cosmica, ecc... Questo  il problema.
Non  come alcuni dicono, questi yogi o santi dell'India che dicono: Qualsiasi via tu vuoi seguire  la tua via"...  una teoria che riverberava negli anni sessanta o ancora adesso con la nuova era... "tu scegli la tua via, quello che tu senti  la cosa giusta per te e vai avanti cos e buona notte... "Non  esattamente cos! Questa  una visione che fa perdere la bussola! Uno pu perdersi in questo mondo... c' una tale variet di cose... e poi vediamo che la nostra mente una volta  attratta da questo... una volta  attratta da quest'altro... una volta la nostra intelligenza crede di avere trovato una definizione invece non l'ha trovata, cerca un'altra definizione... un'insieme di diversissimi e svariatissimi stimoli per noi... non c' principio di realizzazione stabile in questo mondo per cui chi pensa in questo modo  contagiato... cio non riesce ad avere l'intelligenza per capire, per conoscere il Sostegno, la Base di tutto questo. Bisogna andare alla base di tutto. La base di tutto  il Signore!
Arrivando alla base di tutto, uno arriva al Signore e diventa felice, diventa realizzato perfettamente.
Rimanendo nel mondo delle manifestazioni variegate e diversissime della Sua energia, uno rimarr sempre confuso e non trover mai l'origine.
Infatti Krsna dice dopo: "Le persone che adorano i diversi aspetti di Me, della Mia energia, magari vanno anche a Indra-Loka ...nei pianeti celesti... godono per un lunghissimo periodo di tempo, poi dopo devono ridiscendere e... "spiega... non  una situazione cos semplice, sono... sono forzati a ridiscendere. "I devoti invece Mi conoscono..."



VERSO 22 

 ananyas cintayanto mam
ye janah paryupasate
tesam nityabhiyuktanam
yoga - ksemam vaham aham

..."a queste persone che invece Mi adorano, Io lascio tutto quello che hanno, cio mantengo quello che gi hanno e in pi do' a loro quello che a loro necessita per... per conoscerMi... per tornare a Me".
Infatti dopo lo spiega.
 


VERSO 25
yanti deva-vrata devan
pitrn yanti pitr - vratam
bhutani ynti bhutejya
yanti mad - yajino 'pi mam

... yanti deva - vrata significa una persona che ha fatto il voto di adorare i deva, cio ci sono persone diverse, in questo mondo, alcuni si dedicano... vrata significa dedicarsi... "ah s! ho fiducia in questo, mi interessa,  il fine della mia vita"... allora... deva-vrata  uno che adora gli esseri celesti, gli dei, vede i controllori di questo universo come il Signore... yanti deva-vrata devan... allora cosa fa? Quando lascia il corpo, quando muore va dai deva.
...Pitrn yanti pitr-vratah, i padri tutelari ancestrali, gli antenati... queste persone, hanno dei pianeti particolari dove uno pu andare e ritrovare tutti... trisnonno, quadrisnonno e quello che sia... ritrovare queste persone, pu andare dai pitrn... va dai pitrn se si dedica agli antenati.
...bhutani yanti bhutejia... se invece adora gli spettri... c' gente che adora gli spettri_ i fantasmi... quelli che fanno le sedute spiritiche coi tavoli rotondi, muovono i bicchieri, richiamano lo zio o il cognato della nonna che gli dica i numeri al lotto... c' tanta gente che adora gli spettri... allora andranno dagli spettri.
...yanti mad-yajino 'pi mam... "Se uno adora Me, viene a Me"  molto semplice!
Ti puoi dedicare a molte cose nella vita, se decidi di dedicarti a Krsna, alla fine vai da Krsna.
Questa  la bellezza della Coscienza di Krsna. Questo Krsna sta dicendo, siamo arrivati quasi alla fine del capitolo, Krsna sta spiegando che uno deve pensare bene a chi dedicare la propria esistenza, come e a chi dedicare sua energia. E' molto importante. Perch? Perch...



VERSO 26

patram puspam phalam toyam
yo me bhaktya prayacchati
tad aham bhakty - upahrtam
asnami prayatatmanah

Alla fine appunto, Lui parla del servizio devozionale direttamente, dice: "Se una persona diventa Mia devota e Mi offre anche una foglia, un fiore, un frutto, una cosa semplice... accetto l'offerta". Non sta l a vedere che tipo di offerta Gli si fa, e se  opulenta o non opulenta, perch il devoto fa una offerta con devozione il che significa che  veramente ci che pu fare... offre veramente ci che pu offrire secondo le sue possibilit, secondo le sue capacit... offre tutto se stesso... non ha di pi... se anche  molto povero... ci sono storie di personaggi molto poveri, uno si chiamava Asravesa Sridhara, una persona che viveva vendendo foglie di banana... le foglie di banana in India venivano usate per fare dei piatti, venivano richiuse per far delle coppette con maestria delle dita... costano pochissimo... costano quasi niente... insomma c'era questa persona che viveva con i proventi di questo... ma met di quello che guadagnava lo usava per adorare il Gange... era un devoto molto... e lui  stato molto glorificato da Krsna Caitanya Mahaprabhu.
Krsna vede, se hai solo un po' d'acqua, una foglia, un frutto... Glielo offri... Krsna  molto soddisfatto.



VERSO 27

yat karosi yad asnasi 
yaj aiuhosi dadasi yat
yat tapasyasi kaunteya
tat kurusva mad arpanam

Quello che fai Krsna lo accetta. Quello che fai o quello che dai in carit... Tapasyasi... le austerit che fai... tutto... "fallo, fallo per Me"... questo  il segreto... "E' molto semplice, basta che tu lo faccia per Me, se tu lo fai sinceramente per Me... tat kurusva mad arpanam... questo ti rende perfetto, sicuramente ti riporter a Me".
Krsna insiste su questo punto... che uno deve arrivare a Lui.
Lui si rende disponibile quando vede che un devoto vuole veramente arrivare a Lui.
Questo  il punto.
Non ci sono altri segreti nella Coscienza di Krsna... il segreto pi confidenziale che ci sta dando in questo capitolo  che: "Se tu vuoi veramente arrivare a Me, vuoi conoscerMi come Persona ti devi dedicare pienamente al servizio devozionale e allora in questo modo Io Mi rivelo a te... quando vedo questa attitudine e questa volont, Io Mi rivelo a te" E' molto semplice.
Poi vuole confermare ad Arjuna e dice che se uno ha questa impostazione, anche se dovesse sbagliare...



VERSO 30

api cet suduracro
bhajate mam ananya - bhak
sadhur eva sa mantavyah
samyag vyavasito hi sah

..."anche se dovesse sbagliare, anche se dovesse commettere un'azione abominevole poich  situato propriamente, poich ha impostato la sua vita nel desiderio di amarMi, di servirMi, deve essere considerata una persona santa".
Perch Krsna dice questo? Perch assicura la protezione. Perch tutti hanno paura... "Se io non mi impegno nel servizio devozionale... ci sono dei problemi... seguo la mia mente ...non ci riesco... se cado per immaturit o perch maya mi presenta un problema troppo difficile da superare, ecc... che succede? cosa posso fare"?
Krsna dice: "Non ti preoccupare, se una persona ha impostato la sua vita nel modo giusto. Se sinceramente vuole raggiungerMi, anche dovesse occasionalmente... fortuitamente avere questa malaugurata situazione, deve essere considerato santo, ma la sua impostazione dev'essere quella di volerMi raggiungere, di volerMi servire, di volerMi amare, deve essere intensamente impegnato". Non si d la carta bianca per dire che uno pu fare quello che gli pare... "tanto ho cantato Hare Krsna una volta, adesso faccio quello che mi pare, Krsna  tollerante, mi perdona"... Non  cos. Sta dicendo, sta confermando che non  importante. La condizione in cui si trovi, quanta difficolt hai, ecc... "Se ti impegni seriamente e sinceramente, ti proteggo". Questo sta dicendo. E poi dice: "Anche se uno  un sudra, una donna"... in kali-yuga tutti sudra e donne ssiamo... non c' molta differenza in kali-yuga... Krsna fa una lista di personaggi, dice: "Anche se uno ... ...non fa niente, uno pu raggiungerMi, pu capirMi perfettamente se  propriamente impegnato in servizio devozionale". Questo  il punto.
Alla fine conclude dicendo un verso che Srila Prabhupada menzionava spesso.



VERSO 34

man - mana bhava mad - bhakto
mad - yaji mam namaskuru
mam evaisyasi yuktvaivam
ntmanam mat - parayanah

..."Impegna la tua mente nel pensare a Me...
Mad - Bhakto... diventa Mio devoto... offriMi i tuoi omaggi e adoraMi" dice Krsna "in questo modo sicuramente tu tornerai a Me".
Questo  il modo pratico.
Prabhupada, mi ricordo a Bombay, tenne una bellissima lezione, disse che la Coscienza di Krsna  appannaggio di tutti, anche un bambino pu dire: "oggi sono andato al Tempio... ho guardato Krsna"... La sua mente si  impegnata pensando Krsna... "ho pensato Krsna... sono stato coi devoti di Krsna... sono anch'io devoto di Krsna...ho fatto gli omaggi a Krsna... ho cantato coi devoti di Krsna"
E' molto semplice la Coscienza di Krsna... chiunque pu fare... anche un bambino, e in questo modo si purifica la mente... si avvicina al Signore.
Avvicinarsi al Signore, cio dare se stessi in devozione al Signore, causare l'avvicinamento anche da parte del Signore nei nostri confronti. Prabhupada diceva: "Non cercate di vedere Krsna ma cercate di essere visti da Krsna... notati da Krsna  importante"
"Non cercate di andare a vedere... con le nostre forze non possiamo vedere Krsna, ma se vi fate vedere da Krsna, Krsna vi nota... allora Lui Si Avvicina a voi, alla vostra visione... la capacit di vedere cambia ... la vostra visione cambia improvvisamente".
Certamente uno deve stare attento per, Prabhupada ci ha sempre messo in guardia dal considerare Krsna quello che non  anche se Krsna dice cos esplicitamente:
"Man-mana bhava mad mad-bhakto... pensa a Me e diventa Mio devoto".
Alcuni dicono che Mam (significa Me)  un principio impersonale... un principio teorico... cos... un "qualcosa" di filosofico che Krsna dice e che non intende "Se stesso come Persona"... Dio... Lui come Persona, ma intende qualche principio. Quelli che pensano cos sono molto sfortunati, se non capiscono che Dio  una Persona e che perci la relazione con Lui deve essere stabilita in modo personale e devozionale allora non riusciranno mai a ottenere favori dal Signore. Per loro questa visione impersonale rimarr sempre la stessa e la loro vita sar di difficolt... ma se un devoto anche semplicemente... perch parlava di un bambino Prabhupada? Perch un bambino  semplice... anche semplicemente sviluppa devozione, attrazione devozionale e amore per Krsna, Krsna Si concede a lui.
Questo  il segreto della Coscienza di Krsna.
Quando Krsna concede Se stesso,  il segreto dei segreti, la conoscenza suprema tra tutte le forme di conoscenza, la scienza tra le scienze e tutto viene rivelato. Questo  il significato...  l'essenza di questo verso.
Hare Krsna 

